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The Oven Mitt Rises

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È tornato. Ed è arrabbiato. Ma soprattutto è nuovo.

Premi, premi e ancora premi. È la stagione dei premi fumettistici importanti, almeno per quanto riguarda il mondo statunitense, e così noi ci prendiamo una pausa dalla consueta e rassicurante routine fatta di Anteprima e Mega e di recensioni di Marvel Now per un articolo un po’ più spensierato, ma neanche troppo, che ci faccia magari riflettere un po’ su questa tornata di Eisner Awards e di Harvey Awards. E non si può scrivere un simile articolo senza prima vestirsi adeguatamente. Quindi… È tornato. Ed è arrabbiato. È il guanto da forno. (In realtà non è troppo arrabbiato, era per fare un po’ di scena. Per favore, leggete le ultime tre frasi con la voce dei trailer, potrebbero apparire più fighe.)

Senza dubbio gli Eisner sono i più noti premi che l’America dà ai fumetti, come fossero un po’ gli Oscar dei supereroi, ma non sono gli unici ad esistere: probabilmente al secondo posto come importanza troviamo gli Harvey Awards, di nascita praticamente contemporanea ai primi. Comunque. Non mi interessa discutere di “storia dei premi fumettistici”, argomento che sarebbe probabilmente interessante ma in altra sede, quanto dei vincitori di quest’anno. Quindi allacciatevi le cinture che si parte.

01Il primo e più scontato commento non può che riguardare Saga, di Brian K. Vaughan e Fiona Staples. Non so se ho mai parlato di questo fumetto, probabilmente no e se è capitato sarà stato di sfuggita. Lo faccio brevemente ora. Saga È il fumetto di questa generazione, con la “e” accentata maiuscola. Non leggevo un capolavoro simile da molto, moltissimo tempo. L’intreccio è fenomenale, l’ambientazione è splendida, il character design è bello da far venire voglia di piangere. Dimenticatevi dei vari Devil di Mark Waid o dei numerosi Walking Dad e surrogati. Il fumetto del decennio, se ce ne sarà uno, è Saga.

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Questa gemma pazzesca, scritta e disegnata probabilmente da Dio in persona, se ne torna a casa con 3 Eisner e 6, dico SEI, Harvey. In entrambi i casi si aggiudica Miglior Nuova Serie e Best Continuing, che tradurrei con un di sicuro meno appropriato “miglior serie regolare”, e soprattutto Brian si porta a casa il prestigioso Miglior Scrittore. La differenza importante è che agli Harvey riesce a strappare un po’ di statuette anche il solo talento di Fiona Staples che vince come Miglior Artista e Miglior Colorista, in una scelta coraggiosa ma a mio avviso azzeccatissima.

05Vi starete magari chiedendo perché premiare la bravissima Staples è stata una scelta coraggiosa. Scelta che, peraltro, agli Eisner non hanno avuto il coraggio di fare. Il motivo, per come la vedo io almeno, è il seguente. Viviamo in un mondo dannatamente hipster, anche se nessuno lo ammette. In un mondo in cui un qualsiasi sfigato con un golfino a rombi e occhiali a fondo di bottiglia, magari anche con un’inutile sciarpina di tela e un ancor più inutile cappello, si crede il più figo della piazza. E magari ha ragione, per carità, magari è effettivamente il più figo. O magari no. Comunque vabè, sto divagando. Il fatto è che questo mondo così drammaticamente abitato da tizi in pantaloni corti, mocassini e biciclette a scatto fisso sta invadendo anche l’universo dei fumetti. Peggio. Quello dei supereroi, con il quale non dovrebbe avere niente a che fare. Ed è così che uno va in fumetteria e si trova davanti grafiche stile Mazzuchelli in Batman Anno Uno come se piovesse. Solo che Anno Uno era un fumetto del 1987, e non usava colori piatti e desaturati per sembrare più figo, ma per una precisa ricerca e sperimentazione narrativa. A chi mi sto riferendo? Ma a David Aja e al suo Hawkeye, ovviamente.

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Lo so che il primo volume è Cover A e il secondo B, ma era rimasto solo quello…

Tralasciando il fatto che Fraction, con le sue pretese di scrivere una serie “Vertigo-Style” ma più commerciale del pane, se ne torna a casa giustamente a mani vuote. E tralasciamo pure che Aja vinca Eisner e Harvey, meritatamente, come milgior copertinista dato che le copertine sono effettivamente stilose. Che David Aja con Occhio di Falco sia Best Artists agli Eisner proprio non mi va giù. Per quanto mi riguarda è un brutto messaggio, un bruttissimo fare marcia indietro in favore di un sedicente “gusto retrò” che in realtà sa solo di arretrato, di una presunta sensibilità anni ’80 che convince soltanto nostalgici dei tempi che furono e fighetti alla Big Bang Theory che degli anni ’80 non hanno letto nulla. Per carità, Hawkeye lo sto leggendo e, nonostante non mi stia convincendo la blanda retorica di cui ogni episodio è intriso fino al midollo, la trovo un’opera godibile. Anche nel reparto grafico. Non mi piace, tuttavia, che questo particolare stile venga trattato come “il migliore dell’anno”, perché lo trovo finto e arrogante nel suo essere ostentatamente arretrato e, in generale, non degno di siffatta onorificenza. Francamente apprezzo di più, nonostante dal punto di vista puramente visivo mi piaccia meno, il Devil di Samnee che si pone in modo molto meno supponente, molto meno “fighetto”. E infatti ai fighetti non piace.

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Occhio di Falco di Fraction e Aja. Il guanto da forno non approva.

03L’ultima cosa che vorrei dire riguarda più le versioni italiane delle opere premiate. E non premiate. Né agli Eisner né agli Harvey vengono assegnati premi ad opere DC, e questo un po’ mi rattrista. Perché se da un lato il progetto New 52 è stato un fallimento di proporzioni bibliche, quantomeno se si guardano i propositi con cui è nato, è innegabile che da questo finto reboot siano uscite anche alcune cosine più che interessanti. Una su tutte il complesso affresco narrativo che va a comporre il Dark Universe, tra Animal Man e Swamp Thing passando per la JLD. L’evento interno Mondo Putrido è onestamente splendido, e sta rendendo l’albo antologico italiano in cui è contenuto l’uscita mensile che mi intriga di più e che attendo con più ansia. E pure Batman di Snyder e Capullo, che riescono a prendere al massimo un paio di nomination agli Harvey, mi sta stupendo per qualità e, pur non avendo speranze contro il colosso Image Saga, una parte di me è triste che a questo bel mensile non siano riconosciuti i dovuti meriti.

Quindi DC grande assente tra i premiati e questo significa, tradotto in italiano, RW grande assente tra i premiati. Dopo una partenza in grande stile, qualche scivolone e qualche incidente di percorso, la nuovissima casa editrice detentrice dei diritti DC nello stivale rimane a bocca asciutta e non si aggiudica, quest’anno, nemmeno un premiuccio piccolo piccolo. Peccato. Personalmente spero, e credo, che questo non influisca troppo sul nostro mercato, già paurosamente sbilanciato verso Panini Comics. Panini Comics per la quale vale il discorso inverso. La casa editrice modenese sembra che negli ultimi anni stia giocando una fortunata partita a Monopoli, comprando a destra e a manca diritti su diritti e pubblicando una mole di materiale inaudita. Non senza una certa lungimiranza, ma pure con grossissime dosi di fato propizio,

Altri premiati Panini. Sono ovunque.

Altri premiati Panini. Sono ovunque.

Panini Comics si impone come colosso principale dell’editoria del fumetto in Italia e dopo questa tornata di premiazioni ogni dubbio viene dissipato. La concorrenza nel campo manga praticamente gli muore addosso spontaneamente, quasi non c’è bisogno di aprire il fuoco, mentre nel campo “super-eroi” la quantità alle volte sembra contare più della qualità. Quindi anche se Bao strappa al gigante alcuni tra i premi più prestigiosi, Panini riesce comunque a vantare un numero di statuette strabiliante distribuite omogeneamente tra serie regolari (Devil e Adventure Time) finti speciali (Hawkeye) e semi-sconosciuti speciali veri (Darth Vader and Son). Fra un po’ magari pubblicherà pure Vicolo stretto e Viale dei Giardini, allora sarà sicuramente da preoccuparsi.

Ecco fatto. È finita. Abbiamo detto tutto? Speriamo di si, ma direi che tutto sommato mi sembra di sì. Concludiamo facendo nuovamente i complimenti alla splendida Bao, attualmente la più fulgida realtà editoriale in Italia, e al suo Saga. Complimenti anche a Panini che ci dimostra che non sempre andare per il sottile è l’unica via. Condoglianze, invece, a RW che quest’anno si becca un durissimo colpo. I nostri migliori auguri di buona ripresa.

Noi ci vediamo alla prossima con… la prima parte dell’analisi delle anteprime, questa volta fatta interamente a classifica! Vediamo cosa ne viene fuori…

PS: mi scuso se non tutte le immagini sono di qualità stratosferica, sto cercando metodi alternativi per fare le foto… Per il momento bisognerà accontentarsi…

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