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Marvel Now! Thor – Dio del Tuono

Proseguiamo la carrellata delle testate che hanno subito l’avvento di Marvel Now con Thor – Dio del Tuono, francamente una di quelle che preferisco, dopodichè vi anticipo che l’altra testata “ri-voluzionata” di cui ci occuperemo questo mese sarà Nuovissimi X-Men di Bendis.

I tre Thor di Esad Ribic, si intravede anche il cattivissimo Gorr qui non troppo cattivo

Non posso negare che Thor, il possente Dio del Tuono, figlio di Odino, sia in assoluto il supereroe Marvel che preferisco. Le prime storie di eroi in calzamaglia che lessi, quand’ero piccino picciò, avevano lui come protagonista e il primo ciclo Marvel che ho letto con un minimo di cognizione di causa è stato il bellissimo, a mio avviso, Il Ritorno del Dio del Tuono di Straczynski. Sarà che il dio norreno rappresenta un diverso tipo di eroismo, dissimile dalla crociata contro il crimine di Batman, o dall’intelletto ingegneristico di Stark o dal patriottismo di Capitan America; un eroismo dal sapore più epico e puro, in un certo senso, e al contempo fuori dal mondo reale dov’è ambientato. Sarà anche che il mix di mitologie nordiche e di fantasy di cui è intrisa tutta la narrazione legata al personaggio mi ha sempre molto affascinato. Resta che Thor, quand’è ben scritto, mi prende molto e mi tiene incollato alle pagine. È stato così con Il Ritorno del Dio del Tuono, con Thor: Ragnarok e anche con Journey into Mistery. E per ora è così anche con questo nuovissimo Thor – Dio del Tuono. La testata è scritta da Jason Aaron, autore che francamente conosco poco ma che so essere discretamente famoso. La storia si sviluppa su tre piani temporali, e per ora la cosa è ben gestita e rende più intrigante la vicenda: c’è il passato in cui vediamo le gesta di un giovane e spavaldo Thor ancora inesperto; il presente con un Thor più consapevole e maturo; e un lontano futuro in cui un vecchio Thor, fisicamente simile al padre Odino, è segnato dalla solitudine, dalla saggezza e dal rimpianto. Il comune denominatore tra questi tre filoni è l’antagonista, Gorr il Macellatore di Dei, cattivissimo sia nell’aspetto che nelle azioni, splendidamente caratterizzato nelle azioni ma un po’ meno nel fisico (diciamolo, sembra Voldemort). Chiaramente questa struttura tripartita non potrà durare in eterno, e chiaramente prima o poi (abbastanza presto in realtà se la vicenda si concluderà, come annunciato, in cinque parti) si dovrà arrivare ad una sorta di conclusione. Tuttavia per il momento la storia regge, è ben architettata e ben narrata, il ritmo è più che buono e il tono è epico al punto giusto, come si confà a personaggi divini come il figlio di Odino, e onestamente non escludo una futura raccolta in volume di questa run che ha tutte le carte in regola per rimanere fruibile anche fuori dal contesto mensile in cui si trovano le serie regolari. In più non si possono dimenticare i disegni, a cura di Esad Ribic, che spero di vedere in questa testata per lungo, lunghissimo tempo. Finora se qualcuno mi avesse chiesto chi ritenevo fosse il miglior disegnatore per una testata tipo Thor avrei detto, senza pensarci due volte, Olivier Coipel. I dipinti di Ribic vanno nella direzione opposta, il tratto e la costruzione delle tavole è completamente differente, ma si adatta ugualmente bene al personaggio. Mi è davvero piaciuto il character design, in special modo per le varie divinità ed eccezion fatta per Voldemort, e ho particolarmente apprezzato l’espressività dei personaggi, anch’essa del tutto differente dalla plastica austerità dei volti del Thor di Coipel. Qui le espressioni facciali del dio, talvolta volutamente esagerate, lo rendono in parte più umano ma anche molto più comunicativo e permettono all’artista, variando la palette espressiva, di caratterizzare in modo diverso il protagonista in base alla linea temporale narrata e, dunque, alla sua età e maturità.

Bellissimo design per questo dio ucciso da Gorr

Quindi francamente ho poco altro da aggiungere su Thor God of Thunder: una serie ben scritta e ben disegnata, con il giusto registro sia linguistico che grafico. Una storia davvero consigliata che mi auguro prosegua per molto tempo.

04La testata italiana comunque non finisce qui, ma comprende altre due serie: Journey into Mistery e Young Avengers. Sulla prima c’è, in verità, ancora poco da dire. Nonostante il doppio episodio sul numero di agosto, il primo in cui compare, è ancora troppo presto per sbilanciarsi troppo. Per il momento possiamo comunque dire che i testi di Kathryn Immonen sono godibili ma non eccellenti, con dialoghi e scene che oscillano tra il drammatico e il ridicolo. La nuova protagonista di questa storica serie è Lady Sif, ma il character design e la vicenda narrata sono strane abbastanza da farmi storcere il naso. Chissà che magari, col tempo, non si cominci a capirne qualcosa, ma per il momento l’impressione non è esattamente delle migliori. Resta comunque una storia più che leggibile, che riesce anche a far sorridere se non si hanno troppe pretese. Pronostico-azzardato-ma-neanche-troppo: una volta definito bene il carattere del personaggio e presa una direzione narrativa decisa la testata diventerà interessante e deivertente, anche se fuori continuity.

03Young Avengers, invece, è un disastro completo. Kireon Gillen rimane attaccato come una dannatissima ostrica al personaggio che lo ha reso celebre, il bizzarro e a tratti incomprensibile Kid Loki, e scrive una storia in cui il giovane dio della discordia asgardiano cerca di formare e guidare i nuovi Giovani Vendicatori. La differenza è che stavolta la storia non è supportata dai bellissimi disegni che caratterizzavano i primi passi di Kid Loki in Journey Into Mistery. Non so, non sono riuscito a farmi coinvolgere nella vicenda, e qui come su Iron Man ho avuto l’impressione che l’autore stesse procedendo a tentoni, senza sapere di preciso dove andare. Anche in questo caso è presto per un giudizio definitivo, nei primi due numeri succedono allo stesso tempo troppe cose ma anche troppo poche per capirne qualcosa quindi staremo a vedere. Per quanto mi riguarda le premesse non sono buone, anzi, sono peggio di quelle di Sif. Pronostico-azzardato-ma-neanche-troppo: rimarrà una testata satellite, al più leggibile ma mai fondamentale.

Quindi concludiamo. Se dovessi dare dei voti darei tre e mezzo a Young Avengers, sei meno meno con possibilità di miglioramento a Sif e un grasso otto abbondante a Thor – Dio del Tuono. Nel complesso è uno spillato che sono felice di prendere e di leggere e che consiglio perché, perdonate l’insistenza, la serie principale Thor è davvero troppo bella per lasciarsela scappare. Poi ripeto, è il mio personaggio Marvel preferito…

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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