Lo spiegone: novembre 2016

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati allo spiegone: un breve sommario di fine mese per raccogliere tutti nello stesso posto gli articoli pubblicati negli ultimi trenta giorni. Così non dovete temere di perdervi pezzi per strada.

Dopo esser stato completamente assorbito, lo scorso mese, da BilBOlbul e le sue mille attività, che mi hanno trascinato in un vortice di magia senza precedenti (ne riparleremo), torniamo con lo spiegone giusto in tempo per ripartire a pieno regime nei prossimi giorni.

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Quindi, di cosa abbiamo parlato a novembre?

Abbiamo recensito tre titoli It Comics: Il male nero, che mi ha fatto davvero paura, The believers, steampunk complottaro dalle buone potenzialità e Sladkiy, puccettoso ma commovente; è toccato poi a Chrononauts, deludentissima avventuraccia made in Mark Millar, e a Die Wergelder, il ritorno in grande spolvero di un Hiroaki Samura finalmente in forma.

Abbiamo avuto poi il terzo episodio di Commenti un tanto al chilo, nel quale si è parlato di Ut, Diciottovoltevirgolatre, Mater Dolorosa, Archie e, soprattutto, di quel capolavoro incompreso che è Il suono del mondo a memoria.

Ma non è finita qui. A seguito di Lucca vi ho lanciato addosso un po’ di riflessioni su quelle che secondo me sono le criticità più evidenti della fiera del fumetto più importante d’Italia. Ne è scaturita poi una discussione interessante nei commenti, quindi andatevi a ripescare l’articolo che la questione fiere/distribuzione/pedagogia del fumetto è (e sarà sempre di più nei prossimi anni) centrale.

Per la rubrica Da terre lontane abbiamo parlato, questo mese, di Big Questions. Capolavoro assoluto, di quelli che se ne incontrano pochi.

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Invece il webcomic di questo mese non è esattamente un webcomic (non in senso stretto, almeno): trattasi infatti di Oz di Paolo Massagli, rivisitazione in chiave massagliana del classico della letteratura di Frank L. Baum che troverete l’anno prossimo in edizione cartacea grazie ai tipi di La piccola volante.

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Niente classifica delle anteprime, che sarebbe dovuta uscire venerdì. Non ce l’ho proprio fatta. Ma recupereremo presto. Vi lascio, ormai come di consueto, con un’immagine figa, un video altrettanto figo e una playlist di pezzi super fighi che mi hanno accompagnato negli ultimi trenta giorni e che, spero, vi potranno tener compagnia nei giorni a venire. Nonché al fumetto del mese.

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Video del mese:

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Playlist del mese:

  1. I believe, Christina Perri
  2. Travel is dangerous, Mogwai
  3. Cold, At the gates
  4. Elk, This town needs guns
  5. 7 billion people all alive at once, And so I watch you from afar
  6. Galvanize, Chemical Brothers
  7. Old school Hollywood, System of a down
  8. Feeling the endless flow, Artificial Waves
  9. Big river man, Overhead, the albatross
  10. Il mondo prima, Tre allegri ragazzi morti
  11. I lie, Torino Vocalensemble
  12. Contact, Daft Punk

Fumetto del mese: Big Questions

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Al prossimo spiegone!

Il mago di Oz secondo Paolo Massagli

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. È il terzo venerdì del mese e questo significa… webcomic. In un certo senso.

Il fumetto di questo mese è Oz, nella sua reinterpretazione di Paolo Massagli. Conta solo a metà come webcomic (il che non riduce il suo valore, ma solo la sensatezza dell’appartenenza a questa rubrica, ma anche chissene) perché, anche se attualmente si trova (parzialmente) online qui, è un progetto che nasce cartaceo e tornerà a breve ad esserlo grazie a La piccola volante, che grazie al cielo pubblicherà l’anno prossimo la versione integrale.

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Comunque, siccome per adesso si può leggere quasi tutto online e quindi rientra almeno in parte nei canoni di questa rubrica, BAM. Il webcomic di questo mese è Oz. Continua a leggere

BilBOlbul, un festival da vivere.

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Dopo il post super polemico (ma in realtà nemmeno troppo, ne sono scaturite delle conversazioni interessanti) su Lucca e sul ruolo culturale che una manifestazione di quella portata [per me] potrebbe e quindi dovrebbe avere, torniamo sull’argomento.

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La prossima settimana inizia la decima edizione di BilBOlbul, il festival di fumetto di Bologna organizzato dall’associazione culturale Hamelin. Festival che è, se vogliamo, per molti versi agli antipodi della fiera toscana per approccio e intenzioni. Ve ne parlo un attimo facendo degli highlights su cose che ritengo parecchio interessanti, così magari vi invoglio a farvi un giro a Bologna e a vedere una mostra che non sia Brugel e i maledettissimi fiamminghi.

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Die Wergelder: il ritorno in grande stile di Hiroaki Samura

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Lucca è ormai da un po’ di tempo dietro le nostre spalle e il mondo del fumetto sta pian piano tornando alla propria normalità (cioè film Marvel, strisce di Zerocalcare e poco altro).

Tra i numerosi annunci di novità in cui gongolanti editori si sono lanciati durante la fiera, alcuni avevano particolarmente attirato la mia attenzione. E tra questi spiccavano, oltre alla nuova serie di Inio Asano (non vedo l’ora), due titoli di Hiroaki Samura, l’autore tra le altre cose de L’immortale. Così ho pensato che fosse giunto il momento di pescare il primo albo di Die Wergelder dalla pila di cose da leggere e cominciare a entrare nell’ottica, ché di Samura da adesso in poi pare se ne vedrà un po’.

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Chrononauts. Pew! PAM! Boom! Quanta figaggine

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. In The Binding of Isaac, che è un videogioco super figo nel quale sono completamente impedito (ma proprio completamente), c’è una feature che in questi giorni mi ha dato da pensare: la win streak. Praticamente è un contatore che ogni volta che vinci una partita il numerino sul suddetto contatore aumenta di uno. Appena perdi si azzera tutto e si riparte da capo. È un po’ un modo per tener conto dei tuoi successi e amplificare la sensazione d’aver perso tutto al primo errore.

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Questa cosa mi ha fatto sorridere, ultimamente. Immaginiamo di trasportare il concetto di win streak alle letture a fumetti. Ogni volta che c’azzecchi e leggi un fumetto bello: più uno. Appena leggi una ciofeca imbarazzante si riparte da zero. Se avete letto il mio ultimo commenti un tanto al chilo (e, se non l’avete fatto e volete rimediare, lo potete trovare qui) potete immaginare a che numero stava la mia win streak la scorsa settimana. Molto basso.

Poi ho letto Big Questions, ne abbiamo parlato nell’ultimo Da terre lontane…; capolavoro pazzesco che vale almeno un +2 in win streak. Inizio della risalita? Ma figuriamoci. Perché in questi giorni mi son dovuto leggere Chrononauts. E si riparte da zero. Di nuovo.

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Da terre lontane… Big Questions

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. È il secondo venerdì del mese, quindi è giunto il momento di un nuovo appuntamento con Da terre lontane…, la rubrica che usiamo come scusa per chiacchierare di fumetti che in Italia ancora devono arrivare.

Il fumetto di questo mese è Big Questions, di Anders Brekhus Nilsen, pubblicato nel 2011 da Drawn&Quarterly e inspiegabilmente (e imperdonabilmente) non ancora tradotto in italiano. Capiamoci subito, Big Questions è uno di quei capolavori che capita di rado di leggere. Un tomo voluminoso per contenuto e per dimensioni, di una raffinatezza sia estetica che concettuale notevolissima. Insomma, una di quelle [poche] cose che bisognerebbe realmente leggere.

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