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Recensione: All Star Batman e Robin

Non è tutto oro quello che luccica. Questo famoso detto proverbiale si legge, in ambito fumettistico, come segue: “non è tutto bello ciò che è scritto da grandi autori”. Ho infiniti esempi che possono confermare la veridicità di questa affermazione e, causa anche il fatto che le tre recensioni precedenti sono state – tutto sommato – positive, oggi recensisco qualcosa che luccica e potrebbe quindi sembrare oro, ma non lo è. Sto parlando di All Star – Batman e Robin ma, come di consueto, partiamo dall’inizio.

La collana All Star era stata pensata, alla DC, come una serie di archi narrativi della durata di circa un anno slegati dalla continuity ufficiale dei personaggi a cui fanno riferimento, in modo da dare assoluta libertà di movimento ai relativi team creativi. Il flop completo dell’idea ha praticamente cancellato ogni possibilità di proseguire con la collana che attualmente conta soltanto due testate: Superman e Batman. A leggere l’introduzione al volume in questione, ad opera di Bob Schreck editor DC, chiunque penserebbe di avere per le mani oro vero. Due pagine di discorso sulla fiducia che tuttavia, a ben leggere, fanno leva soltanto sulla notorietà degli artisti coinvolti. Cito testualmente. “Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che gli autori di questa storia meritano la vostra fiducia. Leggete pure questo volume. È la prova vivente che ci si può fidare di loro. E niente paura… sanno perfettamente quello che fanno.” Tralasciando il fatto che un fumetto non è vivo, a leggere il volume si ha conferma dell’esatto opposto, soprattutto per quanto riguarda Frank Miller. La trama, come già detto slegata dalla continuity ufficiale dell’uomo pipistrello, è una specie di Batman – Anno Uno e Mezzo, a detta dello stesso Bob Schreck, in quanto si colloca dopo la famosissima e meravigliosa opera dello stesso Miller e dovrebbe essere una specie di prologo a Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. Forse io non ho colto questi aspetti, o forse proprio non ci sono. All Star – Batman e Robin è più che altro una sequela di episodi deliranti e del tutto fuori luogo che narrano l’incontro tra Bruce Wayne e Dick Grayson, il primo ragazzo meraviglia. Fin qua quasi tutto bene, al caro Frank piace rivisitare le origini dei personaggi e questa poteva essere una specie di Robin le Origini, per così dire. Il problema è che la natura dei personaggi coinvolti è del tutto stravolta e a mio avviso c’è differenza tra “rielaborare” e “stravolgere”. E tutto ciò è particolarmente evidente nella figura del pipistrello: l’impressione generale che Batman si stia DIVERTENDO è irritante quanto, concedetemi il termine, fuori background. Batman è un personaggio tormentato, la sua lotta contro il crimine è una crociata di vendetta, non un modo per passare il tempo. Lo dicono anche i suoi soprannomi: CROCIATO mascherato, cavaliere OSCURO. Non si chiama cavaliere divertito, ma cavaliere oscuro. Personalmente interpreto questo come il primo segno del fatto che Frank Miller abbia perso la testa, ne avrò poi conferma seguendo le vicende editoriali legate a Sacro Terrore. Seriamente Frank. Cosa stai facendo? Sei stato uno dei più grandi scrittori di fumetti di sempre. Hai fatto grandissime cose alla Marvel su Devil, hai fatto enormi cose alla DC su Batman. Cosa ti sta succedendo? Se non siete convinti di quello che dico vi sfido a leggere questo albo, in particolar modo i capitoli 8 e 9 in cui compare Lanterna Verde. Proprio non ci siamo.

Discorso diverso, forse diametralmente opposto, per quanto riguarda i disegni di Jim Lee. Il disegnatore dà il meglio di sé quando disegna personaggi oscuri, come Batman, e questo caso non fa eccezione. I disegni sono superbi, una delle migliori opere di Jim. Sono rimasto davvero a bocca aperta. Tutti i personaggi sono perfetti, vibranti, e la sua interpretazione dei grandi dell’universo DC è geniale e pertinente: non mi sono mai imbattuto (né prima né dopo) in una Wonder Woman così bella e così nobile quanto quella che appare nel capitolo 5, o in una Vicky Vale così provocante e spregiudicata. Stupende anche le sei pagine consecutive della batcaverna. In effetti l’unico valido motivo per l’acquisto di questo volume è vederlo come un grosso libro di illustrazioni di Jim Lee.

         

Quindi, per concludere, non mi resta che dire a Bob Schreck che, se proprio tutto è una questione di fiducia, Frank Miller ha del tutto tradito la mia, almeno nella stessa misura in cui Jim Lee l’ha riconfermata. Spero davvero che questo sia un caso isolato e che Frank si rimetta presto.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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2 thoughts on “Recensione: All Star Batman e Robin

  1. Condivido le tue opinioni. Soprattutto se mettiamo a confronto All Star Batman & Robin (vera ciofeca!)
    con All Star Superman (vero capolavoro!)

  2. Pingback: Top15 delle anteprime di gennaio | dailybaloon

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