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Storia dell’Universo Marvel parte 5: House of M

Riprendiamo il filo del discorso grossomodo da dove lo avevamo lasciato con Vendicatori Divisi. Ad agosto 2005 viene pubblicato, sempre ad opera dell’ormai immancabile Brian M. Bendis, quello che potremmo definire il naturale seguito di Vendicatori Divisi, nonché il più grande punto di svolta dell’Universo Marvel recente. Niente, da qui in poi, sarà davvero più lo stesso, e questa volta per davvero. Gli sconvolgimenti portati, soprattutto al mondo dei mutanti, da questo crossover sono così drastici e così drammatici che hanno influenzato tutta la continuity successiva fino a giungere ad AvX, sono il miglior punto di partenza per comprendere il “mondo mutante” moderno e, in definitiva, devono essere usati da chiave di lettura per comprendere tutti i successivi eventi legati agli X-Men. Cominciamo dunque a raccontare le vicende che hanno portato all’M-Day, il momento in cui i mutanti cessarono di esistere.

Trama

La vicenda ha inizio esattamente dove si era interrotta con Vendicatori Divisi: Magneto ha portato via la figlia Wanda e sta collaborando con il Professor X per trovare rimedio alla sua follia, causata dalla perdita dei figli creati con la magia (vedi Storia dell’Universo Marvel parte 2). Charles Xavier, tuttavia, non riesce più a controllare la mente malata di Scarlet e si reca a New York per chiedere consiglio sul da farsi a Vendicatori e X-Men. Le opzioni possibili sono soltanto due e la platea si divide tra le scelte possibili quasi equamente: continuare a tentare di recuperare Wanda rischiando però che perda definitivamente il controllo e distrugga la realtà, oppure sopprimerla e “risolvere” il problema definitivamente. Alla fine si decide di andare a parlare con Wanda prima di optare per soluzioni troppo drastiche, ma giunti a Genosha Scarlet è sparita e tutti quanti, Vendicatori e mutanti, vengono inghiottiti nell’oscurità.

La scena seguente si apre in un mondo simile, ma sostanzialmente diverso da quello al quale siamo abituati: i mutanti, gli “homo superior” sono la maggioranza della popolazione, mentre gli homo sapiens sono odiati e disprezzati e si avviano lungo il viale dell’estinzione.

A capo di tutto c’è Magnus, Magneto, e la sua casata composta di tre figli: Pietro e Lorna, i mutanti, e Wanda, umana. Assistiamo a una carrellata delle “vite alternative” di tutti gli eroi che avevano partecipato alla spedizione a Genosha. Nessuno di loro sembra ricordare nulla della propria vita reale, eccezion fatta per Wolverine e per una ragazzina telepate nativa del mondo alternativo. Assieme i due, aiutati dalla resistenza sapiens guidata da Luke Cage, cominceranno a liberare le menti degli altri Vendicatori e X-Men per attaccare la casa di Magnus e riportare tutto alla normalità. Giunti alla Genosha alternativa si crea un grosso scontro nel mezzo del quale si scopre che l’autore di tutto, la mente dietro alla magia di Wanda, non è quella di Magneto come tutti credevano, bensì quella di Pietro che aveva condizionato Wanda spingendola a modificare la realtà in un mondo ideale dove tutti fossero felici e in pace in modo da evitare la condanna a morte. Accecato dalla rabbia per gli atti compiuti dal figlio Magneto si scaglia contro di lui e lo uccide. Scarlet, riportata vagamente alla lucidità, incolpa il padre e la sua crociata anti-umana per tutto l’accaduto: per lei tutto questo è successo per preservare la razza dei mutanti, è perfino arrivata a creare un mondo in cui tutti sono dei mutanti pur di portare la pace, ma tutto è fallito. E così, con una presa di posizione senza precedenti, Scarlet pronuncia le parole che cambieranno per sempre il destino della sua razza: “Basta mutanti”. Il mondo ritorna ad essere quello normale, ma praticamente tutti i mutanti sul pianeta perdono i propri poteri, ormai gli “homo superior” sono poche centinaia e da qui in poi nessun mutante nascerà più.

Commento

La prima, e forse più importante, cosa da dire di House of M è che, a conti fatti, è davvero un bell’evento. Ci si può girare attorno quanto si vuole ma, alla fine della fiera, è così che un crossover importante deve essere scritto: la storia deve essere interessante ma, soprattutto, deve lasciare qualcosa dietro di sé. Ed è esattamente quanto accade qui: dopo l’M-Day non nasceranno più mutanti per molto, molto tempo e la maggior parte di quelli in vita perderà i propri poteri. L’homo superior arriverà alla soglia dell’estinzione e tutta la politica che Ciclope, nuovo leader della sua razza, attuerà da qui in poi sarà completamente condizionata da questo avvenimento. Allo stesso modo di quanto accaduto con Vendicatori Divisi che è un punto di svolta significativo nella storia dei Vendicatori, con House of M sembra che Bendis abbia spinto un interruttore e abbia cambiato radicalmente e per sempre lo status di tutti gli X-Men. Forse è anche per questo motivo che questo evento mi è piaciuto così tanto: più di tutti gli altri eventi che ho avuto la fortuna (o la sfortuna in alcuni casi) di leggere House of M è, per descriverlo con una parola, coraggioso, lascia trasparire un certo “senso di definitivo” che è ormai raro vedere. Raramente, da qui in poi, assisteremo a prese di posizione tanto drammatiche, tanto irreparabili, tanto importanti. Di certo ci vuole coraggio per apportare modifiche così grosse e permanenti da condizionare i successivi 8 anni di continuity e bisogna ammettere che House of M, proprio in virtù di questo coraggio, è di tutt’altra levatura rispetto ai “maxi-eventi” odierni che una volta finiti è come non fossero mai accaduti.

Per quanto riguarda la trama… Bendis è sempre Bendis e in queste pagine l’ho trovato decisamente in forma. I dialoghi e l’intreccio sono ben strutturati, con personaggi che si muovo in modo molto coerente in un mondo volutamente disturbante ma ben costruito. Ho apprezzato molto il dibattito iniziale in cui Vendicatori e X-Men discutono il destino di Wanda, nel quale si vedono le differenti visioni del mondo dei vari personaggi, e il modo in cui tali visioni cambiano nel corso della storia. Il mondo creato successivamente da Wanda mi ha molto ricordato per certi aspetti l’universo di Terra X, capolavoro di Alex Ross e Jim Krueger del 1999 (quindi di 6 anni precedente ad House of M), con un’umanità quasi del tutto mutante e un Capitan America ridotto a una vecchia reliquia; e questa è effettivamente la parte meglio narrata della storia in cui i vari personaggi devono confrontarsi con il crollo delle loro certezze una volta messi di fronte alla realtà dei fatti: il mondo in cui vivono, l’intera vita come la ricordano, non è reale. E se per alcuni il processo di ritorno alla realtà è quasi indolore, per altri come Peter Parker (in questo mondo sposato con Gwen Stacy, con un figlio e con suo zio Ben vivo) o come Occhio di Falco (morto in Vendicatori Divisi), il tutto è molto traumatico e non mancano dubbi e ripensamenti. L’aspetto meglio riuscito dell’opera, oltre alle ripercussioni che ha successivamente avuto nel Marvel Universe, è proprio quello di saper narrare con coerenza e onestà le reazioni umane di questi personaggi.

Il Cap rotondo di Oliver Coipel

Per quanto riguarda i disegni ho ben poco da dire. Oliver Coipel, qui quasi al suo esordio, è in assoluto uno dei miei disegnatori preferiti: lo apprezzeremo più avanti anche in Thor: Il Ritorno del Dio del Tuono, in Assedio e in alcune parti di AvX ed è a mio avviso perfetto per ognuna di queste opere, conferendo loro il tratto epico che meritano. Il suo stile, molto dettagliato e con un certo che di “lucido”, di “plastilinoso”, esalta magnificamente sia le scene dialogate grazie alla superba mimica facciale sia le scene d’azione grazie a una plasticità e un dinamismo impeccabili. In parte è vero che in quest’opera, che come ripeto è una delle prime, l’artista francese pecca un po’ nel character design, con Cap che a volte sembra “rotondo” e personaggi maschili generalmente troppo tozzi, ma già qui vediamo tutti i punti cardine del suo talento che vedremo, nel giro di un paio d’anni, evolversi fino ad arrivare allo spettacolo grafico di Thor: Il Ritorno del Dio del Tuono.

Per concludere. House of M è un’opera magistralmente scritta, magistralmente disegnata, di cruciale importanza per comprendere tutta la cronologia successiva; si lascia leggere benissimo e non richiede praticamente nessuna conoscenza pregressa per essere apprezzata a fondo, eccezion fatta forse per Vendicatori Divisi che sarebbe effettivamente meglio aver letto. In Italia è stata pubblicata originariamente nella collana Marvel Miniserie nei numeri da 69 a 72 ormai esauriti, è stata successivamente ristampata in formato Omnibus, praticamente introvabile, e nel formato da edicola Supereroi le Grandi Saghe, fuori produzione da tempo immemore. Recentemente è uscita una ristampa nello stesso formato economico di Secret War: esteticamente non è un granché, ma dato il costo molto contenuto (15 euro) e la difficilissima reperibilità delle altre edizioni vale la pena prenderla in considerazione. Non posso che consigliarla a tutti, amanti del genere e non.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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2 thoughts on “Storia dell’Universo Marvel parte 5: House of M

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