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Top10 delle anteprime di aprile

Salve a tutti e bentornati in questa nuova classifica delle novità. Causa festività varie, purtroppo, questo mese non sono riuscito ad accaparrarmi Mega e dunque ho dovuto arrangiarmi con la sola Anteprima: in questa top c’è difatti una soverchiante sovrabbondanza di novità Panini, che questo mese sembra sbaragliare la concorrenza. Sarà veramente così o è solo un’illusione creata dalla miglior impaginazione che la rivista modenese riserva unicamente alla propria casa editrice? Ma bando alle ciance e via con la posizione numero… 11?

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11) Batman: mai più grandi opere DC (RW Lion)

Mai più grandi opere DC. Mai più.

Mai più grandi opere DC. Mai più.

A proposito di impaginazione infame… Batman scopre che a uccidere i suoi genitori sono stati i migliori scrittori della DC comics e inizia quindi una improbabile crociata contro la famosa casa editrice al grido di “mai più grandi opere DC”.

Riuscirà il crociato incappucciato a fermare l’avanzata dell’editore?

10) All You Need is Kill (Panini)

all you need is kill 1

Ma passiamo alla classifica vera, che comincia con tante tante perplessità. All You Need is Kill, manga illustrato da nientepopòdimenoche Takeshi Obata (DeathNote, Bakuman, Hikaru No Go, Ral Grad (questo non ve lo ricordavate, vero?))e tratto dal romanzo di Hiroshi Sakurazaka da cui sta per arrivare pure un film. Addirittura? Sì, addirittura. E allora dove sono le perplessità? Sono nel soggetto o almeno nel modo in cui ci viene venduto: un soldato bloccato in un loop temporale e costretto a vivere sempre la stessa battaglia ogni giorno è un’idea talmente già sentita ed esplorata che è difficile immaginarsi dei risvolti interessanti o inaspettati. Staremo a vedere ma, francamente, dubito ne uscirà qualcosa di più del solito action-shonen con più brillantini che sostanza…

9) Sex – Una dura estate (Panini)

sex 1Anche questa nona posizione sa molto di già sentito e, devo ammetterlo, non fosse stato per quella grande “i” di Image Comics (sempre più spesso sinonimo di qualità) in alto a destra nella copertina, questo Sex – Una dura estate non l’avrei nemmeno preso in considerazione. L’argomento trattato di per sé sarebbe anche interessante, per quanto di certo non innovativo: supereroi nel mondo reale. Quello che mi fa storcere il naso è che, da The Boys in poi, sembra che trattare la faccenda in maniera “adulta” significhi per forza buttarci dentro sesso, droga, perversioni e via discorrendo come se piovesse. Sarò io, ma comincio a pensare che il sillogismo “potere assoluto uguale perversione assoluta” sia piuttosto superficiale e infantile, in particolar modo se tinteggiato con questo finto cinismo e questo gusto per l’eccesso che tanto fa arrapare i tredicenni d’oggi. Un po’ come se l’eroe “buono” fosse una figura ormai superata e bisognosa di acquisire credibilità “sporcandosi le mani”. Di nuovo, sarò io, ma non sono sicuro che questo sia il modo… Comunque staremo a vedere. Come già detto quella bella “i” ultimamente tende ad essere sinonimo di qualità, e il tema “supereroi e perversioni sessuali” ha bisogno prima di tutto di qualità. E di buon gusto.

8) Batman – Vita dopo la Morte (RW Lion)

Questo è proprio un gradito ritorno. Non è certo una di quelle saghe di Batman che ti entrano dentro e ti conquistano, cambiando per sempre lo status quo non solo dell’Uomo Pipistrello ma dell’intera industria del fumetto. È tuttavia una di quelle storie ben scritte (da Tony Daniel) e ben disegnate (da Guillem March, nella seconda metà) che si lasciano leggere più che bene. Personalmente la ricordo come uno dei pochi prodotti buoni di quel vortice di bruttezza in cui era caduto il personaggio nella seconda metà della gestione Morrison. Vita dopo la Morte è un buon thriller ambientato in una Gotham molto diversa da quella di oggi con Dick Grayson che indossa il mantello del Pipistrello dopo la (apparente) morte di Bruce, e pochi, pochissimi super-criminali in circolazione. Ah sì! E l’Enigmista che diventa buono.

Può essere che quest’albo necessiti di un po’ di backtracking su testate parallele per capire meglio il contesto di continuità in cui si colloca, ma rimane comunque una lettura piacevole che consiglio soprattutto a chi vuole recuperare quello che di buono c’è del passato recente di Batman.

7) L’Impero dei Morti (Panini)

George Romero ai testi e Alex Maleev alle matite. È davvero necessario aggiungere altro?

empire of the dead 2

6) Seizon – Life (Panini)

seizon lifeDevo ammettere di non conoscere né lo scrittore né il disegnatore di quest’opera, rispettivamente Nobuyuki Fukumoto e Kaiji Kawaguchi, ma le premesse ci sono tutte. Stando ad AnimeClick Seizon – Life racconterà le gesta di un padre disperato che decide di dedicare gli ultimi giorni della propria vita alla ricerca dell’assassino di sua figlia. Se la narrazione sarà all’altezza delle premesse e dello stile grafico vagamente retrò e fortemente espressivo potremmo aver per l mani un ottimo esponente di un genere spesso poco considerato nei manga, che di gialli/thriller ne vedono ben pochi.

5) 1985 (Panini)

1985 1

Ed entriamo nella parte calda della classifica con questo 1985 di Mark Millar. Strana cosa, 1985. Ricordo che quando lo lessi per la prima volta (in prestito da un amico) non ne rimasi particolarmente colpito. I super-cattivi che riescono ad arrivare nel mondo vero? Certo, era una buona storia, sapientemente scritta con colpi di scena e idee dosati perfettamente e, forse soprattutto, meravigliosamente illustrata, ma nella mia mente era rimasta solo “una bella opera, godibile ma niente più”. Eppure quando ne ho avuto l’occasione non ho potuto fare a meno di comprarla, e tuttora mi capita di riprenderla per mano per sfogliarla di nuovo. È una di quelle storie che nessuno direbbe “la devi avere per forza”, tipo Watchmen o Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, ma è anche una di quelle storie che prima o poi tutti leggono. E soprattutto tutti apprezzano. È un’opera con poche pretese, assolutamente senza l’arroganza di voler essere “un capolavoro” e forse la sua forza è proprio questa. Ora viene riproposta nel bellissimo ed economicissimo formato Best Sellers: a sei euro questo bel racconto va comprato.

1985 2

4) Lo Squadrone Supremo (Panini)

squadrone supremo

Anche qui, come nel caso dell’Impero dei Morti ma per altri motivi, c’è poco da dire. Lo Squadrone Supremo di Gruenwald è una di quelle opere di cui si sente sempre parlare quando ci si riferisce a quel periodo d’oro della letteratura supereroistica che fu la seconda metà degli anni ottanta. Personalmente conosco poco sia dell’autore che della storia, a parte il fatto che il gruppo dovrebbe essere una specie di controparte Marvel degli eroi DC. Una di quelle cose che se provi a farle adesso vieni sommerso dalle denunce. Comunque, a parte questo ne so davvero poco. Però ne ho davvero sempre sentito parlare, e questo immagino significhi dire qualcosa. E poi questa copertina di Alex Ross… Acquolina.

3) L’Usuraio (Panini)

usuraio 1Che dire di questo fumetto? In realtà ben poco. È l’opera prima di tal Shohei Manabe e tratta il tema dell’usura. Usura vista però dagli occhi dell’usuraio. Un punto di vista atipico, poiché è decisamente più facile raccontare questo tipo di vicende mettendosi nei pani delle vittime, per le quali è più facile provare empatia e pietà. Vedere il mondo dagli occhi di Ujishima (l’usuraio, appunto) sarà tutt’altra cosa: durezza e violenza, sia fisica che psicologica, non mancheranno e di certo lo scopo non sarà farci pensare “poverino”. Devo ammettere di essere piuttosto intrigato: sentivo la mancanza di un’opera “cruda” ma onesta, in cui la violenz è parte della storia ma il fine non è scioccare o eccitare il lettore. Sono molto fiducioso, e il contenuto prezzo di copertina (quattro euro e venti) è più che interessante.

2) Suzuka (Star Comics)

suzuka 1So cosa state pensando. Questo shojo da due soldi non merita una posizione così alta in classifica. E forse avete ragione. A mia discolpa vorrei dire però un paio di cose. La prima è che l’altro manga di Kouji Seo pubblicato in Italia mi sta piacendo molto. Parlo di A Town Where You Live, edito da GP Publishing e arenato nei meandri di una gestione editoriale che definire confusa è farle un favore. Mi sta piacendo davvero molto perché è esattamente il tipo di lettura che mi aspettavo fosse: tra alti e bassi si è confermato essere un manga romantico leggero ma non banale, che utilizza i cliché del caso ma non è schiavo, capace di appassionare e divertire facendo affezionare ai personaggi. Da questo Suzuka, di quattro anni precedente al fratellino, non mi aspetto di meno. Le premesse sono anche questa volta un po’ forzate, messe lì giusto per far partire la storia (come da miglior tradizione shojo, del resto), ma mi aspetto che nel corso dei diciotto volumi la narrazione prosegua frizzante e godibile come in A Town Where You Live. Mi aspetto anche che esca più regolarmente del fratello, magari sempre mensilmente, ma questo è un altro discorso.

suzuka 2

La seconda cosa che vorrei dire a mia discolpa è che c’è una grosso bisogno di shojo belli, non se ne vedono in giro da un sacco di tempo. Non vorrei sembrare un vecchio perso nelle memorie di tempi migliori, ma ricordo un tempo in cui i manga romantici di qualità esistevano e non erano relegati alla sola attenzione di ragazzine in piena crisi ormonale. E non parlo necessariamente di capolavori come Video Girl Ai, ma anche di cose più leggere e con meno pretese, ma non per questo più stupide. Ora il genere pare essersi arenato in boiate con vampiri e zombie e in storie di un melenso o di un volgare nauseante. Per non parlare dello stile disegno, fermo a vent’anni fa. E quindi le ventate d’aria fresca come i più che dignitosi lavori di Kouji Seo sono più che gradite, nella speranza di una resurrezione per un genere che sembra avviato inesorabilmente verso il viale del tramonto.

E quindi, contro ogni probabilità, Star Comics riesce ad arrivare al podio di questa Top con uno shojo che, se devo essere onesto, aspettavo da tempo. Il formato brossurato senza sovraccoperta, poi, non è che una gradita sorpresa: in un mondo fatto solo di volumi di lusso questo ritorno al classico formato del passato mi fa davvero un gran piacere. Forse sto proprio diventando un vecchio nostalgico.

1) Batman – Il Lungo Halloween (RW Lion)

lungo halloween 3

Era stata buttata lì a giugno la notizia che sarebbe tornato disponibile, ma poi non se n’è saputo nulla e nessuno l’ha visto. Ora, finalmente, Il Lungo Halloween ritorna davvero. Questa è una di quelle opere entrate col botto nel firmamento dei capolavori di Batman e che non hanno mai lasciato il loro posto, addirittura migliorando con il tempo. Ed è una riedizione da non lasciarsi scappare.

lungo halloween 2

Il Lungo Halloween è un capolavoro estetico e narrativo: i disegni di Tim Sale sono prodigiosi e la storia di un Jeph Loeb in ottima forma mostra quanto di meglio lo scrittore ha da offrire. L’abbiamo già detto più volte, ora è il momento di ribadirlo: questa è una delle sei opere dell’Uomo Pipistrello che ogni appassionato di fumetti deve avere. Sette se contiamo pure il seguito, Vittoria Oscura. Unica pecca che comunque non riesce a spostare questa bellissima notizia dalla prima posizione è l’edizione che, sarà una mia impressione, sembra parecchio costosa: 37 euro decisamente non sono pochi (soprattutto considerando che la versione precedente ne costava 25). Ma comunque si tratta di un vero e proprio must have, introvabile da troppo tempo e finalmente, tra poco, di nuovo disponibile.

E con questo chiudiamo qua la top11 delle novità proposteci questo mese, spero la carrellata vi sia piaciuta. Dunque non mi resta salutarvi, ci vediamo alla prossima.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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One thought on “Top10 delle anteprime di aprile

  1. Una postilla d’obbligo, a seguito dell’uscita di Suzuka 1. Il volume (e quindi credo l’intera serie) ha la sovraccoperta, diversamente da quanto qui annunciato. E la cosa mi indispettisce per due motivi. Uno, come detto qua, secondo me il formato “economico” ci stava di brutto. Due, ma possibile che non fosse segnalata? Perché vi giuro che non lo era, e potrei allegare documentazione fotografica. Ma solo io ho l’impressione che qualcuno (non so esattamente in che punto della filiera, se alla Star o direttamente nella redazione di Anteprima) non prenda abbastanza sul serio l’importanza di una corretta informazione…

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