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Marvel Now! Nuovissimi X-Men

Si prosegue a tutta velocità, quasi, verso un’altra serie, un’altra bella serie ad esser buoni, Marvel Now: I Nuovissimi X-Men. Nuovissimi si fa per dire. Scrittore Brian Michael “niente-popò-di-meno-che” Bendis e disegnatore uno Stuart Immonen particolarmente ispirato. Vediamo un po’ cosa ci troviamo davanti nei primi tre numeri.

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Partiamo subito dicendo che di questioni mutanti ne capisco ben poco. Dell’X-Universe ho letto poco, molto poco, con l’unico scopo di calarmi meglio in AvX. Per capirci, Jean Grey viva non l’ho vista nemmeno in un albo. Tranne qui, ovviamente. Dopo la guerra tra mutanti e Vendicatori Bendis lascia il timone del mondo Avengers per sbarcare nel complesso dedalo dell’Homo Superior, dedalo che sembrava essere giunto a un punto di svolta proprio con l’avvento della Forza Fenice (di nuovo) e con la sua conseguente distruzione. Non faccio un mistero del fatto che, personalmente, AvX mi sia piaciuto molto. Un po’ perché nonostante dei problemi di ritmo e sceneggiatura iniziali tutto sommato è una saga ben strutturata, e in parte perché chiude il ciclo iniziato anni fa con House of M. Tutto sommato mi va bene che Xavier sia morto, di nuovo, e che Ciclope sia diventato il “cattivo”, il nuovo Magneto: c’è stato un riassestamento del panorama politico dei mutanti, e questo va bene. Almeno per me che, da questo punto di vista, non sono un lettore troppo esigente.

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Splendida tavola di Stuart Immonen (cliccandoci sopra dovrebbe ingrandirsi, provare per credere)

La serie che raccoglie i cocci, per così dire, di questo riassestamento si intitola, ironicamente, All New X-Men ed è, nonostante la premessa idiota, molto godibile. La premessa idiota sarebbe che Bestia, in un estremo tentativo prima di lasciarci le penne di far rinsavire Ciclope, viaggia nel passato a pescare gli X-Men originali, i quindicenni della prima scuola di Xavier, e li porta nel presente. Chissenefrega dei paradossi temporali. Chissenefrega se loro sono d’accordo o no. Chissenefrega di molte cose. Quindi vediamo questi giovani Ciclope, Bestia, Angelo, Uomo Ghiaccio e Jean Grey (non ancora Fenice, almeno credo) presi e catapultati nell’odierna scuola gestita da Wolverine e intitolata alla stessa Jean. Insomma, premessa abbastanza idiota e X-Men non proprio “nuovissimi”. Nonostante questo però la serie regge il colpo e ingrana subito con il giusto ritmo: bravo Bendis che riesce, con dialoghi sempre accurati, a gestire una situazione simile sia con leggerezza che con la giusta drammaticità. Il trauma psicologico di Ciclope, che vede il sé futuro diventare quanto di più lui odi, o di Jean Grey, semplicemente morta nel presente, procede di pari passo a scambi di battute che allentano la tensione, come i dialoghi tra i due Bobby. In parallelo vediamo anche cosa succede a i “nostri” Scott e Magneto nella loro nuova crociata di reclutamento, due strade, due gruppi di eroi, che inevitabilmente si intersecheranno, e saranno queste intersezioni il banco di prova per vedere se la serie regge davvero. Il tutto superbamente disegnato da un bravo Stuart Immonen, particolarmente ispirato come dicevo in apertura, alcune tavole lasciano il lettore davvero di stucco per ideazione e realizzazione. Insomma, una storia ben scritta (come sempre, d’altro canto) e ben disegnata (come sempre, d’altro canto) che risulta molto godibile e che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi al mondo mutante. Forse i lettori più vecchi e colti in materia storceranno il naso, ma alla fine il senso del reboot è proprio quello di svecchiare e rinnovare, e per quanto mi riguarda qui si è fatto davvero un bel lavoro.

L'arrivo degli X-Men originali alla Jean Grey School

L’arrivo degli X-Men originali alla Jean Grey School

L’unica riflessioncina che vorrei fare a questo punto è la seguente. Si è fatto davvero un bel lavoro, questo l’ho già detto. Ma era necessario farlo? Mi spiego meglio. Sono sempre più dell’idea che il fumetto supereroistico abbia dei problemi intrinseci dovuti alla sua stessa natura, per esempio dovuti al concetto di continuity e, soprattutto, al suo essere così frustrantemente senza fine, endless, ciclico in maniera disarmante. Tutto ciò si riflette benissimo in questa nuova serie: se da un lato è più che godibile, si lascia leggere benissimo ed è un ottimo entry point per ogni nuovo lettore dell’universo, dall’altro mi viene spontaneo chiedermi se la sua stessa esistenza fosse proprio necessaria. Voglio dire, abbiamo così paura di mutare lo status quo, di avvicinarci in un qualche modo alla fine? Ciclope diventa, dopo una serie di traumi e di ragionamenti tutto sommato leciti, per come sono andate le cose, “cattivo”. Diventa il nuovo Magneto. Che questa cosa sia permanente va così male? Evidentemente la risposta è sì, perché ci si è dovuti inventare un pretesto, come già detto abbastanza idiota, per tenere le cose anche com’erano prima e si è tirato fuori dal cilindro un Ciclope buono. Quindi se da un lato mi sono divertito a leggere questi primi tre volumi dall’altro sono rimasto un po’ perplesso da quest’ennesimo tentativo di rimettere tutto “a posto”, di tornare a “com’era prima”. Non so, ditemi che ne pensate.

In conclusione, negli albi italiani sono presenti anche le avventure del misconosciuto figlio pazzo di Charles Xavier, un mutante che definirlo di serie b, come notorietà, è fargli un favore. A parte gli scherzi, francamente non avevo mai letto nulla (pur sapendo della sua esistenza) di questo adolescente schizofrenico e non ho il tempo né la voglia di cominciare ora. Ho dato una possibilità alla prima manciata di pagine intitolata Prodigio ma non sono andato oltre: devo ammettere di non esserne rimasto abbastanza interessato/affascinato da continuare la lettura. Per un pensiero più articolato riguardo queste storie scritte da Simon Spurrier e disegnate da Tan Eng Huat vi rimando al canale YouTube del Tizio Qualunque. Se questo nuovo X-Men Legacy vi piacerà e lo leggerete fatemi sapere cosa ne pensate, mi raccomando.

Con questo vi saluto, alla prossima e buona lettura!

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Deadpool is unimpressed

 

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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