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Così ha inizio

Salve a tutti e bentornati! Siate carichi d’entusiasmo perché, come preannunciato, si comincia. Posticipiamo per un po’ la classifica delle anteprime di questo mese, che peraltro temo sarà piuttosto scarsa, per iniziare la nostra serata di gala.

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Immaginate di trovarvi in una di quelle grosse città americane da telefilm, Los Angeles o New York vanno benissimo. Vi state avvicinando, a bordo della vostra Limo, all’enorme edificio dove la cerimonia più cool dell’anno sta per cominciare. Il Guanto da Forno d’Oro. Siete in ritardo ma non troppo, giusto per sottolineare la vostra presenza e, non appena scendete dall’auto e poggiate il piede destro sul red carpet, venite accecati da un mare di flash e uno scroscio di applausi. Vi guardate fugacemente attorno e vi accorgete di essere al centro di un enorme ciclone fatto di giornalisti, incuriositi e invidiosi passanti e, soprattutto, un macello di star e vip. Ci sono tutti. In un angolo Alan Moore sta intrattenendo Geoff Johns e Joe Quesada con dei trucchi di magia che servono tuttavia a mascherare gli anatemi che sta lanciando contro di loro con l’altra mano. Dall’altra parte Robert Kirkmann gironzola con un drink in una mano e uno zombie al guinzaglio nell’altra. Verso l’ingresso intravvedete un piagnucolante Akira Toriyama che singhiozza “ma nessuno vuole sapere chi sia la mamma di Goku?” riscuotendo tuttavia poco successo. E poi ci sono Warren Ellis, intento a rollarsi una canna, Garth Ennis che picchia un bambino e Inio Asano, depresso come al solito. Insomma, davvero un sacco di gente importante, tutti giunti lì per partecipare alla serata di gala.

Ecco, non è che stia andando esattamente così. Ho provato a scrivere ad Alan Moore che mi ha risposto inviandomi una bambola di pezza con un chiodo nel cuore, mentre l’agente di Kirkmann scrive con molta franchezza che l’artista “ha da fare”. Bene, allora niente premio per te, caro Robert. Solo Toriyama ha confermato entusiasticamente la sua presenza, ma solo a patto che compri tutti gli eventuali seguiti di DragonBall.

Vabè, torniamo nella realtà. Questo è il primo della serie di articoli riguardante i Guanto da Forno d’Oro Awards. Sono super-emozionato. In fin dei conti rimane un evento parecchio importante per Dailybaloon. In queste righe volevo spiegare un po’ quali e perché saranno le categorie premiate, in primo luogo, e magari divagare un po’ se il tempo ce lo permetterà. Quindi cominciamo.

Partiamo subito dicendo che, di tutti i premi (tranne uno), ve ne sono due versioni: una per i manga e una per il comic americano. All’inizio pensavo di fare un unico premio per categoria, ma poi ho pensato che confrontare mele e biscotti non aveva poi molto senso, e così eccoci qua. Abbiamo già il doppio dei premi, ma credo che questo sia un procedimento più onesto. Ho anche deciso di lasciare fuori il fumetto europeo e quello sudamericano perché, francamente, ne so fin troppo poco e ne leggo fin troppo pochi per esprimere un giudizio vero. Sarebbe andata a finire che l’unico fumetto francese che ho letto quest’anno avrebbe vinto tutti i premi disponibili solo perché era l’unico i concorso, e non mi pareva giusto. Quindi niente Orfani in gara, fumetto di cui a malincuore dovremo riparlare a breve, e soprattutto niente Zerocalcare, fuori dalle scatole.

Piccola chiosa. Il tempo. Il tempo un tempo, era un valzer moderato… Il periodo di tempo preso in considerazione è approssimativamente l’anno solare che va da febbraio a febbraio, e tutte le pubblicazioni che hanno visto la luce in questo lasso di tempo sono state prese in considerazione. In virtù di ciò non ci saranno nomination, mi spiace, considerate in nomination qualsiasi fumetto uscito nell’anno passato.

Quindi, dicevamo, categorie. Per manga e comics abbiamo Miglior Serie Nuova e Miglior Ristampa. La prima premia la miglior serie il cui primo numero sia uscito negli ultimi dodici mesi anche non necessariamente terminata, mentre la seconda semplicemente il miglior fumetto dell’anno che sia almeno alla seconda stampa in Italia. Viene considerata soltanto l’opera in sé, mentre per nessuno dei due casi viene presa in considerazione la qualità “tipografica” dell’edizione che invece rientra in… Miglior Edizione, ovviamente. Abbiamo poi Miglior Miniserie/Graphic Novel, premio unico che tiene conto di entrambe le categorie perché spesso distinguibili soltanto per la scelta dell’editore di stamparle in volume piuttosto che in albi. Anche qua stesse regole di prima: lavori pubblicati nell’ultimo anno e per i quali si è considerato soltanto il contenuto dell’opera, e non la sua veste editoriale.

Ed ora tocca all’unico premio esclusivamente americano, senza la controparte nipponica. Miglior Evento/Crossover. Tradizione del fumetto supereroistico e pratica incredibilmente abusata dagli accoliti di Topolino, almeno negli ultimi dieci anni, il crossover è comunque un momento carico di tensione, un ciclo narrativo che abbraccia più testate che si intrecciano dando talvolta vita ad affreschi profondi ed interessanti. Questo premio non avrebbe avuto senso nel campo manga, ma credo che per il fumetto americano sia piuttosto interessante, quindi eccolo qua a rompere la bella simmetria che avevamo finora. E siamo quasi alla fine. Si avvicinano i tre premi davvero importanti. Primo: Miglior Disegnatore, che credo riserverà delle sorprese. Chi vincerà tale premio lo farà per un lavoro in corso di pubblicazione negli ultimi dodici mesi ma anche per la sua carriera in generale, quindi nella descrizione mi riferirò prevalentemente ad un opera ma senza escludere sguardi al passato che ci permetteranno di fare confronti e ricamare riflessioni, quando possibile. Stesso identico ragionamento per Miglior Scrittore, che seguirà lo stesso modus operandi.

Ed eccoci qua. Il premio più importante, o almeno quello che considero tale. Verrà assegnato per ultimo e sarà… rullo di tamburi. Miglior Serie. Senza nessuna limitazione. Basta che ne sia uscito almeno un numero nell’ultimo anno. Questo, assieme a Miglior Grapphic Novel in realtà, è il premio che considero più rilevante perché mi rendo conto che, probabilmente, i vincitori come Miglior Serie Nuova non sarebbero nemmeno sul podio se avessero dovuto confrontarsi con un gruppo di avversari più ampio. Miglior Serie è il premio che definisce, tolte le Graphic Novel che hanno appunto una categoria a parte, i due migliori fumetti dell’anno, quelli che consiglio assolutamente, che ritengo meritevoli sul lungo periodo, che hanno saputo essere nel corso del tempo opere mature capaci di superare la prova dello scorrere dei mesi, vincendo la noia con idee resistenti ed intriganti.

Con questo direi che abbiamo finito la carrellata. Chiaramente se avete dei dubbi o se non condividete le categorie o il modo in cui sono intese trovate qua sotto la finestra dei commenti nella quale potete, anzi siete invitati, a dire la vostra. Spero di avervi messo almeno un po’ di curiosità che, comunque, sarà soddisfatta a breve! Spolverate lo smoking, la serata di gala sta per avere inizio.

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