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Guerra digitale, si può?

Buongiorno a tutti e bentornati su questa pagina. Oggi volevo scrivere una recensione ma, pensandoci, non ho nulla da recensire: è un po’ che sono arenato su una lettura che mi sta impegnando anima e corpo e sono un po’ a corto di materiale fresco. Quindi quale momento migliore per riprendere la nostra dissertazione sui fumetti digitali? Chi si fosse perso le parti precedenti del discorso e volesse recuperarle le può recuperare qui, qui e qui. Intanto si continua con un altro pezzo del puzzle, che pian piano sta prendendo forma e diventando abbastanza grande. Oggi parliamo di guerra, anche se in senso figurato.

console war

Chi di voi è mai incappato, anche solo per sbaglio, in un forum di videogiochi saprà di cosa sto parlando. Uno è lì che gira semi-a-caso nel mare del web, entra in un sito, poi in un altro, clicca sul thread sbagliato e il mondo attorno a lui comincia a cambiare. I colori si fanno più spenti, l’aria più secca e polverosa. Persino i suoni cambiano, e il costante mormorio del traffico si trasforma in un più variegato concerto di proiettili di medio e piccolo calibro che fischiano da una trincea all’altra. Ai tonfi sordi dei calibri più grossi segue immediatamente la sirena del warning, e talvolta pure dal ban. Come siete finiti in questo macello? Fino a poco fa eravate comodamente seduti in camera vostra a cercare informazioni su quale console fosse meglio acquistare, e di botto vi trovate immersi in un mare di insulti e di numeri usati a sproposito. È la guerra, la guerra delle console.

Questo strano fenomeno mediatico prende vita dal fatto che gli aggeggi che attacchiamo al televisore per giocare ai nostri giochi elettronici non sono tutti uguali: uno ha il miglior sonoro ma l’altro ti dà già i cavi in hd; uno fa le esplosioni con decine di miliardi di millemila poligoni ma l’altro ha delle animazioni facciali da paura e, soprattutto, in uno ci sono dei giochi che nell’altro non ci sono (e viceversa). E quindi sui forum c’è gente che, dopo un duro addestramento stile Full Metal Jacket, passa le giornate a menar fendenti verbali per dimostrare quale macchina sia meglio, spesso tirando in ballo inconfutabili e pertinenti dati oggettivi quali le presunte virtù della madre dell’interlocutore, virtù che evidentemente hanno minato profondamente la sua capacità di giudizio.

full metal jacket

Born to kill other consoles

Al di là delle ovvie considerazioni tutta ‘sta storia della “console war”, che si ripete di generazione in generazione, nasce dal fatto che le console non sono tutte uguali, in particolar modo nel parco titoli. Ma in che modo questo ragionamento si applica al mondo nascente dei fumetti digitali? Si applica perché per natura il formato digitale è diverso da quello fisico. I computer (quali sono le console e pure i reader) funzionano con linguaggi differenti da modello a modello e supportano formati differenti: ciò che può agilmente esser letto da una parte risulta incomprensibile cambiando hardware.

Nella prima parte di questa lunga rubrica itinerante abbiamo già approfondito l’assenza di hardware appropriati per la fruizioni degli e-comics, tipo un e-book reader ma per i fumetti, che abbiano tutte le caratteristiche di cui abbiamo già parlato. Ora ammettiamo che un tale supporto venga ideato e commercializzato. Di certo, per le strane regole di quella roba che chiamiamo mercato libero, tale prodotto non verrebbe creato da una sola ditta, ma ce ne sarebbero più modelli, più marche, più forme, magari con prestazioni e funzionalità differenti. E già così la situazione comincerebbe ad assomigliare all’esistente controparte videoludica, con Sony Microsoft e Nintendo che si guardano in cagnesco e si fanno i dispetti. A questo punto è probabile che, almeno in un primo momento, capiti una cosa molto brutta e molto pericolosa: potrebbe capitare per esempio che, grazie ad accordi più o meno leciti e più o meno segreti tra produttori di hardware e produttori di e-comics, una determinata casa editrice pubblichi i suoi fumetti in un formato leggibile soltanto da un determinato reader di una determinata marca, creando così articoli in esclusiva per un certo supporto che costringerebbero il lettore a possedere più hardware per allargare il parco titoli cui poter accedere.

Non pensate che stia parlando di fantascienza. Questo tipo di problema esiste da sempre nel mondo dei videogiochi (anche se ultimamente sta cominciando un po’ a scemare) ed è esistito per un po’ anche agli albori dei film in alta definizione, con quella strana vicenda che vedeva contrapposti Blu Ray e HD Dvd.

hd dvd

Un simile tipo di approccio sarebbe, manco a dirlo, oltremodo dannoso e potrebbe più di tutti i problemi di cui abbiamo già parlato affossare definitivamente la questione digitale. Perché se mi tocca comprare un reader per i fumetti Marvel, uno per quelli DC, uno per quelli Image e Dark Horse, uno per i manga di Jump e uno per gli altri manga… Bè, benvenuto giramento di balle e tanti cari saluti alla praticità di trasporto e, soprattutto, all’economia della cosa.

Temo molto tale scenario perché spesso ho l’impressione che questo tipo di gioco-forza sia fin troppo ben visto da produttori e distributori che forse pensano di ottenere un mercato maggiore erodendo pian piano il successo degli avversari: poco alla volta, forse, credono di poter convincere l’acquirente che il loro prodotto è migliore e così tirarlo dalla propria parte. E così facendo non solo guadagnano un lettore, ma lo fanno perdere agli avversari.

Invece questo tipo di approccio rischia di allontanare l’utente medio, piuttosto che fidelizzarlo a una causa, stagnando ulteriormente la diffusione di un mercato che vorrebbe crescere. A parità di prestazioni tecniche il supporto migliore, almeno per me, non sarebbe quello che mi permette di vedere soltanto una determinata categoria di fumetti, ma quello che mi dà accesso al catalogo più ampio e completo. E se questo non esistesse non so se avrei la voglia di scegliere per il “meno peggio”: è molto più probabile che invece non sceglierei affatto e non ne comprerei nessuno. Non sono pronto, né fisicamente ne moralmente, per una nuova console war. Che questa si combatta a suon di insulti nelle pagine di un forum di second’ordine o nella mia testa quando dovrò decidere da che parte stare. Non voglio parteggiare per nessuno. Voglio comprare un maledetto e-comic reader e poterci mettere dentro quello che mi pare, senza per questo dover rinunciare a una categoria di fumetti e, soprattutto, senza sentirmi in dovere di giustificare la scelta del supporto a me stesso e al resto del mondo.

Poi volendo il discorso può diventare anche più complicato di così, come il mercato e-book ci sta insegnando. Potrebbe addirittura succedere, come appunto capita per i libri, che non siano i titoli ad essere o non essere supportati ma i distributori. Per esempio comprando un reader potremmo acquistare solamente da Amazon che fornisce gli e-comics nel formato supportato da quel modello, comprandone un altro invece Amazon potrebbe esserci preclusa e saremmo costretti ad acquistare lo stesso fumetto da un altro portale. Questo è un modo più sottile ma altrettanto invadente di limitare le possibilità di scelta del lettore che sarà vincolato a determinate condizioni dal momento dell’acquisto dell’hardware. Come se certi computer supportassero Steam e altri no… E pure questo aspetto non è fantascienza.

In particolar modo dopo l'acquisto di Comixology non è difficile immaginarsi Amazon che dice "i miei e-comics li leggete solo sui miei Kindle, non su quelli degli altri"

In particolar modo dopo l’acquisto di Comixology non è difficile immaginarsi Amazon che dice “i miei e-comics li leggete solo sui miei Kindle, non su quelli degli altri”

Quindi qual è la morale? Non lo so, perché questo aspetto più di tutti gli altri è in sola fase di possibilità: non sta succedendo, non ce l’abbiamo davanti agli occhi, non è in atto. Tuttavia, ma magari è soltanto una preoccupazione mia, ho visto questo tipo di andamento ogni volta che un nuovo arrivato si affacciava alla porta del digitale e mi viene spontaneo preoccuparmi anche questa volta. Mi rendo conto che è tutto molto fumoso, con ragionamenti del tipo se/allora o probabilmente/allora, tuttavia non posso fare a meno di pensare anche a quest’eventualità ed esserne turbato. In definitiva, dunque, questo non è né un pro né un contro, ma più uno “stiamo a vedere”.

Con questo vi saluto, se volete commentare lo spazio come sempre è qui sotto; non mi resta che augurarvi buona serata e… alla prossima.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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One thought on “Guerra digitale, si può?

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