Home » Speciale » Storia dell’Universo Marvel parte 1: Secret War

Storia dell’Universo Marvel parte 1: Secret War

 

Ho deciso di cominciare la nostra run nella storia dell’Universo Marvel con questa saga, anche se non è propriamente un maxievento, per vari motivi. Sarebbe andato bene anche partire da Vendicatori Divisi, che è di fatto l’inizio della cronologia Marvel giunta fino ad oggi (non che prima non ci sia stato nulla, solo che i riferimenti si sono pian piano persi); tuttavia questo Secret War segna praticamente lo sbarco di Brian Michael Bendis come scrittore Marvel di punta per quanto riguarda i crossover; mi sembrava quindi giusto cominciare da qui e dare un occhio al suo primo lavoro in questo campo, visto che di lui sentiremo parlare spesso.

Trama

La vicenda si apre nel 2003 (secondo Wikipedia) quando Luke Cage subisce un attentato appena rientrato a casa con la moglie Jessica; l’esplosione crea gravi danni all’eroe che finisce in coma. La notizia giunge alle orecchie di Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., l’agenzia governativa di spionaggio che si occupa di faccende superumane, e la superspia si precipita in ospedale. Bisogna ricordare che a quei tempi non era ancora stata lanciata (sempre ad opera di Bendis, che vi dicevo?), l’operazione Nuovi Vendicatori per cui Cage non faceva parte di nessun team di eroi ufficiale, dunque il coinvolgimento personale di Fury dovrebbe sembrare quantomeno strano ai lettori, come effettivamente appare agli occhi di Iron Fist e Jessica Jones, gli unici presenti in ospedale. Di lì a poco arriva anche Capitan America, scampato anch’esso a un attentato e fortunatamente illeso, che sembra avere un’idea precisa di quanto stia succedendo; Cap minaccia Fury e lo intima a spiegare la causa degli eventi in corso. Vari flashback inseriti qua e là ci spiegheranno che esattamente un anno prima Fury aveva composto una task force segreta con lo scopo di attaccare e destituire il capo di stato Latveriano Lucia Von Bardas (a quei tempi il Dottor Destino era altrove, credo in prigione). Il motivo principale di questo attacco, di questa Guerra Segreta, era il coinvolgimento di Lucia nel finanziamento di azioni terroristiche ai danni degli Stati Uniti, data la decisione del governo di non intervenire direttamente Fury decise di agire di propria iniziativa con un’azione non autorizzata. La squadra era composta da Cap, Luke Cage, Wolverine, la Vedova Nera, l’Uomo Ragno, Devil e una neo agente S.H.I.E.L.D., Daisy Johnson; solo che nessuno di loro, tolti Cap Natasha e Daisy, pare ricordare quanto successo in quell’azione, o il fatto stesso che sia avvenuta.

Tornando ai giorni nostri, Spiderman comincia ad avere delle reminescenze di quanto accaduto, ma non riesce a dare un significato alle visioni di se stesso in Latveria a combattere al fianco degli eroi sopra citati. Si reca così da Matt Murdock, alias Devil (i due avevano allora un rapporto abbastanza stretto), per discutere con lui della cosa e lì sfuggono a un attacco ai loro danni. Anche Wolverine, alla scuola per mutanti, viene diviene bersaglio di un terrorista. Peter e Matt si recano all’ospedale dov’è ricoverato Cage solo per trovarsi coinvolti in una grossa battaglia contro vari criminali minori, ma con attrezzature parecchio avanzate. Compare anche una versione tecno-zombificata di Lucia Von Bardas che, in segno di rappresaglia per gli eventi di un anno prima nel suo Paese, intende far esplodere una bomba nel centro di New York e soltanto l’intervento di Daisy, che ha il potere di generare terremoti, salva la situazione.

È il momento delle spiegazioni e Fury rivela come sono realmente andate le cose. Un anno prima lo S.H.I.E.L.D. stava indagando sull’attività sospetta di alcuni criminali di serie b che utilizzavano attrezzature tecnologiche dal costo troppo elevato per le loro possibilità. Alcune ricerche rivelarono che dietro a tutto c’erano finanziamenti Latveriani, e l’immobilità del governo spinse il generale ad agire da solo. Portata la task force in Latveria e assaltato il castello di Destino, Daisy Johnson creò un grosso terremoto che provocò la morte, oltre che del primo ministro Lucia Von Bardas (almeno apparentemente), anche di molti civili e militari. Successivamente, per alleggerire la coscienza degli eroi coinvolti nell’operazione che non avevano idea che il piano prevedesse il genocidio e per non avere futuri problemi, Fury cancellò dalla loro memoria il ricordo di quanto successo, ad eccezione di Daisy e della Vedova Nera (agenti S.H.I.E.L.D., quindi autorizzati ad avere quel tipo di informazioni) e di Cap che poco dopo comincia a ricordare spontaneamente nonostante il condizionamento. La reazione degli eroi a questa rivelazione non è buona, come comprensibile. Wolverine in particolare, appena arrivato sul luogo, non può tollerare che si manipoli la sua memoria per via della sua storia passata. L’X-Man perde la testa, attacca e uccide Nick Fury, solo per scoprire che il vero Fury è sparito (non lo vedremo per un po’) e che il cadavere a terra è soltanto un Life Model Decoy, una specie di androide controllato a distanza. Da questo momento Maria Hill diventa comandante dello S.H.I.E.L.D.

Commento

Questa mini saga, come anticipavo, non è del tutto fondamentale per la comprensione degli eventi successivi: tolta la sparizione di Nick Fury ha ben poche conseguenze sulla continuity Marvel ufficiale. Ad ogni modo è davvero ben scritta e, a leggerla bene, si cominciano a vedere quelli che saranno i punti di forza (e alle volte di debolezza) di Bendis. I dialoghi sono ben strutturati e la trama è articolata al punto giusto. A differenza delle produzioni più recenti di Brian qui c’è più equilibrio tra introduzione, svolgimento e finale: negli ultimi tempi lo scrittore statunitense dedica più attenzione (e spazio) a costruire un’introduzione lunga e dettagliata trascurando, a mio avviso, la parte finale che risulta spesso breve e sintetica. Spesso si ha la sensazione di osservare qualcuno che costruisce un castello di carte: ci vuole molto a metterlo in piedi, ma pochissimo a buttarlo giù. Ho davvero apprezzato la gestione dei personaggi, che sono ben caratterizzati e mai fuori background, ognuno con la sua psicologia e le sue idee che traspaiono nelle azioni, e ho apprezzato molto l’intreccio di rapporti tra loro: in particolar modo i dialoghi tra Peter Parker, con la sua naturale propensione a parlare troppo, e Matt Murdock, cieco che ha bisogno di sentire quanto gli accade attorno, sono geniali. Molto belle anche le considerazioni finali di Fury sulla moralità della guerra, su ciò che è giusto e ciò che è necessario, e sul prezzo che comporta prendere determinate decisioni; si aprono molte riflessioni, almeno per gli standard del fumetto supereroi stico attuale. La struttura a flashback, che presenta le informazioni necessarie alla comprensione degli avvenimenti solo alla fine, è godibile e tiene alto il livello di interesse fino alla conclusione. L’atmosfera da film di spionaggio e azioni segrete è resa molto bene, questo anche grazie agli ottimi disegni di Gabriele Dell’Otto. Appena aperto il volume, le prime pagine sembrano quasi illustrate da Dave McKean, con il suo stile graffiato a metà tra fotorealismo e collage, per poi mostrarci il tipico stile dell’artista italiano: realistico, con i colori giusti al momento giusto, una buona espressività. L’unico appunto che mi azzardo a fare sui disegni, e purtroppo è una critica che accomuna Dell’Otto ad Alex Ross (per dirne uno), è che le tavole sono più quadri che vignette: nonostante l’azione e le pose dinamiche dei protagonisti si ha spesso un’impressione di staticità, come se tutto fosse immobile nonostante la scena sia in movimento, anche frenetico. Se questo da un lato penalizza l’azione, rendendola alle volte poco dinamica, dall’altro valorizza moltissimo le scene dialogate più tranquille nelle quali l’espressività dei personaggi la fa da padrona e tale aspetto ben si sposa, a mio avviso, allo stile narrativo di Bendis che pone spesso l’accento sui dialoghi più che sui cazzotti. Ho apprezzato anche gli intermezzi scritti tra un capitolo e l’altro, con i fascicoli dei vari personaggi o con le trascrizioni degli interrogatori; queste pagine mi hanno ricordato la struttura di Terra X (capolavoro di Ross e Krueger che precede Secret War di quasi 5 anni) alla quale Bendis si potrebbe essere ispirato. Questi intermezzi completano la trama principale dell’opera rendendola più coerente con se stessa e con l’universo circostante. Per concludere Secret War è una bella storia, leggibile a sé stante o come parte di un mondo più ampio; ben scritta e ben disegnata. Propone interessanti spunti di riflessione, anche se non tutti sono stati successivamente utilizzati. È appena stata ristampata in volume unico discretamente economico da Panini, altrimenti (ma con un po’ di fatica) potete recuperare gli albi originali (Marvel Mega 33, 34, 36) o l’edizione Omnibus, cartonata e in grande formato. Decisamente consigliata.

 

Annunci

One thought on “Storia dell’Universo Marvel parte 1: Secret War

  1. Pingback: Storia dell’Universo Marvel parte 5: House of M | dailybaloon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...