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Midnight Nation, storia di un viaggio

Copertina dell’edizione italiana

Date le continue richieste (e dato che di recente ho recensito soltanto manga) mi vedo costretto a recensire un’opera del nostro J. Michael Straczynski. La graphic novel (passatemi il termine) di cui vorrei parlare quest’oggi si intitola Midnight Nation, edita da Panini Comics che di recente ha reso disponibile una nuova edizione (strano eh?) in formato Omnibus. Badate bene, non Omnibus come i grandi volumi a coi siamo abituati ad attribuire questo termine, bensì nel senso di raccolta in volume unico contenente tutta la trama principale più un capitolo speciale alla fine. L’edizione in realtà non è nulla di che: non che sia brutta per carità, e nemmeno particolarmente costosa (anzi, data la mole 25 euro non sono neanche troppi); solo che non è proprio un volume bello, né per l’immagine di copertina la cui scelta poteva essere migliore, né per dettagli tipografici tipo qualità di carta eccetera. Comunque passiamo oltre.

La trama è parecchio incasinata ed è molto difficile raccontarla senza fare troppi spoiler. David è un poliziotto che, durante un’indagine per omicidio, comincia a notare qualcosa di insolito ma, purtroppo, finisce in coma. Quando si risveglia scopre di essere finito, come gli viene successivamente detto, “tra le crepe”, una sorta di mondo nel mondo in cui tutti sono come invisibili alle persone normali. Chiunque si trovi lì è lì per un motivo che, in qualche modo, lo ha reso invisibile o insignificante agli occhi della gente comune. Comunque. Ci sono delle specie di entità cattive, dal character design piuttosto blando a dir la verità, detti “gli Uomini” che sembrano aver rubato l’anima al povero David, che ha grossomodo un anno di tempo per recuperarla o diventare come loro. Comincia così un lungo viaggio a piedi attraverso gli Stati Uniti (quelli tra le crepe, però) in compagnia di Laurel, la sua guida. L’inizio, seppur intrigante nell’idea, si porta costantemente dietro una sorta di sensazione di già visto e il appare subito per quello che è: un pretesto messo giù in maniera nemmeno troppo velata per giustificare la parte centrale del racconto. Ed è proprio in questa parte centrale, in cui David e Laurel si mettono in viaggio, che l’opera comincia a prendere corpo per diventare parecchio interessante. I due imparano, pian piano, a conoscersi e poco alla volta il lettore scopre dettagli sul loro passato e sul passato degli altri personaggi che si incontrano lungo la strada. Il tutto intriso da un vago fascino da lettura “On the Road” che non guasta mai. Peccato per il finale che, per essere onesto, non mi ha convinto fino in fondo: il finale vero e proprio è piuttosto banale, mentre le pagine in cui tutto viene spiegato e nelle quali l’intera vicenda dovrebbe essere spiegata sono complicate e criptiche a sufficienza da obbligare a una seconda lettura.

I disegni di Gary Frank non sono al massimo delle sue possibilità e il suo stile, a mio avviso, non si adatta perfettamente alla trama e all’atmosfera, ma nulla di sconcertantemente sbagliato. In definitiva questo fumetto è davvero insolito, come la maggior parte dei fumetti di Straczynski (autore che personalmente trovo parecchio interessante): comincia in maniera abbastanza banale per finire con un accelerazione nel ritmo molto marcata che porta ad un finale al contempo scontato e criptico. Ma è nella parte centrale, come già detto, che la trama decolla. Qui il ritmo è impeccabile, i dialoghi davvero ben scritti. In queste pagine il lettore si immerge pian piano nel mondo attraversato da David e ne condivide il graduale cambiamento interiore ed esteriore comprendendo poco alla volta la complessa realtà del mondo “tra le crepe” e la psicologia dei vari comprimari (alcuni dei quali davvero molto azzeccati). A mio avviso il fumetto merita parecchio (anche se forse limitatamente a questa parte): è una lettura intensa, ma scorre via senza difficoltà trascinando il lettore nella comprensione dei personaggi. Consigliato? Tutto sommato direi di sì: se siete consapevoli dei pregi e dei difetti di quest’opera non potrà che coinvolgervi e piacervi. In caso contrario potreste rimanere delusi. Dico potreste perché io l’ho comprata a scatola chiusa e, alla fine, non mi è dispiaciuta affatto. Provare per credere.

(tutte le immagini appartengono ai loro rispettivi proprietari)

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