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Storia dell’Universo Marvel parte 3: Thor Ragnarok

Anche questa settimana è giunto il momento di buttare giù due righe sulla Storia dell’Universo Marvel, solo che questa volta non ho intenzione di parlare di un crossover, cioè di un evento che coinvolge più eroi e quindi più testate, ma di una saga riguardante un solo personaggio: Thor, il figlio di Odino. Durante gli eventi di Vendicatori Divisi il Dio del Tuono non compare mai, questo perché (con un rispetto per la continuity che oramai si vede di rado) era impegnato con gli avvenimenti disastrosi che stavano accadendo nella sua testata e di cui parleremo tra qualche riga. Con questa saga si spiega il perché dell’assenza di Thor durante la crisi causata da Wanda Maximoff e, soprattutto, il motivo per cui la testata è rimasta successivamente chiusa per anni, caso più unico che raro nella storia del fumetto. Notate bene. Non è di certo la prima volta che una serie viene sospesa o cancellata a causa del suo insuccesso, il fatto è che non è questo il motivo di questa pausa: semplicemente la serie chiude i battenti per motivi di trama, non senza un certo disappunto tra i fan. Ma partiamo subito a narrare i drammatici eventi di Thor: Ragnarok.

 

Trama

Le leggende narrano di come Odino e i suoi due fratelli crearono il mondo che oggi conosciamo a partire dai resti del gigante Ymir, creatore dell’Universo. Si narra anche di come Eitri e i suoi fratelli, primi della razza dei nani, fecero dono a Odino di un martello, Mjolnir, dotato di una potenza straordinaria; un’arma così forte che un’unica forgia al mondo poteva creare. Invidioso del fatto che Thor avesse ricevuto in regalo Mjolnir, dimostrandosi il figlio favorito di Odino, Loki si mette alla ricerca di questa forgia mitica per creare per sé armi tali da battere il fratello. Accidentalmente Eitri e i suoi fratelli, nel tentativo di nascondere la fucina agli occhi del Dio Ingannatore, muoiono nel crollo di un ponte. Ed è così che Loki entra in possesso delle armi che porteranno il Ragnarok, la fine di tutto, ad Asgard.

Durante i funerali dei tre capostipiti dei nani Loki manifesta tutto il suo nuovo potere, radunando un esercito e attaccando gli Aesir e distruggendo Mjolnir, il martello del Dio del Tuono. Disperato, Thor si reca a Midgard per chiedere aiuto a Capitan America e Iron Man, ma una volta tornato ad Asgard non trova altro che distruzione e morte. Balder, suo fratello, Fandrall il Valoroso e Hogun il Fosco sono caduti, la fine è ormai vicina: Thor rimanda a casa i compagni Vendicatori, non potrebbe perdonarsi la loro morte in una battaglia che non appartiene ai mortali, bensì agli dei. Il figlio di Odino, re di Asgard, incita i suoi compagni alla battaglia e, alle porte di Vanaheim, gli Aesir riscuotono la loro prima vittoria in una guerra che sembra non possano vincere.

Così, in questo momento di stallo, Thor capisce che deve ricevere la conoscenza di Odino, una superiore comprensione del mondo, per poter affrontare la fine del mondo. Ritiratosi in meditazione, sacrificati entrambi i propri occhi, fatto ricorso alla magia delle rune, finalmente il re è pronto per ricevere questo nuovo grado di conoscenza. Ora vede con chiarezza il passato, il presente e il futuro, e capisce le trame del fato. Questo non è il primo Ragnarok che gli Asgardiani devono affrontare, né sarà l’ultimo: gli Aesir vivono in un ciclo infinito di morte e rinascita orchestrato da “coloro che siedono in alto nell’ombra”, gli dei degli dei, che traggono la loro forza vitale proprio da questo ciclo. Dunque ogni atto di valore, di eroismo, di coraggio, ogni vittoria e ogni sacrificio, ogni nascita e ogni morte, è vanificato e privato della sua importanza dato che fa parte soltanto di un infinito ripetersi sempre della stessa storia: il sacrificio non è vero sacrificio, una morte eroica non è veramente tale. Thor comprende anche, ora, il motivo per cui suo padre Odino lo spedì sulla Terra a vivere come un mortale: quella esperienza ora funge da scudo verso le manipolazioni di questi dei tra gli dei, che non hanno controllo sul regno mortale. Ed è così che Thor si ribella a questo ciclo, dichiarando guerra a “coloro che siedono nell’ombra”, deciso a donare vero onore alla propria gente, invece dell’eroismo fasullo ricevuto finora, tramite una morte eroica, una morte da guerriero. Comincia così l’ultimo Ragnarok, la fine dei tempi.

Thor si reca dal demone del fuoco Surtur, flagello di Odino, attualmente in possesso della forgia dei nani, per chiedergli di ricreare Mjolnir; in cambio avrà la possibilità di marciare su Asgard in un’ultima, grande battaglia contro gli Aesir. Con il proprio martello ricostruito, Thor si reca nel luogo dove il destino viene intessuto, dove il futuro viene creato dallo stesso filo che esce dal passato che si dissolve. Il Dio del Tuono distrugge l’intera macchina del destino, uccidendo così gli dei degli dei che non hanno più di che cibarsi, e ponendo fine, con l’ultima gloriosa battaglia degli Aesir, al ciclo infinito di distruzione e rinascita cui gli Asgardiani erano obbligati. E questa è la fine di Thor, Dio del Tuono, figlio di Odino, re di Asgard, e di tutti gli Aesir: l’ultimo Ragnarok, una morte eroica, una gloria eterna.

Commento

Questa saga è stata un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Ad aprirla adesso magari non si direbbe, ma è davvero splendida. I disegni di Andrea DiVito, con il loro fascino retrò che ricorda incredibilmente le più grandi storie di Thor degli anni passati, mantengono inalterato il loro spessore nonostante siano passati ormai 9 anni dalla loro pubblicazione e rendono benissimo le eroiche gesta dei protagonisti, tra battaglie e sacrifici. Potrebbero non piacere a tutti, data la loro età, ma personalmente li ho trovati parecchio piacevoli. È tuttavia nella trama, nel modo in cui è scritta, nelle azioni dei protagonisti, che questa storia è davvero portentosa. Trasuda eroismo da tutti i pori, ed è esattamente questo che una buona storia di Thor deve fare. La fine imminente spinge il Dio del Tuono a compiere gesta e sacrifici al limite delle sue capacità, manifestando tutta la sua natura divina. Ma anche la sua componente umana gioca la sua parte: Thor ha paura, vacilla di fronte alla morte, prova dubbi, sente dolore. E sono proprio questi gli aspetti che rendono le sue gesta memorabili. Mi è piaciuto particolarmente il dualismo che si viene a creare tra le scene di battaglia, con morte e distruzione, e i lunghi dialoghi in cui il re di Asgard ride e scherza con i propri compagni, nel tentativo di tenere alto il morale in quella che sarebbe stata la loro ultima marcia. Trasuda eroismo da tutti i pori, come già detto, ma trasuda anche qualcos’altro: il modo di affrontare le difficoltà che ci si aspetta da questa razza di divinità guerriere che camminano a testa alta verso una morte gloriosa crea una specie di senso di nostalgia verso quei romanzi cavallereschi di onore e gloria con cui siamo cresciuti. Davvero davvero bello.

È fin troppo difficile scrivere storie credibili di personaggi così potenti, lo stesso discorso si può fare infatti pari pari anche per Superman: come si fa a rendere credibile, coinvolgente, drammatica, la vicenda di un supereroe invulnerabile, potentissimo, perfino divino? Si fa esattamente come hanno fatto Michael Avon Oeming e Daniel Berman in questi sei volumi: lo si rende meno divino, lo si costringe alla rinuncia e al sacrificio, così che le sue azioni risultino ancora più eroiche. Ho poco altro da dire: è una trama interessante e scritta meravigliosamente bene in cui sono ben evidenziate le poetiche chiave di questo personaggio affascinante: il sacrificio, l’eroismo, l’onore. Perché tutto quanto, alla fin fine, si risolve in un gesto atto a restaurare l’onore del proprio popolo.

L’impatto di questa saga sull’Universo Marvel, poi, è evidente: da qui (2004) fino al 2007 con l’inizio della splendida run di J. Michael Straczynski Il Ritorno del Dio del Tuono, di Thor non sentiremo più parlare. Inoltre il fatto che gli Aesir siano ora slegati dall’infinito ciclo di creazione-Ragnarok cui prima erano assoggettati è un cambiamento di status mica da poco. Che altro dire. Mi è piaciuta moltissimo, sia per il contenuto sia per l’importanza che ha avuto, in seguito, sul personaggio di Thor che è, lo ammetto, uno dei miei preferiti. Quindi, di certo avrei potuto semplicemente dirvi “da Vendicatori Divisi in poi Thor non c’è perché era morto”, ma ho preferito comunque spendere due paroline in più su questa saga, spero mi perdoniate. Thor: Ragnarok è stata pubblicata in Italia, parallelamente a Vendicatori Divisi, nei numeri da 72 a 77 (mi pare) della collana Thor, purtroppo sono tutti esauriti e non esiste a quanto ne so una ristampa in volume unico. Peccato, perché recuperarla adesso come adesso è una gran fatica, ma mai disperare: magari alla Panini si accorgono di questa lacuna e ne fanno un Omnibus.

Chiudo con una citazione e alla prossima!

Marciamo ora per il destino di tutti i destini! Verso la fine di ogni cosa, alla rottura di spade e scudi, alla morte dei nostri fratelli, alla resa dei conti con i nostri nemici! Combattiamo per l’onore di una morte eroica e per la gloria di Asgard!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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One thought on “Storia dell’Universo Marvel parte 3: Thor Ragnarok

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