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Marvel Now! Iron Man

STK517530Nonostante i ritardi dovuti a spostamenti vari e vacanze (ritardi per i quali mi scuso) il momento alla fine è giunto. Parlando di Marvel Now una volta finito di dire quanto c’è da dire su Uncanny Avengers ci tocca andare avanti e prendere per le mani Iron Man. Lo schifo dello schifo. Se l’avatar dello schifo scendesse sulla Terra e disegnasse un fumetto, probabilmente sarebbe questo.

Non sono mai stato un grande fan del miliardario Tony Stark, forse mi è andato in disgrazia con Civil War, forse ho semplicemente frainteso il personaggio vedendolo come una specie di anti-Batman mal riuscito, sta di fatto che non mi è mai piaciuto molto. Nonostante ciò con L’Età degli Eroi, peraltro ottimo punto d’ingresso nel Marvel Universe, ho cominciato a seguire la sua serie scritta da Matt Fraction e disegnata da Slavador Larroca. Per quando non nutra una particolare simpatia per Fraction, che qualche tempo fa ha letteralmente preso a martellate i supereroi Marvel creando quello che è stato a mio avviso il più brutto crossover degli ultimi anni, devo ammettere che su Iron Man ha fatto un buon lavoro. Più che buono, ad essere sinceri. Ha saputo costruire una trama parecchio interessante che si snodava dal numero 35 al numero 62, in un unico grosso ciclo che esplorava temi insoliti e situazioni alternative e ci presentava un Tony Stark forse atipico, questo non lo so, ma di certo profondo e coerente. L’idea stessa della Stark Resilient è geniale, e la vicenda del Mandarino è una superba boss fight di fine serie, con molti cazzotti ma anche parecchio cervello. Addirittura la “ricaduta” di Tony nell’alcolismo durante Fear Itself mi è piaciuta abbastanza e mi ha resto Iron Man l’unica testata piacevole legata a quella porcheria di evento. I disegni di Salvador Larroca poi sono parecchio strambi ma azzeccati per il personaggio, e il character design è semplicemente ottimo.

Capirete quindi che passare da quelle storie, ben disegnate, con un ottimo intreccio, tutte splendidamente collegate a creare una sola grande trama, a queste qui targate Marvel Now è un bel cazzotto nei denti. Uno di quelli che te li fanno saltare tutti, i denti, e ti mandano dritto per dritto al pronto soccorso. Questa porcheria è scritta da un certo Kireon Gillen che, se non lo sapevate, è il tale che ha scritto Journey Into Mistery, la “fighissima” saga del Loki bambino conclusasi poco fa con Il Mondo Brucia, sempre opera sua. Sapevatelo. Effettivamente Journey Into Mistery era partita molto molto bene (con il superbo Doug Braithwaite ai disegni poi era una gioia per gli occhi) ma ad essere proprio onesti, lasciando da parte l’entusiasmo iniziale per la novità, molto presto il plot si era incasinato talmente tanto che si faceva fatica a tenere il filo del discorso. Tra eventi a prima vista secondari che poi diventavano importanti, apparenti problemi di continuity con la serie maestra di Thor, flashback, minisaghe eccetra… A un certo punto ho cominciato a non capire più se Gillen avesse idea di dove stava andando a parare oppure no. Il tutto si conclude con Il Mondo Brucia, di cui francamente non ho capito una dannata cippa. È tutto troppo incasinato, intrighi su intrighi su controintrighi, ma non è a mio avviso scritto abbastanza bene da risultare godibile. Ecco, questo stesso Kireon Gillen ora scrive Iron Man, solo che questa volta non ha una testata gemella a cui appoggiarsi. È tutto solo. In mezzo al buio. Ed è senza fiammiferi. Leggendo queste storie targate Marvel Now si ha l’impressione che, nonostante la lettera pubblicata in mezzo al primo volume, Gillen stia brancolando nell’oscurità, procedendo a tentoni, come se non avesse granché idea di quello che sta dicendo/scrivendo/pensando. Quello che ne risulta è che ci troviamo per le mani un pretesto per far avanzare la trama drammaticamente scontato, sempre della serie mungere la vacca grassa del terzo film, che ha l’unico scopo di far da collante tra i vari capitoli che sono più che altro episodi autoconclusivi in cui lo scrittore butta dentro a caso quello che gli passa per la testa. Tony deve combattere (di nuovo) contro Extremis che ora è sparso per il mondo, e per vincere deve trovare tutti quelli che lo possiedono (uno a uno) e menarli un po’. Quindi in ogni mini-vicenda da 24 pagine troviamo il nostro supereroe con una diversa armatura “fatta apposta per l’occasione”, una diversa ambientazione, nemici diversi e una morale diversa. Una specie di Doraemon fatto male, insomma. Non mi sta piacendo proprio per niente, con storie che cominciano e finiscono in una manciata di battute, un sacco di cazzotti senza cervello, pochissima profondità di personaggi. Probabilmente cambierà qualcosa ora che Tony sta per partire per lo spazio, ma temo che personalmente lascerò perdere prima. Mi sono annoiato abbastanza.

Il design della "nuova" armatura non è così male...

Il design della “nuova” armatura non è così male…

I disegni poi meritano un discorso a parte. Allora. Salvador Larroca, disegnatore come già detto della precedente serie regolare, può piacere o non piacere: ha uno stile tutto suo, bisogna ammetterlo. Personalmente l’ho molto apprezzato, e l’ho visto particolarmente ispirato nel caratterizzare Tony, Pepper e compagni. Questa nuova testata è invece disegnata da Greg Land. Ora. Non voglio entrare nel merito della questione “Greg Land sa solo copiare”, non mi interessa e per quanto mi riguarda non credo che basti scopiazzare qua e là per diventare i disegnatori di una delle testate di punta della Marvel. Altrimenti saremmo tutti disegnatori per una major del fumetto statunitense, e invece non è così. Che Greg Land copi, o si ispiri, a foto reali o immagini esistenti non è un mistero, ma almeno in questa sede non mi interessa. Il fatto è che i disegni di questo Iron Man fanno davvero davvero schifo. Insomma, a chiosa di una storia brutta ci hanno messo dei disegni brutti, giustamente. E dire schifo in questo caso non è un’iperbole. È come se l’avatar del disgusto fosse arrivato sulla Terra, avesse fatto comunella con l’avatar dello schifo di prima e a seguito di una vomitevole orgia avesse partorito questi disegni. Ecco, questa è un’iperbole ma rende l’idea. Veramente l’unica cosa che si salva è Tony in armatura, che con questo nuovo look oro e nero-rosso è abbastanza intrigante, riesce addirittura ad essere dinamico.  E come già detto no, non me ne frega niente se è l’armatura del film ricolorata, lasciatemi trovargli dei meriti per favore. Il problema è che non appena c’è da disegnare un volto casca il palco assieme a tutto il teatro e a mezzo quartiere. I volti, la caratterizzazione dei personaggi, sono un completo disastro. Facce brutte, facce tutte uguali, espressive come la sedia su cui sono seduto a scrivere. In definitiva. Greg Land in un qualche momento della sua vita sapeva disegnare? A mio avviso sì, altrimenti non sarebbe dov’è. Greg Land sa ancora disegnare? No. Boh, avrà battuto la testa, si sarà fratturato le mani. Non lo so. Questa serie di Iron Man è semplicemente inguardabile. Unite ‘sti “disegni” a questa “storia” e ottenete… Boh, non lo so cosa ottenete. Qualcosa di malvagio di certo. Bocciata su tutta la linea.

Volti ed espressioni è invece meglio lasciarli perdere.

Volti ed espressioni è invece meglio lasciarli perdere.

Ma passiamo oltre che è meglio. Dal secondo volume in poi assieme alla porcheria di cui abbiamo parlato prima viene pubblicata anche una nuova serie degli Illuminati, supergruppo di cui ho letto qualche avventura legata al Guanto dell’Infinito su Thor e i Nuovi Vendicatori. Questa nuova serie, intitolata New Avengers (che fa uno strano contrasto con la precedente versione del gruppo) è scritta da Jonathan Hickman e Steve Epting, il team creativo della precedente serie dei Fantastici Quattro e della Fondazione Futuro, che da quel poco che ne ho letto sembrava parecchio meritevole. Qui tuttavia Hickman non mi ha particolarmente convinto: la storia è godibile, per carità, ma sembra che lo scrittore si sforzi (non sempre con buoni risultati) di trasmettere il senso di superiorità dei membri di questo team che sono tutte personalità molto forti e menti parecchio avanzate, e lo sforzo si vede. Immagino non sia facile per niente gestire un gruppo d i pesi massimi dell’intelletto dell’intero Marvel Universe, e a mio avviso è qua che Hickman pecca. Tutto è molto verboso, alle volte con pagine interminabili di dialoghi particolarmente noiosi, in special modo quando è Reed Richards a parlare, magari spiegando la struttura fisica dello spazio-tempo del multiverso. Di sicuro si stanno gettando le basi, e questo è sempre un momento molto critico. Personalmente questa serie non mi è piaciuta abbastanza per salvare l’intera testata italiana, ma se dovete comprare Iron Man compratela per questi New Avengers per carità, che almeno qualcosa da dire ce l’hanno.

In chiusura, stavo per dimenticarlo, ci sono anche delle storie brevi, dei piccoli team up, di Tony Stark con altri eroi. Talmente poco rilevanti che fine.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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