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Top15 delle anteprime di gennaio – Parte 2

E nuovamente bentornati! Nelle prossime righe troverete la seconda parte della classifica delle novità di gennaio che, come vi dicevo, non sono entusiasmanti come al solito. Comunque queste prime cinque posizioni sanno il fatto loro e sono riuscite a risvegliarmi dal torpore fatto di ristampe e riedizioni nel quale ero caduto. Ma prima, come promesso, due parole sull’editoriale di De Fazio e, soprattutto, sull’immancabile Paolo Accolti Gil.

Questo mese il direttore editoriale di Italycomics regala il meglio di sé. Davvero, non lo si vedeva così incazzato da un sacco di tempo, e la cosa un po’ mi irrita e un po’ mi fa sorridere. Le venti righe scritte piccole piccole che esprimono il suo pensiero spaziano tra commenti politici annegati in periodi eterni con troppi verbi e poca punteggiatura, invidia, ultimatum, prese in giro, lamentele per il calo degli ordini dei prodotti Italycomics. Calo che ritengo sia collegato a una vasta incompetenza, pur non volontaria, della casa editrice più che a un complotto globale come suggerisce da tempo il buon Paolo. Perché per quanto brutto da dire, le buone intenzioni non bastano. Quasi mai. E Italycomics, nonostante le numerose buone intenzioni, non si è dimostrata in grado nemmeno alla lontana di garantire la stabilità e la professionalità necessarie a un rapporto commerciale e di fiducia duraturo, soprattutto in un campo fatto di pubblicazioni seriali anche abbastanza lunghe. Ed è inutile e infantile urlare, dimenarsi e comportarsi da volpe con l’uva.

A tal proposito c’è un passaggio nell’editoriale di Raffaele De Fazio che ho trovato illuminante. Non escludendo la possibilità di farne un articolo in futuro, per ora riporto pari pari le sue parole che sono piene di spunti di riflessione più che interessanti. Poi vedete voi, ma qua e là io ci vedo anche delle risposte alle lamentele dello stesso Paolo.

“Gli scaffali sono traboccanti di ristampe su ristampe sempre delle stesse cose. Si ristampano in formati deluxe opere talvolta degne solo di mantenere dritto quel tavolino del salotto col piede ballerino; opere nate per un formato da cartonato francese stuprate in formati tipicamente italiani; realtà editoriali più che traballanti che si lanciano nella pubblicazione di gigantesche serie da X volumi senza nemmeno sapere se martedì saranno ancora in piedi, maestri nipponici giunti ormai alla inutile decima ristampa, opere in via di pubblicazione delle quali si annuncia la ristampa deluxe prima ancora che esca l’edizione regolare, l’endemica impossibilità degli editori italiani di mantenere lo stesso formato per volumi dalla periodicità superiore a sei mesi, IL graphic novel che da qualche anno ha cambiato sesso, che LA graphic novel non andava mica bene. Lo strillone “a grande richiesta” che appare ormai ovunque, perfino sulla carta igienica, ma poi a grande richiesta di chi? Se pubblichi un cartonato francese in un formato indegno e poi lo ristampi dopo qualche tempo nel formato originale è ovvio che lo stai vendendo agli stessi che hanno comprato l’edizione precedente. Questo non è “a grande richiesta”, questa è proprio una presa per il –BIP-”.

Queste poche parole descrivono in maniera nitida lo stato del fumetto in Italia, e nonostante non forniscano un’immagine edificante sono un ottimo punto di partenza per chiedersi dove e cosa è andato storto. Comunque su queste righe in particolare magari ritorneremo in futuro perché ora è il momento delle prime cinque posizioni in classifica. Si parte.

5) Justice League: One Million (RW Lion)

one millionSarò sincero. Non avevo mai sentito parlare di questa serie scritta dal mio acerrimo nemico: Grant Morrison. Ripensandoci potrei quasi essere giustificato: quando è stata pubblicata la prima volta avevo dieci anni e non mi sono mai imbattuto in sue ristampe né riedizioni. E non so se questo è un bene: le storie belle, prima o dopo, vengono sempre ristampate. Possibile che in quasi quindici anni nessuno ci avesse mai pensato? Decisamente possibile, dato che alla fine la politica della ristampa facile è parecchio recente e le grandi opere, soprattutto DC, fino a qualche tempo finivano presto nel dimenticatoio. Ora RW colma la lacuna e ci propone questo Justice League: One Million, in tre volumi formato omnibus. Il team creativo mette i brividi, con una sfilza di nomi altisonanti guidati dall’altalenante Morrison in questo viaggio nel futuro.

Da quanto ho capito questo evento sarà ambientato secoli e secoli avanti nel tempo, in un periodo in cui assisteremo alle gesta dei discendenti degli eroi dei giorni nostri. Per quanto questo espediente sia abusato al punto da scadere quasi nella banalità il suo fascino è innegabile e, se gestito con bravura, può dar luogo a storie di mirabolante bellezza. Ambientando la trama in un futuro popolato da “versioni alternative” degli eroi più noti l’autore può, infatti, partire da una base di conoscenza consolidata nel lettore muovendosi però con moltissima libertà, non essendo troppo vincolato da problemi di continuity e di coerenza. Talvolta il tutto si risolve in vuoto esercizio di stile, poco più che un what if, ma qualche altra volta da esperimenti come questo esce qualcosa di buono. Basti pensare ai grandissimi capolavori di Alex Ross, come Kingdom Come, Marvels e la Trilogia X, che fanno di quest’idea di spostare la narrazione in un futuro più sgombro da vincoli editoriali una forma d’arte. E quindi, nonostante la mia personale avversione per lo scrittore che è quasi riuscito a rovinare il mio supereroe DC preferito, One Million sono sicuro meriti una possibilità. E forse anche più d’una. E poi bisogna ammetterlo: gli Omnibus della RW sono belli belli belli, quasi quanto quelli della Panini. Se non di più.

one million 2

4) The Green Team e The Movement (RW Lion)

Da dove cominciare a parlare di questo dinamico duo? Francamente non lo so. Queste due nuove serie, annunciate una il mese scorso e una questo mese, potrebbero facilissimamente entrare e uscire in sordina dal mondo del fumetto. D’altro canto nessuno ne aveva mai sentito parlare. Almeno fino al marzo scorso e al numero 189 di Mega nel quale veniva annunciata la versione americana di questo strambo progetto. In quelle poche righe di descrizione, nascoste nella sezione International Comics di cui non frega niente a nessuno, si spiegava come The Green Team fosse un vecchio progetto fallito degli anni ’70, morto dopo meno di una manciata di pubblicazioni. E allora perché riprenderlo ora? Bah, un po’ perché la stagione dei reboot non è, evidentemente, ancora finita e un po’ perché magari a qualcuno è venuta una buona idea. Magari poi non sarà ben sviluppato, e magari mi sto sognando tutto, ma il presupposto di base sembra interessante: due testate gemelle ma opposte con da un lato il Green Team, quell’uno per cento di popolazione ricca e agiata che può permettersi il capriccio di fare ciò che vuole, quella fetta di persone cui dovrete chiedere supporto se mai vorrete partire per un avventura o vorrete sterminare la Justice League; dall’altro lato il Movement, quella vasta base di persone non identificate, comuni, che devono difendersi dai soprusi di chi ha più potere di loro. Due fazioni contrapposte? Forse. L’idea mi aggrada anche se bisognerà stare a vedere quanto le due serie procederanno intrecciandosi, magari offrendo punti di vista diversi degli stessi problemi, delle stesse situazioni. Di certo l’impatto mediatico dei teaser proposti a marzo scorso funzionava, ora bisognerà toccare con mano e decidere con chi schierarsi. Con l’1% o con il 99%?

green team - movement

3) X-Men: La Battaglia dell’Atomo (Panini Comics)

Devo ammettere di essere elettrizzato fin troppo per questa saga di cui, non posso negarlo, non so un accidente di nulla. Nulla. So soltanto che coinvolgerà tutte le testate mutanti: All New X-Men, Uncanny X-Men e Wolverine e gli X-Men. Un capitolo per ciascuno non fa male a nessuno, in quella vecchia e brutta tradizione Panini che costringeva all’acquisto di un mare di testate diverse se si voleva seguire il crossover, testate che poi non si sapeva come archiviare. So anche che, grossomodo, il tutto dovrebbe concludersi in un paio di mesi, quindi sarà breve ma (speriamo) intenso. Quello che non so è la trama dell’evento. Probabilmente i vari gruppi di mutanti che attualmente girano a piede libero per il mondo, stando più attenti a farsi la guerra che a non fare disastri, si meneranno per bene, e magari il Ciclope cattivo rinsavirà. O magari no. Comunque non si spiega ancora perché questo evento di cui non vi sto dando nessuna informazione stia qui, sul gradino più basso del podio. Il motivo è che c’è un’altra cosa che so. Il mondo mutante post Marvel Now! è finalmente di nuovo bello. Bendis è riuscito a imbastire un palcoscenico sfaccettato e davvero interessante da una situazione apparentemente senza uscita. Una situazione sia qualitativa che narrativa imbarazzante dalla quale non credevo si sarebbe potuti risollevare, quantomeno non così in fretta. Invece Bendis è sempre Bendis e riesce a rimettere insieme i cocci in modo incredibile e a fare qualcosa di davvero interessante. I Nuovissimi X-Men e Gli Incredibili X-Men sono tra le testate più belle del rilancio Marvel: filano lisce e riescono a divertire e ad essere intriganti, e ogni mese aspetto con ansia l’uscita del numero successivo. Francamente non vedo l’ora di leggere questo crossover.

battle of the atom

2) Il Mondo Quadridimensionale (Hikari)

Forse l’effetto migliore di quello che mi dicono essere un mediocre film su Capitan Harlock (già, non sono ancora riuscito ad andarlo a vedere) è la rinata attenzione verso un autore che mancava dagli scaffali da troppo tempo. Tra il suo Galaxy Express 999 pubblicato da Panini e altri diritti sparsi tra gli acquitrini distributivi di Hazard e della defunta d/Books sembrava esserci davvero poca speranza per il povero Matsumoto. Poi pian pianino qualcosa si è mosso, soprattutto per merito di RW, fino agli annunci attuali che non possono che suscitare un cauto ottimismo: la ristampa di Capitan Harlock prima e Il Mondo Quadridimensionale poi. 376 pagine di racconti brevi firmati dal grande maestro e proposti al pubblico da Hikari, che non fa che regalarci delle gioie e si piazza sempre nella parte alta della classifica con ogni sua iniziativa. Che altro aggiungere? Matsumoto è un grandissimo autore e questa raccolta di racconti si preannuncia una grandissima possibilità per meglio comprenderne la poetica.

1) Saga 3 (Bao Publishing)

Vabbè, questo primo posto necessita di poche spiegazioni. Il terzo numero di Saga. Finalmente. L’attesa stava cominciando a diventare snervante. Per chi non lo sapesse Saga, di Brian K. Vaughan e Fiona Staples, è IL fumetto di questo decennio. Bellissimo sotto ogni punto di vista, popolato di personaggi meravigliosi, pervaso da una narrazione che ti tiene incollato alle pagine raccontando una storia semplice e reale e al contempo complessa e fantastica. Impossibile non innamorarsi di questo capolavoro che finalmente si arricchisce di un altro volume. Imprescindibile. Fondamentale nella libreria di ogni appassionato di fumetti.

E anche questo mese siamo giunti alla fine della top15 delle novità. Spero di esservi stato utile in qualche modo e che vi siate divertiti, o almeno non annoiati, a leggere queste pagine. Se volete commentare trovate l’apposito tasto qua sotto e per il resto… bè, alla prossima!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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