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Recensione: Konungar #1-2

È nuovamente arrivato il momento di recensire qualcosa di bello, soprattutto dopo il disastro di cui ho parlato l’ultima volta. Konungar, fumetto europeo di Sylvain Runberg (ai testi) e Juzhen (ai disegni). Ero un po’ dubbioso quando ho deciso di comprare il primo volume di quest’opera. Non avevo mai letto niente (o almeno niente di valido) ambientato nel magico ed affascinante mondo dei vichinghi (con buona pace di Vinland Saga che non seguo). Inoltre i fumetti di questo formato, diciamo formato francese per intenderci, costano un sacco di soldi. D’accordo che sono formati grandi, d’accordo che sono tutti a colori, d’accordo che sono cartonati, ma 15 euro per 96 pagine possono sembrare troppi. E per certi aspetti lo sono. Comunque alla fin fine sono rimasto più che soddisfatto del mio acquisto, così ho deciso di proseguire la serie che conta ad ora 2 soli volumi.

Nota vagamente dolente: la trama. Come abbiamo imparato alle scuole superiori studiando L’Iliade quando un’opera comincia la narrazione senza tanti preamboli e buttandoci subito nell’azione si dice che essa comincia “in medias res”, in mezzo alle cose. E Konungar comincia appunto in medias res; che non sarebbe male se non fosse che l’universo narrativo descritto da Runberg è fin troppo complesso per cominciare così, senza spiegazioni: ci sono i vichinghi, regno un tempo stabile ma solcato dalla guerra civile; ci sono i celti, che cercano di invadere il regno; ci sono gli orchi; c’è la minaccia costante dei centauri che sembra abbiano spezzato una tregua centenaria; c’è un macello di nomi di difficile pronuncia che non è scontato memorizzare e associare alle facce. Passato il duro impatto iniziale in cui si ha la sensazione di non seguire per nulla l’intreccio, tuttavia, il tutto diventa molto coinvolgente e appassionante. La cadenza irregolare (credo che in origine dovesse uscire un albo ogni due mesi, ma forse si sono persi per strada) non aiuta a seguire l’intrico narrativo, ma si può farsene una ragione, soprattutto per spalmare su più tempo il prezzo di copertina.

Quello su cui vorrei soffermarmi, e ciò che rende questo fumetto davvero degno di essere comprato, sono i disegni. Superbi. Dico davvero. Estremamente dettagliati, fotorealistici al punto giusto, dipinti con velate tonalità pastello, si abbinano perfettamente all’atmosfera a metà tra il reale e il fantastico che permea l’opera e a quell’aria epica tipica delle saghe nordiche. Anche il character design mi è piaciuto molto, dalle armature alle acconciature, dai vestiti alle barbe, davvero azzeccato. Non so che altro aggiungere. Dal punto di vista grafico questo fumetto è ammirabile, vale la pena prenderlo anche solo per sfogliarlo come fosse un illustration book. A mio avviso è una serie da avere. Assolutamente. Credo possa piacere sia ai fan del fumetto europeo più classico, sia agli appassionati di manga con non disdegnano di provare qualcosa di nuovo. Provate e fatemi sapere.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

 

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6 thoughts on “Recensione: Konungar #1-2

  1. In effetti di solito fumetto francese e’ sinonimo di bei disegni.
    Per restare in tema storico/fantasy in questo periodo e’ uscito il primo numero di “Okko” (sempre edito da Panini): dateci un’occhiata!

  2. Ah niente, questo mi tocca prenderlo!….il mix vikinghi, orchi e centauri sembra interessante!…… preciso però che, invece che fare dei mea culpa, dovresti cominciare a seguire Vinland Saga, come ti ho già più volte detto….i disegni sono molto curati e pieni di dettagli (vedi Planetes, stesso autore), la storia è interessante e coinvolgente, e uscendo ad un ritmo ridicolo ci si può mettere in pari molto facilmente…..l’impostazione comunque è molto diversa; anche se si parla sempre di vichinghi, qui l’ambientazione è piuttosto realistica e inquadrata in un contesto storico plausibile….l’unica cosa che mi preoccupa è che a questo ritmo ci vorranno ancora diversi anni di pubblicazione per terminare

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