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Showman Killer, il nuovo Metabarone

Nell’analisi delle anteprime di maggio avevo sottolineato l’uscita di un volume di Jodorowsky intitolato Showman Killer. Un paio di mesi dopo ecco che l’ipercostoso volume numero uno di questa nuova serie fantascientifica, edita da Panini Comics, esce sugli scaffali di tutte le fumetterie e sono finalmente pronto a buttare giù due parole a riguardo.

Per tutti quelli che conoscono e apprezzano l’universo fantascientifico creato da Jodorowsky, partendo dalla saga dell’Incal passando per i Tecnopadri e i Metabaroni, questo volume rappresenta qualcosa di parecchio strano. Perché se da un lato ci troviamo dentro tutte le tematiche e tutta la poetica cui siamo stati abituati in passato (pur ricoperte da una nuova veste grafica molto più moderna), dall’altro sembra di trovarsi di fronte a una specie di riedizione del concetto stesso, e in realtà in parte anche della storia, del Metabarone. La trama prende infatti il via con uno scienziato pazzo che crea in laboratorio una forma di vita perfetta per farne il mercenario supremo. Costui ovviamente non ha sentimenti, si ribella al padre, fa macelli e massacri un po’ qua e un po’ là fintantoché lo pagano, quando alla fine… Non posso negare di aver provato, leggendo queste prime 56 pagine di storia, un certo senso di deja-vù: perché va bene, tutti conosciamo Jodorowsky e le sue “manie” (tra le quali spiccano un rapporto quantomeno strano con sessualità, esoterismo, famiglia, istituzioni, religione…) ma questo sembra davvero, almeno per ora, La Casta dei Metabaroni 2.0. In realtà non riesco bene a capire, forse perché mi è sfuggito qualche dettaglio o forse perché davvero non è cosa chiara, se questo Showman Killer faccia parte effettivamente di quell’universo narrativo o se racconti una vicenda a sé stante: cioè alcune cose sono effettivamente in comune, come le monete chiamate kublar, ma non si fa mai riferimento ad altri aspetti fondamentali della cosmologia dell’Incal quali il Metabarone stesso o l’Imperoratrix. Staremo a vedere. Se fosse una storia a sé, magari origine di un altro universo narrativo, potrebbe essere un ottimo punto di partenza anche per nuovi lettori che trovino difficile approcciare le opere fantascientifiche di stampo più classico nominate prima. Comunque tutte queste domande, sarà o non sarà lo stesso universo, assomiglia o no al Metabarone, sono solamente speculazioni per chi ha effettivamente letto le altre opere e in un certo qual modo gioca a trovarne i punti di contatto laddove ce ne siano. Non posso comunque fare a meno di ammettere di essere in parte rimasto deluso da 1) la mancanza di chiarezza sull’appartenza o meno a quell’universo (eddaje) e 2) la sensazione di già letto che si fa, via via che lettura prosegue, più importante.

Per chi invece non ha mai sentito parlare di John Difool, della casata dei Castaka, di Tonto e Lothar, la faccenda cambia drasticamente. Infatti proprio in virtù della somiglianza con i suoi illustrissimi predecessori, che al lettore affezionato può apparire fastidiosa, Showman Killer ne mantiene inalterati tutti i pregi. Jodorowsky tratteggia quindi, con la sua solita ironia verbale tipicamente da fantascienza anni ’80 (intercalari come “paleo-toro” e “proto-cretino” non mancano mai), quella che si preannuncia un’epopea epica in cui la crudezza e la crudeltà si mescolano in ugual misura all’onore, all’eroismo e all’amore. Quello che ne esce, da questo strano miscuglio fatto di fantascienza ma anche di medioevo, di astronavi ma anche di religione e magia, è una storia adulta ma dal fascino profondamente naif, che sa coinvolgere, emozionare e strappare risate nei punti giusti, ma senza mancare della dovuta drammaticità. Aspettatevi quindi di trovarvi di fronte a un mondo complesso, fatto di molti pianeti ognuno con la sua razza dominante, il tutto legato assieme da una gerarchia politica ben delineata e da una serie di lotte di potere, di squilibri razziali e di guerre coerente e maestosa. Si ha davvero l’impressione di avere di fronte un universo vivo, pulsante di vita e dominato da regole proprie, con quel tocco di soprannaturale ai limiti tra fantascienza e pura fantasia a rendere la narrazione sopra le righe nella giusta misura.

 Showman 28 copy

L'inquietante Supra-Garofane

L’inquietante Supra-Garofane

Giusto un paio di righe sui disegni e poi chiudo. Lo stile, come dicevo prima, è molto più moderno rispetto alle tavole di Gimenez che abbiamo apprezzato ne La Casta dei Metabaroni, e non mi metto nemmeno a confrontarlo con il visionario tratto di Moebius perché sarebbe alquanto irrispettoso. In ogni caso lo stile di Nicolas Fructus è molto pittorico con tavole che non tendono quasi mai al realismo fotografico quanto piuttosto all’impatto visivo. Sono stupende, in particolar modo, le pagine intere e le vedute dei paesaggi; mentre è un po’ meno convincente il character design che risulta alle volte meno ispirato (anche se non mancano i personaggi visivamente spettacolari come il mercenario protagonista e la Supra-Garofane, in foto). In generale le tavole sono dinamiche ed espressive e ben si adattano sia alle scene d’azione che alle parti più dialogate e, tutto sommato, ben tratteggiano il mondo vivo e complesso di cui parlavo prima. Quindi non mi resta che concludere. Effettivamente quest’albo costa molto. Sono 14 euro e 90 per 56 pagine a colori, nella tipica e costosa edizione cartonata “francese” cui ci sta abituando Panini negli ultimi tempi. Il fatto è che il contenuto, sia dal punto di vista narrativo che grafico, è davvero meritevole e a mio avviso vale completamente la spesa. Con qualche riserva se siete dei fan del “vecchio” Jodorowsky, da prendere ad occhi chiusi se non avete mai letto niente del maestro, quest’opera ha sicuramente molto da dare, e i presupposti in queste prime facciate sono ottimi. Non posso che consigliarlo. Assolutamente.

To be continued...

To be continued…

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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