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Addio alla Lanterna Geoff Johns

Lanterna-VerdeE così, dopo una decina d’anni, si conclude l’immensa impresa del grande Geoff Johns alla direzione dell’universo di Lanterna Verde. Con il numero 20 della serie originale, pubblicato in Italia da RW sul numero 23 dell’antologico mensile, giunge la fine. Non è certo una sorpresa, la notizia rimbalza sul web da molto prima che l’albo venisse pubblicato in patria (quindi da un bel po’), ma resta comunque quella sensazione amara che si prova, a metà tra la bocca e lo stomaco, quando qualcosa di bello finisce.

Non è morto, ha solo smesso di scrivere Lanterna Verde...

Non è mica morto, beninteso, ha solo smesso di scrivere Lanterna Verde…

Perché bisogna essere onesti: Lanterna Verde è diventato un personaggio, una testata, un mondo, bello. E questo principalmente grazie al talento dello scrittore statunitense, che ha saputo rendere vasto ed organico un universo che con estrema facilità sarebbe potuto scadere nella banalità e nella scioccheria. Alan Moore, che peraltro non viene citato nella lettera di ringraziamento finale, può rodersi il fegato d’invidia quanto vuole. Può sbraitare quanto vuole che il comic è morto, che nessuno ha più idee, che tutti non fanno che pescare da proposte che lui aveva messo sul tavolo decenni fa. Faccia pure: di dire “questa cosa io l’avevo pensata per primo, e a dir la verità anche un po’ meglio” siamo capaci tutti. Ma non tutti abbiamo il genio per dimostrarlo e soprattutto, per quanto riguarda lo sciamano (che non è certo privo di genio) in particolar modo, non tutti abbiamo le palle per rimanere al proprio posto e lavorare pian piano per costruire qualcosa di grande dalle fondamenta. Troppo facile guardare il personaggio che Lanterna Verde è diventato e dire “in realtà è merito mio”. Troppo facile.

Johns avrà pure pescato l’idea dello spettro emozionale e della Guerra dei Colori da quella vecchia e controversa storia scritta dallo sceneggiatore di Watchmen, ma ha saputo evolverla in maniera vibrante dandole la brillante forma che ben conosciamo. Ha saputo prendere un personaggio piuttosto debole, concettualmente almeno, quale è Hal Jordan e renderlo una figura imponente circondata da comprimari ancora più imponenti.

Perché la forza di Lanterna Verde sta principalmente nei suoi comprimari, dai compagni poliziotti ai subdoli Guardiani di Oa per arrivare al tripudio di personalità raggiunto con l’introduzione degli altri corpi. Ogni aspetto dello spettro emozionale è magnificamente rappresentato da personaggi iconici e mai banali che entrano di prepotenza nell’immaginario del mondo legato a quell’Hal Jordan così piatto se lasciato da solo ma così profondo quando rapportato a nemici ed alleati. Dapprima l’introduzione delle Lanterne Gialle, il corpo della paura, guidate da Sinestro, onestamente uno dei personaggi meglio riusciti in casa DC. Poi gli altri corpi con i loro personaggi di spicco: l’Agente Arancione Larfleeze, Atrocitus e Bleez, il Santo Viandante, la criptica Tribù Indaco. Poi la scoperta delle altre entità, oltre a Parallax, e l’avvento delle Lanterne Nere e della Luce Bianca. Ed infine l’arida pazzia dei Guardiani e la lotta con la Prima Lanterna.

Green-Lantern-20-Gatefold-fold-out-spread-by-Ethan-Van-Sciver-for-End-of-Geoff-Johns-run

Sono momenti e personaggi indimenticabili che ci hanno accompagnato negli anni verso questo degno finale. Finale di cui non dirò altro per non rovinarne l’impatto a chi non l’avesse ancora letto. Johns, che è attualmente al lavoro su una miriade di altre testate che necessitano del suo aiuto per stare a galla (battuta nascosta), lascia le pagine di Lanterna Verde in altre sperabilmente abili mani.

A noi non resta che ringraziarlo per aver alzato il livello. Per aver saputo, negli alti e bassi di una run decennale, costruire qualcosa di così grande e consistente da non farci rimpiangere il tempo investitoci.

E alla fine, nonostante un po’ di amarezza, non ci dobbiamo abbattere. D’altro canto, e come ogni volta, andrà tutto bene.

Lanterne blu 2

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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