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Batman, Bruce Wayne, Ben Affleck e altro ancora

È di qualche tempo fa, ormai, quella che sembra essere la madre di tutte le notizie. Dopo l’annuncio al Comicon dell’esistenza di un progetto cinematografico sul team-up Superman e Batman, annuncio che mi ha costretto a spiegare più volte a profani e “fan” vari che l’accoppiata non è una cosa così assurda, ecco che arriva la mazzata. A interpretare Bruce Wayne nel suddetto progetto sarà Ben Affleck. E qua sono cominciati i problemi. Quelli veri.

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imagePersonalmente devo ammettere di non essere convintissimo della scelta. Non tanto per l’interpretazione dell’attore statunitense nel ruolo di Matt Murdok in quell’orrendo Daredevil (interpretazione peraltro non così scadente, a mio avviso), quanto per Ben in sé: fatico a immaginarmi la sua faccia appiccicata al personaggio di Bruce che è, nella mia testa, caratterizzato abbastanza diversamente. Il fatto è che, sempre ad essere onesto, seguendo lo stesso ragionamento non ero convinto nemmeno di Jack Nicholson come Joker, di Christian Bale come pipistrello, di Heath Ledger come nuovo Joker e di Anne Hathaway come Catwoman. E tutte e quattro le volte mi sono dovuto ricredere. Non venitemi a dire che Bale è il “classico Bruce” né che Nicholson è il “classico Joker” perché semplicemente non è vero. Quindi per quanto non sia così convinto sono più che disposto a concedere a Ben Affleck una possibilità, mal che vada sarà un film di merda e non crollerà il mondo. E ad esser sinceri fino in fondo, ma proprio fino in fondo, i dubbi più grossi è opportuno averceli sulla regia, che è stata capace di rovinare più di un film partito bene. Ma in realtà non è di questo che volevo parlare, perché ognuno può pensarla come vuole su Ben sì o Ben no, ma preferirei nel caso parlarne dopo l’uscita del film.

Quello su cui veramente volevo fare una riflessione è la parte “mal che vada sarà un film di merda e non crollerà il mondo”, perché mi pare che il concetto non sia proprio del tutto chiaro. Si è creata una sorta di fenomeno sociale che gravita in maniera disturbante attorno ai film di supereroi e quindi, di riflesso, attorno al mondo dei comics e più in generale del fumetto: mi fanno strano le scene di isteria di massa quando compare Loki al Comicon, per dirne una. Il punto è che sembra sia passato il messaggio che i fan, veri o presunti che siano, possano in quanto tali fare qualsiasi cosa se “nell’interesse dell’opera” o “in onore all’opera”, fregandosene di quanto è lecito e di quanto è decoroso. E questo, di nuovo, semplicemente non è vero.

Non esiste in nessun caso che si arrivi a minacciare di morte un attore perché poco convincente in un ruolo,  e questo a prescindere che il film sia stato già girato o no (anche se nel secondo caso l’atto è addirittura più grave). E non esiste che si firmi una petizione per chiedere a Obama di cambiare il suddetto attore. Ripeto, a Obama. Cioè, la presunzione di questi “fan” è tale da spingerli ad andare dal presidente dei fottuti Stati Uniti d’America, un uomo che nel bene e nel male deve ogni giorno gestire guerre globali ed economia mondiale, perché l’attore chiamato ad interpretare Batman “non va bene”. Ma stiamo scherzando? Sarò più diretto, se non avete l’intelligenza e la cultura necessarie per capire che ciò che state facendo è sbagliato, che non si minaccia a morte un attore perché “non va bene”, che non si scrive a Obama per una stronzata del genere, che non si mandano proiettili a casa di Dan Slott perché non sa scrivere… Bè, se non avete l’intelligenza e la cultura necessarie a capire che ciò che state facendo è semplicemente sbagliato avete problemi ben più grandi del fatto che Ben Affleck interpreti o no Batman.

Si tratta molto semplicemente di capire dove finiscono la passione e l’amore per un personaggio di fantasia, per un’opera, per un concetto e dove invece inizia la psicosi. Mi piacerebbe davvero sentire cos’hanno da dire tutti quelli che si sono arrogati il diritto di minacciare di morte una persona, una persona vera, perché “la sua faccia non è quella di Bruce Wayne, e poi anche perché Daredevil faceva schifo”. Mi piacerebbe davvero sentire le loro ragioni perché se queste persone pensano anche solo lontanamente di possedere tale diritto di giudizio supremo personalmente credo che possano rappresentare un pericolo per la società in cui vivono e in cui viviamo. Voglio dire. Non gli va bene un attore e minacciano di ammazzarlo, chissà cosa potrebbe succedere se capitasse loro qualcosa di davvero grave, magari mentre guidano o mentre sono al lavoro.

Tutta questa psicosi collettiva ha peraltro un altro effetto piuttosto sgradevole che coinvolge tutto, ma proprio tutto, il mondo del fumetto. Come si ben sa l’uomo medio è, per definizione, medio: mediamente colto, mediamente intelligente, mediamente un sacco di altre cose. E non ci si può aspettare, non si può pretendere, che l’uomo medio faccia le dovute distinzioni. Quindi non c’è da meravigliarsi che il fumetto come medium e come “cultura”, passatemi il termine, non goda della giusta considerazione: agli occhi dell’uomo medio l’appassionato di fumetti è, nella maggior parte dei casi, un individuo dissociato e psicologicamente labile che se qualcosa non va bene non esita a chiamare il presidente, non esita a farsi “giustizia” da solo; è una sorta di bambino viziato che si mette a fare i capricci non appena il suo ristretto universo gli fa un torto senza riuscire a capire cosa è veramente importante e cosa no. E, ripeto, non si può richiedere all’uomo medio di dire “ma non sono tutti così, questa è solo una frangia ottusa e ridicola di un movimento intellettuale da rispettare”, perché se ragionasse così non sarebbe medio ma “di spicco”. Agli occhi del mondo il “fumettaro” non è che una grottesca mezza via tra Sheldon Cooper e il tizio della strage alla prima di Batman: categorico, senza la capacità di distinguere le cose per cui vale la pena lottare e il modo per farlo. Quindi non c’è da lamentarsi se come tali veniamo trattati, c’è ancora molto da fare per non sembrare dei bambini piagnucolosi. Con questo concludo, augurandomi che qualcosa di buono possa uscire da questa brutta vicenda. Augurandomi che le persone che agiscono come descritto sopra crescano e imparino a comportarsi come cittadini di uno stato di diritto. Augurandomi di riuscire a smettere di pensare che quando qualcuno mi dice “va a farti una vita vera”, in parte ha ragione. Perché la vita vera non è chi interpreterà Batman in Man of Steel 2, e non è nemmeno chi-e-come scrive storie di un povero disgraziato morso da un ragno radiattivo.

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5 thoughts on “Batman, Bruce Wayne, Ben Affleck e altro ancora

  1. Buoni attori, trova l’intruso: Jack Nicholson, Christian Bale, Ben Affleck, Anne Hathaway, Heath Ledger (Il giochino si potrebbe fare anche con: “attori, trova l’intruso” ma sono voluto essere buono)

  2. Io sono tra quelli che non vede adatto Affleck nel ruolo di Bruce Wayne, ma solo per una questione di lineamenti somatici. Sicuramente la reazione è stata esagerata e decisamente se la gente monta petizioni per questo significa che ha poco altro da fare!

  3. Ripeto, pure a me non convince troppo. Ma ad essere onesti c’è un approccio sano e credibile, degno di rispetto, alla faccenda e c’è un approccio sbagliato. Per come la vedo io, in generale, spesso si sceglie l’approccio sbagliato. E poi c’è poco da lamentarsi se non si viene presi sul serio, o rispettati, o ammirati.

  4. Pingback: dailybaloon

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