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Guanto da Forno d’Oro – Miglior Evento/Crossover e Miglior Edizione

Mi scuso in anticipo per questo che probabilmente sarà il meno interessante degli articoli riguardanti il Guanto da Forno d’Oro, spero che giunti alla fine capirete perché ho deciso di scriverlo comunque. La prima categoria premiata è, come si può evincere dal titolo poco criptico, Miglior Evento/Crossover che per ovvi motivi tiene in considerazione solamente comics in continuity. Prima di partire vorrei però dire due parole sul perché ho deciso di premiare questa categoria che potrebbe, a prima vista, apparire di secondo piano.

Nel mondo del fumetto supereroistico odierno il concetto di “evento”, inteso in senso più o meno lato, sta assumendo sempre maggior importanza e soprattutto sempre maggior frequenza. Questo dato di fatto è sicuramente dovuto a innumerevoli motivi, calcoli e considerazioni tra le quali ne spicca, per quanto mi riguarda, una: l’aspetto economico. Stampare il maxi-evento è una fonte incredibile di guadagni in un modello editoriale che comincia, altrove, a vacillare. La possibilità di proporre cover variant ed edizioni limitate è già di per sé un guadagno sicuro, senza contare poi che scrivendo un crossover tra più testate si pigliano i fan di tutti i personaggi che ne fanno parte. Insomma, per come la vedo io è più una questione di marketing e ciò, per quanto da questo tipo di progetti siano uscite più volte delle belle storie, secondo me ne sminuisce in generale il valore. Anni fa le testate, per quanto in continuity le une con le altre, andavano abbastanza per conto loro seguendo cicli narrativi solitamente molto più fruibili di ora. I crossover poi erano eventi davvero rari e, in un certo senso, drammatici; basti pensare alle varie Crisi cui abbiamo assistito (quelle con la c maiuscola però). Ora tutto serve solamente a vendere un maggior numero di testate, rendendo talvolta impossibile capire ciò che si sta leggendo senza procurarsi altri tre o quattro spillati, che a loro volta ne necessiteranno altri e così via. In questo scenario Marvel è riuscita, da Civil War in poi e sempre con frequenza crescente, a trasformare tale grossa operazione di marketing in un un’arte: non passa mese senza una qualche run “fondamentale” o team up rivoluzionario, la cui qualità ha talvolta dell’imbarazzante (e sì, sto parlando di Age of Ultron). Salvo poi che la storiografia che si va così creando è per la maggior parte dei casi soltanto apparenza, con eventi insignificanti cancellati appena dopo il loro termine. Comunque, sto divagando. Come dicevamo in apertura vuoi per un motivo o vuoi per un altro il maxi-evento, il crossover, la run di svolta e via discorrendo stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella narrazione supereroistica e, per quanto la cosa non mi faccia sempre fare i salti di gioia (e sì, parlo ancora di Age of Ultron che piuttosto mi ha fatto fare i salti di nausea), bisogna prenderne atto. Quindi prendiamone atto e…

 mondoputrido

MONDO PUTRIDO

Non a caso il vincitore di questa prima edizione del Guanto da Forno d’Oro è sì un crossover, ma non è Marvel. Forse la politica dell’evento a tutti i costi non ha pagato, o forse qualcos’altro, ma rimane che Mondo Putrido, Rotworld in originale, mangia in testa a qualsiasi altro crossover dell’anno (per non esser volgari). L’idea di fondo nasce dai due primi numeri di Swamp Thing di Scott Snyder e di Animal Man di Jeff Lemire, che pongono già le basi per questa meraviglia.

rotworld WALL

Il soggetto è se vogliamo piuttosto semplice. Le tre forze della natura, di per sé né buone né malvagie, sono il Verde il Rosso e la Putrefazione, ognuna con il proprio Avatar, e sono sempre in lotta tra loro nel tentativo di una supremazia che non può in nessun caso essere raggiunta, perché è l’equilibrio tra tutte e tre che permette ad ognuna di esistere. Solo che in questo particolare momento storico, con Alec Holland instabile dopo aver ritrovato la propria umanità (rimasugli del Giorno più Splendente) e con l’Avatar del Rosso ancora giovane e inesperto, la Putrefazione si trova in una posizione avvantaggiata e rompe l’equilibrio.

La trama, che ripeto pone le sue radici fin dall’inizio delle due testate gemelle e che potrebbe forse apparire fin troppo lineare, giunge al suo culmine su Mondo Putrido, un distopico possibile universo futuro in cui la Putrefazione ha vinto e nel quale Swamp Thing e Animal Man si trovano a lottare per la sopravvivenza propria e di ogni essere vivente rimasto. Ed è in questo mondo morto che la narrazione decolla, sia nei dialoghi che nelle situazioni. Anche dal punto di vista estetico è tutto particolarmente curato, riuscendo a trasmettere perfettamente l’idea di “qualcosa non va” con apice nelle versioni corrotte degli eroi che ben conosciamo, grottesche e perverse deformazioni di tutto ciò che rappresentano.

rotworld COLLAGE

Concludendo. Rotworld è una gran bella storia che tiene il lettore incollato alle pagine dall’inizio all’interessante fine. Gli autori sono riusciti a creare una specie di sotto-continuity che se ne frega del resto dell’universo DC e, a dirla tutta, anche del resto dell’universo Dark (almeno in prima approssimazione) dimostrando che si può scrivere un evento profondo, complesso, definitivo e soprattutto bello senza necessariamente coinvolgere milioni di testate e valanghe di personaggi. Basta avere delle belle idee, per quanto semplici, e saperle comunicare. Non occorre altro.

Prima di passare alla seconda categoria, che vi annuncio sarà estremamente breve per non scadere nella noia, piccola premessa dato che questa categoria, Miglior Edizione, necessita di più spiegazioni di qualunque altra.

Non vorrei scadere nella banalità e nella retorica, ma viviamo in un mondo (o in un Paese se preferite) che disprezza e denigra tutto ciò che non conosce, che non è consolidato. E in questo grande insieme, tra le altre cose, possiamo senza fallo annoverare il fumetto, di qualsivoglia forma e provenienza. Per ogni appassionato e per ogni cultore ci sono dieci persone spaventate dall’evolversi del mondo attorno a loro, pronte ad offendere e deridere chiunque abbia a che fare con questa “sottospecie di letteratura per bambini troppo scemi per studiare” che chiamiamo fumetto. Così è sempre stato e così sta continuando ad essere. E sono fin troppo poche le persone che trattano questo medium per quello che è davvero, con la dignità che merita. Troppo poche anche tra gli addetti al settore, tra gli “esperti”. Ma io mi chiedo. Come facciamo, come comunità di appassionati di fumetti (ammesso che tale comunità esista), a pretendere il rispetto che meritiamo quando noi stessi non ci prendiamo sul serio? Quando noi stessi trattiamo la nostra passione come qualcosa di serie b? La fanbase dovrebbe rivoltarsi al solo pensare ad aborti come le ultime edizioni di Fables e di Y The Last Man. Il concetto stesso che ne sta alla base è aberrante e distrugge, da solo, qualsiasi forma di dignità si voglia attribuire al medium fumetto. L’idea che l’edizione non conti nulla, che colori e formato siano cose cui si può rinunciare pur di spendere meno, è segno di un’endemica mancanza di rispetto aggravata dal fatto che viene non dall’intellettualoide ignorante che disprezza perché non conosce, ma da gente che si suppone sappia il fatto suo. Perché il messaggio che sta passando è nient’altro che questo. Il fumetto è una lettura di serie b, di quelle che si comprano all’edicola della stazione prima di prendere il treno se ci si è dimenticati il libro a casa e se hanno finito gli Harmony. E quindi l’unico requisito che deve avere è che deve costare poco. Null’altro. E invece io, come appassionato e lettore, esigo il dovuto rispetto per me e per ciò di cui mi occupo, in particolar modo da chi dovrebbe capire di cosa parlo.

In questo scenario ho ritenuto importante assegnare un premio alle migliori edizioni dell’anno. Edizioni che non hanno paura di prendersi sul serio, di sbattere in faccia ai detrattori il loro valore, già a partire dalla copertina. Edizioni che non scendono a compromessi, che non sacrificano colori, dimensioni, qualità di carta e stampa in virtù di un finto risparmio. Edizioni superbe in un medium che spesso non riesce ad arrivare nemmeno ad edizioni “dignitose”. Non spiegherò perché ho deciso di premiare esattamente queste due perché, credo e spero, sarebbe superfluo. Chiunque le abbia avute per le mani, anche soltanto per poco in fumetteria, sa di cosa sto parlando. Quindi ecco i premiati.

THE SANDMAN e BUONANOTTE, PUNPUN

thesandman

buonanottepunpunedizione

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Con questo si chiude la prima parte di questa premiazione. Da domani (o dopodomani se va male) si comincia con le categorie importanti, con i premi prestigiosi. Nell’ordine avremo: Miglior Graphic Novel, Miglior Scrittore e Miglior Disegnatore e dulcis in fundo Miglior Serie. Alla prossima!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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