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Marvel Now! Incredibili X-Men

Uncanny-X-Men_1_Cover-Marvel-NowLo so, è un sacco che non scrivo un articolo serio; ancor di più che non torno sull’argomento Marvel Now!. Ed è pure la vigilia di Natale (vigilia andava maiuscolo? Mah…). Però finalmente riesco ad avere un po’ di tempo, proprietà che spero di mantenere anche nei prossimi mesi, che mi permette di ricominciare a gestire questo blog con una certa regolarità. E quindi eccoci qua, la vigilia (recidivo) di Natale a parlare de Gli Incredibili X-Men, l’altra testata mutante del reboot Marvel (della quale non sono ancora riuscito a comprare il quarto numero, mannaggia). Quindi cominciamo.

Ma cominciamo da dove? C’è davvero tanto da dire e allo stesso tempo poco su questo spillato che la mia testa è un po’ in confusione, devo ammetterlo. Diciamo che battezziamo come punto di partenza AvX, che non si sbaglia mai.

Sì perché tra tutte le testate rilanciate uscite finora (cioè praticamente tutte) Gli Incredibili X-Men sono quella meno rilanciata, meno in spirito reboot, in assoluto. Anzi, si potrebbe dire che è perfettamente in continuity con quanto successo prima, alla faccia del gran bollino rosso “primo numero da collezione” stampato, appunto, sul primo numero. Perché non lasciatevi fregare. Ci sarà pure scritto uno ma questo di certo non è un primo numero, è a stento un entry point accettabile. Per carità, è vero che lo status quo è cambiato, che in un certo senso l’assetto editoriale è molto diverso da prima. Ciò che non è cambiato è la storia, sono le conoscenze necessarie per seguire la trama. E questo è vero per entrambe le serie contenute negli spillati (ma di X-Force parliamo poi). Per il gruppo di X-Men tali conoscenze si limitano prevalentemente ad AvX e poco più, ma resta il fatto che questa volta non c’è stato nessun alleggerimento di continuity, nessuno sconto per il nuovo lettore che arrivi su queste sponde attirato dal fatidico numero uno. E ciò si traduce in, se non l’avete già fatto, “leggete AvX”.

Dal punto di vista della trama Bendis, nuovamente, sa il fatto suo e dimostra di saper ben gestire le cose, soprattutto se gli si lascia la possibilità di muoversi ad ampio respiro, magari su più testate come in questo caso. In queste pagine vediamo le gesta del Ciclope cattivo, quello che si è bevuto il cervello non quello giovane e scemo, assieme alla sua sottospecie di confraternita dei mutanti malvagi versione duepuntozero. Al fianco di un’insolitamente vulnerabile Emma Frost, di un di-nuovo-super-cattivo Magneto e di una sempre più incontrollabile, per non dire sociopatica, Magik Ciclope combatte su queste pagine la sua crociata personale per i diritti dei mutanti, reclutando le nuovissime luci che cominciano a spuntare ora, scontrandosi con i Vendicatori, non sottoponendosi ai vari processi per omicidio, strage, genocidio… Ripeto, quello che vediamo qui è un Ciclope fuori di testa, braccato e vulnerabile, ma comunque molto potente e soprattutto influente, capace di discorsi e minacce pubbliche che nemmeno il peggior Magneto. Eppure ciò che ci viene raccontato da Bendis è anche un Ciclope consapevole (pur nella pazzia), che si è stancato di essere temuto ed odiato e decide di lottare attivamente, di “resistere” se si può dire, per il proprio futuro, insomma un Ciclope le cui azioni non sono certo condivisibili ma sono in qualche modo capibili. E questo personaggio così controverso ma comunque credibile è magistralmente attorniato da primari altrettanto ben scritti, altrettanto credibili, al punto che al lettore, qua e là, viene il fatidico dubbio viene davvero: “e se ciclope avesse avuto ragione?”

Was Cyclops right?

Was Cyclops right?

Bendis riesce su queste pagine a dare nuova linfa vitale a dei personaggi, a una testata, che già prima del crossover contro i Vendicatori erano in caduta libera, con storie discutibili dalla qualità altalenante. L’avvento della Fenice aveva poi messo una pietra sopra al gruppo storico dei mutanti, almeno per me; mi sarei aspettato tutt’altro, e di certo nulla di piacevole: magari un lungo processo con al termine l’agognata redenzione e il successivo perdono (che comunque temo prima o poi arriverà). Invece Bendis riesce a prendere Ciclope, che aveva ormai toccato il fondo, e a trasformarlo definitivamente in uno dei cattivi, restituendo così spessore e in un certo senso dignità a un personaggio che era davvero sul punto di perderli entrambi. Per sempre. Quindi, nonostante il mancato reboot, nonostante un nuovo lettore potrebbe faticare notevolmente per apprezzare alcuni aspetti di queste vicende, il mio giudizio rimane (contro ogni previsione) più che positivo e non posso che consigliare questo mensile di tutto cuore.

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I disegni poi, o meglio il characher design, parlano da soli. Chris Bachalo è una delizia per gli occhi nella sua magistrale gestione delle tavole ed è una delizia per la mente nella caratterizzazione dei personaggi, specie quelli storici. I nuovi costumi sono fantastici e ben rispecchiano la stato d’animo, la precarietà, di coloro che li indossano: Ciclope ormai assurto a simbolo della rivolta riesce finalmente ad avere un costume figo; Magneto è impenetrabile sotto il suo mantello bianco e a una versione più difensiva dello storico elmo; Emma, per la prima volta in nero, è splendida quanto insolitamente fragile. Quindi davvero un ottimo lavoro, che aggiunge notevolmente valore a un prodotto già di per sé buono.

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Cable_and_X-Force_Vol_1_1Purtroppo non posso dire lo stesso per Cable and the X-Force, scritto da Dennis Hopeless e illustrato da Salvador Larroca, la seconda serie contenuto nel mensile. Sarò molto breve. Non so se ciò sia dovuto a una mia ignoranza in materia e quindi a collegamenti delle storie a vicende pre-reboot (come supposto in apertura) o semplicemente a mancanze narrative, ma non si capisce davvero dive Hopeless voglia andare a parare. Insomma, dopo il lavoro sorprendentemente buono fatto con Avengers Arena, che il giovane autore è risuscito a rendere più che godibile nonostante le premesse, mi aspettavo tutt’altra cosa. E invece sono qua, all’alba del quarto numero, e ancora non capisco se c’è un senso dietro a quanto leggo, e ancora mi chiedo se mi va di proseguire e cercare di scoprirlo. Per quanto mi riguarda non ci siamo proprio. Dai, abbastanza breve.

Concludendo. Per quanto Cable e compagni non siano per nulla convincenti, Incredibili X-Men è una testata eccezionale e giustifica da sola l’acquisto dell’albo. Non dico che sia la mia preferita del reboot, ma leggerla mi regala un senso di appagamento (soprattutto quando affiancata alla sorella Nuovissimi X-Men) che difficilmente riesco a provare ultimamente: entrambe le testate sono ben scritte e ben disegnate e, assieme, sono organicamente collegate alla continuity precedente rendendole allo stesso tempo delle anomalie nell’ambiente reboot ma anche degli interessanti approfondimenti agli eventi precedenti. Certo sarà magari più difficile entrarci, ma ne vale la pena.

Con questo chiudo, non mi resta che augurarvi buona vigilia di Natale e buona lettura (gli auguri veri ve li faccio domani).

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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