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Ken, il guerriero con il guanto da forno

Prendete Anteprima di Marzo. Fatto?

Apritela a pagina 22. Fatto?

Leggerete queste righe. “Una cosa la voglio anticipare: stiamo lavorando a un’edizione di KEN IL GUERRIERO che farà storia. Com’è possibile che un titolo che ha già avuto TRE edizioni nel nostro paese riesca a proporsi una quarta volta in maniera innovativa? Come dire… no spoilers.”

Questo è quanto scriveva quasi tre mesi fa il nostro caro MML riguardo quella che allora doveva essere l’imminente ristampa del capolavoro di Buronson e Hara, salvo che poi ci sono stati infiniti ritardi e il primo volume è uscito solo ora. Dunque, mi sono apposta messo il guanto da forno per scrivere quest’articolo di risposta ad MML perché in tal modo ho l’impressione di poter parlare più liberamente. Magari mi sbaglio.

Che dire. Le righe che citavo sopra sono composte da tre 3 periodi, dei quali l’unico non contenente stronzate è il secondo che, peraltro, è una domanda la cui probabile risposta è “non è possibile”. Effettivamente Ken il Guerriero ha avuto già 3 edizioni in Italia. In ordine Granata Press, Star Comics, d/Books. L’ultima in particolare, per quanto piuttosto esosa come costi e tempi di uscita, è stata incredibile. Devo ammettere di aver sempre amato, nonostante tutti i suoi problemi, questa casa editrice medio-piccola che sapeva pubblicare grandissimi capolavori del passato ed inediti interessanti che nessun’altro aveva il coraggio di proporre con un’unica costante: la qualità degli albi è sempre stata eccelsa. Più che eccelsa. Il più bel volume della Panini, o della Star, o peggio della GP, non è neanche lontanamente paragonabile al più brutto albo d/Books, non ci arriva manco vicino. Potete immaginare, dunque, le mie perplessità quando Planet Manga, gonfia della sua tronfia supponenza, del suo malriposto sentimento di superiorità, annunciò la ristampa di Ken in un’edizione che avrebbe, secondo MML, fatto storia. Cominciai subito a chiedermi come avrebbero potuto fare meglio dei loro predecessori, soprattutto della d/Books. Avrebbero stampato l’opera in grande formato? Già fatto prima. Avrebbero incluso tutte le pagine a colori? Già fatto prima. Avrebbero regalato dei simpatici quanto inutili gadget? Pure questo già fatto. Non riuscivo a trovare un modo in cui questa edizione avrebbe potuto distinguersi e fare storia. Persino nel prezzo faticavo ad immaginare migliorie, con l’edizione Star Comics ancora in circolazione a prezzi abbordabili. Poi un giorno sento di sfuggita una notizia piccina picciò. “Ken il Guerriero sbarca in edicola con la Gazzetta e mille altri giornali”. Per un attimo mi passa per la testa che la Panini si è proprio fatta fregare: qualcuno pubblica il loro manga di punta, quello che dovrebbe fare storia, in edicola in edizione economica… Fregati. Poi penso che alla Panini sono troppo furbi per farsi fregare così e allora un dubbio lacera la mia mente. E se avessi frainteso le parole “fare storia”? Finora le avevo sempre considerate nel senso buono, ma se invece intendessero altro? Del tipo “faremo storia con la peggior edizione di Ken di sempre”? D’altro canto su può passare alla storia per essere stati migliori degli altri, ma anche per essere stati peggiori degli altri.

Passa altro tempo e il numero 1 di Ken il Guerriero esce in edicola e in fumetteria. Nello stesso formato. E così anche il primo periodo scritto da MML prende significato. Di certo ci ricorderemo di questa edizione come la peggiore edizione di Ken di sempre, e come una delle peggiori edizioni in assoluto del dopo 2000, quindi a modo suo storia l’ha fatta. Mamma mia. Se avessero detto “stiamo lavorando a un’edizione economica di Ken, così che molti la possano leggere” sarebbe stato onesto e, per certi aspetti, meritevole. Non ci sarebbe stata vergogna. Dire invece “stiamo lavorando a un edizione che farà storia” e poi pubblicare ‘sta merda è una truffa, un raggiro, una pubblicità ingannevole. Chiamatela come volete.

Differenze di formato tra i due albi

Elenchiamo qui i suoi difetti, vi va? 1) Il formato non è il tipico tankobon, ma è più piccolo. Tipo quello degli shojo da supermercato. O degli shonen di serie b. Quello appunto “da edicola”, che è quanto più lontano dal concetto di “prestigioso” esista nel mondo dei manga. Non si può nemmeno mettere in libreria assieme Raoh perché non sono dello stesso formato. Non siete stati nemmeno capaci di stamparli dello stesso formato, per la miseria. 2) Il font del titolo è quanto di più brutto abbia visto negli ultimi mesi. 3) Le pagine a colori probabilmente alla Panini hanno deciso che sono per i perdenti, quindi non ce le hanno messe. Dio santo quanto odio quando mettono le pagine a colori in bianco e nero, che ti appaiono in quella sottospecie di scala di grigi da fotocopia. 4) Mettiamo i titoli ai volumi adesso? Tipo i Cavalieri dello Zodiaco – The Lost Canvas? Cos’è questa voglia di trash? Il titolo del primo albo è “Il Grido del Cuore”. Mi sento male. 5) La copertina iperlucida, la grammatura della carta, la reazione dell’albo all’umidità dell’aria… Tutto grida a pieni polmoni “abbiamo tirato al risparmio il più possibile”, altro che fare storia.

Elenchiamo quindi i pregi. 1) Costa poco. Fine dei pregi. Effettivamente 4 euro e 20 per gli standard attuali e per il valore del contenuto (non della forma, che sarebbe da vomitarci sopra e poi bruciarla) sono decisamente pochi. Quindi cos’hanno deciso di fare alla Panini? Scopriamolo assieme alle pagine 76 e 77 dell’Anteprima di giugno.

 

Hanno pensato bene di renderlo SETTIMANALE. Con tanto di patacca gialla “Straordinario! Non perdere Ken il Guerriero, il primo manga settimanale”. Come se fosse quello il motivo per cui qualcuno dovrebbe comprarlo. “Ehi Tom, hai sentito?” “Sentito cosa Bill?” “Stampano il primo manga settimanale, dobbiamo comprarlo assolutamente!” “Che manga è?” “Che cazzo ne so? L’importante è che è il primo ad essere settimanale! Avremo per le mani un pezzo di storia dell’editoria italiana!”. Estratto da La storia di Tom e Bill – Due che di manga se ne intendevano, di prossima pubblicazione. Seriamente. Mi smontate così l’unico aspetto positivo di quest’edizione pezzente? Facendone uscire 4 al mese così invece che 4 euro sono 16? Non era meglio a ‘sto punto pubblicarne 4 rilegati assieme nel formato tipo di Monster, o di Blame, che costava comunque un puttanaio ma almeno ne valeva qualcosa? Evidentemente no.

La smetto qua. So a cosa state pensando. Se non ti piace non prenderla. Ma è più che altro una questione di principio, di dire le cose come stanno. D’altro canto dire le cose come stanno è il motivo per cui ho cominciato questo blog. Quindi chissà, forse non la prenderò o forse si, dato che effettivamente storia la farà: a livello di edizione questa è una delle più brutte pubblicazioni degli ultimi anni. Di certo sta nella top 10 delle più brutte che possiedo (il numero 1 intanto l’ho preso). Era parecchio tempo che qualcuno non scalzava dalla vetta delle oscenità quegli aborti della Play Press. Brava Panini. Ci sei riuscita.

Pollice in basso per Ken il Guerriero

Pollice in basso per Ken il Guerriero edizione Panini, bocciato su tutta la linea

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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5 thoughts on “Ken, il guerriero con il guanto da forno

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