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Top15 delle anteprime di dicembre – Parte 2

Bando agli indugi e partiamo, spediti e filati, con la parte finale della classifica. Le prime cinque posizioni. Dopo una lunga e soprattutto polemica (scusatemi, ma quando ci vuole ci vuole) prima parte mi ripropongo di cominciare la seconda con un nuovo spirito, più ottimista e comprensivo, più in linea con l’atmosfera natalizia di questi giorni. E magari pure un po’ più stringato. Partiamo dunque con questa sugosa top 5!

“Piccola” anticipazione…

5) Batman Zero Year (RW Lion)

batman zero yearL’ennesima rivisitazione delle origini del Cavaliere Oscuro? Già. Era proprio necessaria (anche) questa versione? Forse no. Ci possiamo aspettare qualcosa di buono? Assolutamente sì. Il team creativo che si sta occupando di questo progetto è quello guidato dal dinamico duo Snyder-Capullo che ha reso oserei dire indimenticabile la testata del pipistrello post reboot. Quindi sì, mi aspetto grandi cose da questa rivisitazione delle origini di Bruce, anche se partendo da Anno Uno ed arrivando a Arkham Origins, passando per Batman Begins e per il primo tentativo di Tim Burton, di nascite alternative del crociato di Gotham ne abbiamo viste forse fin troppe. Tuttavia, nell’ottica di un reboot vero e proprio (che comunque il New 52 non è stato), questa iniziativa ci sta. Ci sta ripartire proprio daccapo narrando nuovamente i primi passi di un giovane ed inesperto Bruce Wayne avendo così la possibilità di rimodellare la nascita del personaggio adattandola alle necessità, e magari ampliando il parco lettori. E ci sta soprattutto il team creativo, che ha saputo dare nuova linfa vitale a un personaggio in caduta libera dopo una lunghissima gestione quantomeno discutibile. Quindi cosa mi aspetto? Cosa ci si può aspettare da questo Anno Zero che, nemmeno troppo velatamente, sfida il capolavoro di Frank Miller? Di certo mi aspetto un comparto narrativo e un apparato grafico da paura. Forse mi aspetto un “versione moderna” di Anno Uno anche se, se davvero fosse “solo” questo, magari sarebbe un mezzo fallimento. Una parte di me spera che questo breve arco narrativo consacri il team formato da Snyder e Capullo nel firmamento degli autori che, nel corso del tempo, hanno saputo rendere il più bel personaggio che DC abbia mai partorito quello che è.

4) Checkmate (Planeta deAgostini)

checkmateE rimaniamo in ambito DC e, più precisamente, in ambito “riproposizioni dal catalogo Planeta” con la seconda pescata fortunata di questo mese dal dimenticatoio: Checkmate. Ne avevo già fatto cenno qualche tempo fa, ne riparlo ora. Checkmate è una bellissima serie, purtroppo morta e sepolta per motivi (temo) di natura politica, che tratta di un argomento scomodo soprattutto in casa DC: il rapporto tra politica e supereroi. E lo fa in modo molto più maturo di quanto non accada, ultimamente, nell’ambiente Marvel che è usualmente più avvezza a trattare questo tipo di problematiche. In Checkmate Rucka e (ogni tanto) Winick dipingono un bell’intreccio politico, un intrico di giochi di potere e di spionaggio davvero ben congegnato che, quando lo lessi a suo tempo, per la prima volta mi fece porre la domanda “come sarebbero gestiti i super se esistessero davvero?”. Altro che The Boys. Poi per carità, abbiamo comunque a che fare con un opera di narrativa, non con un saggio, quindi non aspettatevi chissà che trattazione moral-legislativa del problema: il suo scopo è narrare una storia. E lo fa parecchio bene. Peccato solo che, come moltissime altre serie DC di quel periodo, sia finita nel dimenticatoio da cui siamo costretti a ripescarla ora.

3) Ekho New York – Parigi (Bao Publishing)

ekhoIniziamo con il gradino più basso del podio con una domanda. Ehm, ma quindi quel volume intitolato Mondo Specchio, tutto a matita, uscito qualche mese fa… cosa mi sta a significare? Perché nella descrizione di questo albo leggiamo “le prime due avventure di Formicola Formiglia”, ma la prima non era quell’altra? O vuoi che magari quell’albo fosse una specie di anteprima contenente soltanto il primo capitolo nella versione “figa” a matita, pubblicata solo per stuzzicare l’appetito? Bè, se lo scopo era stuzzicare l’appetito… missione compiuta. È giunto il momento di partir davvero per il Mondo Specchio e, francamente, non vedo l’ora. Dopo l’omonimo volume, a dir poco spettacolare, è tempo di immergersi appieno in questa strambissima avventura a metà tra steampunk e fantasy. Questa volta, finalmente, a colori. Perché per quanto fascinose le tavole di Barbucci a matita sono, per usare un eufemismo, vagamente confusionarie.

La meytropolitana di Parigi versione

La meytropolitana di Parigi versione “Modno Specchio”

Ma torniamo a noi. Ekho è, per chi non lo sapesse, una splendida avventura come già detto a metà tra steampunk e fantasy in cui i nostri protagonisti, passeggeri di un volo verso New York, attraccano in una versione alternativa della Grande Mela, regolata da regole proprie e popolata di esseri bizzarri ma comunque viva e credibile. Partono così le loro peripezie un po’ per capire cosa sta succedendo, un po’ per provare a tornare a casa. I testi di Arleston, conditi da quella costante vena di umorismo ed erotismo che non guasta mai (se di buon gusto), sono spumeggianti e riescono a tenere il lettore incollato alle pagine. Le tavole di Barbucci sono, come sempre, incredibili. Una lettura più che consigliata, e una nuova gemma che si aggiunge alla già nutrita collezione Bao.

2) Crisi Finale Edizione Assoluta (RW Lion)

Layout 1Come tutti ben sanno i maxieventi, i crossover e le altre amenità di questo tipo sono notevolmente più insoliti in casa DC che in ambiente Marvel, che invece ci sguazza di continuo. Per la DC questo tipo di iniziative, solitamente “crisi”, capitano di rado e capitano per dare un vero e proprio punto di svolta all’universo narrativo e, talvolta, per mettere apposto le cose e raccogliere i cocci. Così è stato per Crisi sulle Terre Infinite e Crisi sulle Terre Multiple, che sistemarono una volta per tutte (magari…) i problemi di compatibilità tra i vari universi paralleli popolati di personaggi ridondanti; così è stato per Crisi Infinita che rimise a nuovo l’assetto editoriale di molti supereroi e pose (forse inconsapevolmente) le basi per questa Crisi Finale; di fatto l’ultima crisi prima del reboot quindi in un certo senso il “finale” nel titolo è accurato. Davvero un bell’evento, questa Final Crisis gestita da un Grant Morrison notevolmente migliore che in Batman, preparato a dovere prima con 52 e poi con Countdown a Crisi Finale, entrambi in corso di ripubblicazione; solo che…

Solo che questo crossover dal notevole contenuto in idee è stato reso infruibile da una gestione delle pubblicazioni in Italia che dire confusionaria sarebbe farle un favore. Albi che uscivano dopo anche se dovevano esser letti prima di altri e viceversa, numeri di Batman letteralmente spariti nel nulla creando un’assurda serie di problemi di coerenza tra le varie testate… Insomma, un disastro eguagliato e forse superato solo dalla gestione ancora peggiore del duo Notte più profonda – Giorno più splendente. Si suppone, tuttavia, che questa edizione in volume formato Absolute risolva tutti questi problemi rendendo questa pietra angolare dell’Universo DC finalmente godibile. Certo, il prezzo non è banale, 38 euro e 95. Ma comunque per 400 pagine possono anche andare. Lo consiglierei più che altro a tutti quelli che non hanno avuto l’occasione di faticare per leggerlo a suo tempo e vogliono, con molta meno fatica, recuperare i punti salienti del mondo DC pre-reboot.

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E ora via alla prima posizione, del tutto inaspettata.

1) Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può produrre un bacio? Esperimento (Hikari)

Shintaro-KagoToukouchuu-no-deaigashira-no-guuzen-kisu-wa-ariuru-ka-JikkenIl primo posto questo mese va alla casa editrice Hikari, sempre entrata in classifica con ogni annuncio, ma mai così in alto: questa volta la misconosciuta casa editrice dà il meglio di sé e ci propone un incredibile albo firmato da uno degli assenti della scena manga in Italia. Shintaro Kago. A parte un paio d’opere annunciate da 001 Edizioni (casa editrice di cui non mi fido assolutamente, ma neanche un po’, magari ne riparleremo) questo pazzo furioso non viene pubblicato qui da noi da tempo immemore. Più precisamente dai tempi del primo di due albi (temo che non vedremo mai il secondo) de L’enciclopedia delle Kagate, opera dal titolo peggio tradotto della storia ma dal notevole contenuto, la cui pubblicazione era affidata a d/Books che si è portata nella tomba, tra gli altri, anche questi diritti (oltre che a un pezzo del mio cuore). Comunque, Shintaro Kago torna in tutto il suo splendore grazie a Hikari che continua a proporre questi incredibili albi in grande formato, pregiati sia nella forma che nel contenuto. Già il titolo è tutto un programma, e non possiamo che aspettarci il meglio da questo nuovo lavoro di uno dei mangaka più atipici e allo stesso tempo più coscienti e sperimentatori degli ultimi tempi. Strano solo che le major del fumetto italiano (Panini in primo luogo) non si siano scannate per ottenere i diritti di un autore così importante ma anche così vendibile, francamente dopo il passaggio di Inio Asano a Panini mi aspettavo l’apertura di una nuova collana “manga d’autore”. Una specie di Manga-San versione 2.0. Ma va bene così. Mi auguro soltanto che le vendite di questo volume siano sufficienti non solo a ripagare Hikari del coraggio che sta dimostrando in questo periodo, coraggio che personalmente ammiro e rispetto moltissimo, ma anche a spingere il mercato (non importa chi, anche se magari non GP) a completare la bibliografia di questo autore d’eccezione. Magari finendo quello che altri hanno lasciato a metà, maledizione a loro.

Con questo direi che abbiamo finito, per questo mese. Le novità sono state tante, spero di esser stato meno polemico come mi ero ripromesso (e come vi avevo promesso). Non mi resta che augurarvi buona lettura, e alla prossima.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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