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Recensione: 8.1 Il Teatro di Yusuke Yamada

Fortunatamente mi capita di rado di comprare e leggere fumetti davvero davvero brutti. Il principale motivo di questa fortuna è che, negli anni, si impara a cogliere i segni che ti dicono “lascia stare, sono un fumetto davvero davvero brutto”. Sfortunatamente può capitare che per vari motivi si decida di ignorare questi segnali e di procedere nell’acquisto. Nel caso di questo fumetto che, ve lo anticipo, ridefinisce il concetto di “davvero davvero brutto” innalzandolo a livelli mai visti quello che alla fine mi ha convinto a buttare nel cesso i miei soldi sono state le parole sul retro del volume:  le prime 3 storie dell’incredibilmente folle serie a fumetti di Yusuke Yamada. Ora. Non ho la più pallida idea di chi sia questo tizio, e Wikipedia non mi viene assolutamente in aiuto. Comunque dato che, in genere, mi piacciono le storie folli ho deciso di provare e di dargli una possibilità. Mi piacciono le storie folli, è vero, ma chi le scrive deve avere una minima idea di quello che sta facendo. FLCL è una bella storia folle, Nijigahara Holograph è una belle storia folle. Mettere cose prese a casaccio tutte assieme non è scrivere una storia folle; non è scrivere una storia. Punto. Ma andiamo con ordine.

Parto dai disegni, che nella loro mediocre bruttezza sono la cosa meno mal riuscita del manga. Sembra vagamente lo stile dl primissimo Satoshi Shiki, solo che più brutto, più anacronistico e con decisamente meno classe. Comunque nulla di ché.

Kami.Kaze, di Satoshi Shiki

8.1 Il Teatro di Yusuke Yamada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma questo fumetto dà il vero peggio di sé nella “storia”: questa è divisa in tre parti, non sono riuscito a capire se siano in qualche modo collegate, se nel caso lo siano volutamente o se sia fortuna, o se sono dei semplici racconti brevi buttati a caso. Analizziamole una per una.

PARTE 1: Una ragazzo convince il suo fidanzato a salire sulle montagne russe. Quando sono in cima il treno si blocca e dagli altoparlanti del parco si sente il seguente annuncio, testualmente: “Avviso ai passeggeri delle montagne russe. Grazie per aver scelto di salire sulle nostre montagne russe sospese! Ora vi spieghiamo come sarà la vostra corsa. Le regole sono semplici: i vostri sedili adesso si apriranno… Voi dovrete tenervi aggrappati ai maniglioni di sicurezza, e resistere fin quando non sarete allo stremo! È vietato arrampicarsi al di sopra dei maniglioni di sicurezza. Chi lo farà sarà colpito dai nostri cecchini. […] Il gioco proseguirà fin quando rimarrà che uno solo di voi. Vi auguriamo di riuscire a rimanere aggrappati ogni singolo secondo!” Cecchini? Ha detto veramente cecchini? Cose a caso… Voi dovrete aggrapparvi e resistere fin quando non sarete allo stremo punto esclamativo. Wow, complimenti per la scelta di parole. Ogni singolo secondo. Guardi, io preferirei fare i primi cinque, poi ne salto due, poi ne faccio 7, poi vorrei alternarli a gruppi di 3. Ma chiaro che è ogni singolo secondo. Yusuke Yamada o traduttore che hai dovuto tradurre sta roba, se volevate togliere di credibilità a una cosa di per sé già non credibile ci siete riusciti. Poi è il classico survival che ultimamente va tanto di moda, grazie mille Hunger Game. All’inizio nessuno ci crede, c’è chi si lascia morire, chi cerca di convincere tutti che solo lui merita di vincere eccetra eccetra. Solita sfilata di stronzate fine al finale. Ah già. Il finale non c’è. Non si capisce come finisce la storia. Non è un finale aperto, il finale proprio non c’è. Mammamia.

PARTE 2: Una liceale per farla pagare al suo professore che abusa di lei (credo) decide di andare con la sua amica a toccare le ossa di una donna incinta uccisa dal marito anni prima. Si dice che chiunque ci riesca impazzisce e muore. Ai lettori do un consiglio. Se volete fare un torto a qualcuno che presumibilmente se ne frega di voi, non ammazzatevi, non serve a niente. Ma che cazzo di idea è? Comunque queste ci riescono (la lapide ha uno sportello stile dispensa del pane con all’interno l’urna), vengono risucchiate all’interno dell’urna e vengono mangiate da un feto gigante e cattivissimo. Spero abbiano pagato di diritti a Catherine. Fine. Santo. Cielo.

PARTE 3: E qua siamo veramente al limite. Per racimolare soldi c’è della gente che gioca a una specie di calcio in cui per segnare si deve decapitare gli avversari e fare goal con la testa. Con tanto di seconda e terza pagina splatterose giusto per non farci mancare niente. Insomma, arriva una tizia che dice di voler curare la madre ma… colpo di scena! Oltre a curare la madre vuole vendicarsi dell’uccisione del fratello. Solo che poi quando finisce la partita e lei ha i soldi… secondo colpo di scena! La madre è già morta. La trama già orribile di questo racconto è adornata di scambi di battute senza senso che la mettono (assieme al resto del volume) nella classifica delle 10 peggiori cose che io abbia mai letto. Robe tipo “il portiere è paralizzato dalla paura della testa decapitata ed è GOOOOOOOOOOOAAAAAAAAL!!!!!!!”. Ma se ti spiegano apertamente che chi è lì ci è andato di proposito si presuppone non si faccia troppi problemi… Paralizzato dalla paura. O tipo il pubblico che all’inizio della partita grida “Morte! Morte! Morte!” un po’ in stile colosseo e poi inspiegabilmente passa a “Soldi! Soldi! Soldi!”. Qualcuno mi spieghi il senso. Fine. Qua ci starebbe una bestemmia ma mi sono riproposto di non farlo.

Tirando le fila. Questo è uno dei fumetti più brutti che abbia mai letto, sicuramente il più brutto degli ultimi diciamo 4 anni (potrei tenermi più largo, ma tanto per sta sicuri…). Potrebbe essere utilizzato nelle scuole per spiegare come NON si fa un fumetto. Non ha una trama, è fitto di cose buttate a caso come se fossero estratte dallo scatolone fabbricone, è disegnato male e scritto peggio. Spero vivamente che Yusuke Yamada non si consideri un mangaka perché non lo è. Se bastasse buttare giù a caso le cazzate che ci passano per la testa saremmo tutti fumettisti.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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5 thoughts on “Recensione: 8.1 Il Teatro di Yusuke Yamada

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