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I fumetti che vorrei…

Salve a tutti e ben ritrovati! Come avrete intuito è un periodo un po’ povero di novità da recensire, almeno rispetto ai soliti ritmi. Non che negli ultimi mesi non siano usciti, soprattutto sul fronte manga, numeri uno in gran quantità, anzi: ad essere onesto non vedevo una tale mole di materiale interessante da molto tempo, solo che non è il momento adatto per iniziare una nuova serie. Quindi, per quanto mi sia ripromesso di recuperare tutto questo materiale non appena ne avrò la possibilità, il problema contingente rimane e di conseguenza, anche per oggi, niente recensione.

sadface

Tuttavia poco male, perché oggi vorrei proporvi qualcosa di (completamente?) diverso. Diciamo un tuffo nella fantasia. Questa elucubrazione inconcludente mi è sorta qualche giorno fa quando, senza preavviso alcuno, mi sono ritrovato a pensare “ma non sarebbe bello se quell’autore scrivesse quel personaggio?” oppure “magari quello scrittore potrebbe dare un’interpretazione nuova di quell’altro personaggio” e via dicendo. Senza accorgermene mi sono ritrovato con una lista piuttosto nutrita di supereroi in versione manga, che saranno il tema de “I fumetti che vorrei” odierno. E poi chissà che questo viaggio nel mondo delle possibilità non diventi abituale…

Cominciamo subito con… I Guardiani della Galassia, scritti e illustrati da nientepopòdimenoché Akira Toriyama. Trovo che il character design così tipicamente shonen che permea Dragonball dall’inizio alla fine, con la sua varietà di personaggi, mostri e alieni, si sposerebbe benissimo con una saga spaziale del gruppo guidato da Peter “Starlord” Quill. Certo, sicuramente mi sto riferendo allo stile più leggero e scanzonato dei Guardiani di Bendis (e probabilmente del film) piuttosto che alla drammaticità dell’epopea spaziale dipinta da Dan Abnett, ma tant’è. E poi, onestamente, sono l’unico che si esalta a pensare a un Groot e un Rocket Racoon Toriyama-style?

Dragonball

Sempre rimanendo sul leggero non disdegnerei un bel crossover, magari con le Lanterne Verdi e gli altri corpi dello spettro emozionale, disegnato da qualche peso massimo delle scene d’azione. Mi viene in mente, per esempio, Hiroaki Samura che con i combattimenti del suo L’Immortale mi fa tuttora tremare i polsi. Samura riesce, nonostante o forse proprio grazie ad uno stile di disegno poco pulito, a comporre delle scene molto dinamiche che trasmettono benissimo la frenesia e la rapidità dei movimenti. Solo ad immaginarmi uno scontro tra Kilowog e Arkillo o tra Jordan e Sinestro che quella regia che abbiamo imparato ad amare nell’Immortale mi viene la pelle d’oca… se poi ci aggiungiamo pure l’Agente Arancione e gli Zaffiri Stellari il gioco è fatto.

Hiroaki Samura riesce a passare con naturalezza dalla calma alla frenesia, dal silenzio al fragore della battaglia. Per non parlare della varietà del character design...

Samura riesce a passare con naturalezza dalla calma alla frenesia, dal silenzio al fragore della battaglia. Per non parlare della varietà e della raffinatezza del character design…

Passando a cose più serie, ma forse anche più scontate, non vedrei male il grande Naoki Urasawa alle prese con una storia della serie Marvel Noir, magari Spiderman, o con un thriller ingarbugliato di Devil. Inoltre l’usuale profondità della caratterizzazione psicologica con cui Urasawa dipinge i suoi personaggi, unita alla sua capacità di raccontare vicende intricate, drammi e perversioni non possono che farmi pensare a un ciclo narrativo su Harvey Dent, magari prima o a cavallo della sua definitiva trasformazione in Due Facce.

Tornando a cose più leggere… Vi ricordate quei cicli fatti di storie d’amore tra i banchi di scuola che avevano per protagonisti i ragazzi dell’Accademia Vendicatori? Ecco, immaginatevi quelle vicende, o altre analoghe, scritte dal re degli shojo intelligenti: Masakazu Katsura. Non sarebbe male. Oppure una storia iper-violenta, di quelle ai limiti del buon gusto, di Deadpool o del Punitore ovviamente disegnata e soprattutto scritta da quel genio perverso, del quale non si vede un lavoro da troppo tempo, di Sinichi Hiromoto. Anzi, ora che ci penso meglio e che mi tornano in mente lavori che il buon gusto forse manco lo conoscevano tipo Violent Runner Vibrator e Sex Machine, ancora meglio del mercenario chiacchierone o di Frank Castle sarebbe Ghost Rider. Una miniserie così risolleverebbe definitivamente le sorti del personaggio!

Vi ricordate di questo fumetto? No? Forse è meglio così,,,

Vi ricordate di questo fumetto? No? Forse è meglio così.

Proseguendo verso lidi nuovi troviamo un altro mangaka da poco tornato sugli scaffali e che, soprattutto in passato, è stato capace di regalare grandissime emozioni: Toru Fujisawa. Tutti lo conoscono per la sua serie più famosa, Great Teacher Onizuka (GTO), ma a mio avviso il suo capolavoro rimane il meno noto Shonan Junai Gumi. Nel corso di quei quindici tomi che narravano le origini degli Onibaku, Fujisawa era riuscito con il suo usuale stile estremamente prolisso e discorsivo a delineare una sorta di racconto cavalleresco in cui storie d’amore e problemi sentimentali si alternavano dispute in moto e risse per il controllo del territorio. Il lato migliore della vicenda restava però lo spirito con cui i protagonisti affrontavano le sfide che gli si ponevano contro, con quel misto di onore, arroganza e lealtà a distinguerli dai loro avversari, spesso vili ma mai (o quasi) completamente malvagi. Mi piacerebbe vedere questo tipo di approccio in un racconto ambientato nella Xavier School, in cui futuri i X-Men devono confrontarsi con i propri problemi adolescenziali e con la vita di ogni giorno ma anche con minacce più dirette in cui menare le mani.

Quanti ricordi...

Quanti ricordi…

Ci stiamo avvicinando alla conclusione di questo viaggio nel fantastico. E come poteva mancare il genio visivo di Tsutomu Nihei alle prese con Batman? È l’unico mangaka (oltre a Katsura, ma per altri motivi) che vedrei davvero bene a disegnare una run del Pipistrello. Immaginatevi una Gotham immensa, oscura e distorta popolata di strani individui, tra paladini della giustizia e signori del crimine… Nessun altro sarebbe più adatto a questo compito, almeno dal punto di vista grafico: a suo tempo Wolverine SNIKT! si era rivelato manchevole nella narrazione, per quanto bello da vedere. Quindi forse ai tesi lascerei uno scrittore più “classico” che permetta però a Nihei di lanciarsi in architetture mirabolanti e scenari distopici. Il nostro Scotty andrebbe benissimo ma anche qualcuno di più introspettivo non sarebbe male.

Sarebbe una Gotham di certo contorta e oscura, ma anche incredibilmente affascinante...

Sarebbe una Gotham di certo contorta e oscura, ma anche incredibilmente affascinante…

Verso il manicomio Arkham...

Verso il manicomio Arkham…

E per finire, questo è l’ultimo, promesso. È da un po’ che penso che mi piacerebbe leggere una miniserie, o una Graphic Novel, con protagonista il Santo Viandante, campione della speranza del Corpo delle Lanterne Blu. È un personaggio meravigliosamente profondo, sostanzialmente malinconico ma decisamente positivo, parte del lascito indimenticabile di Geoff Johns al mondo di Lanterna Verde. Ragionando poi su chi avrei voluto vedere sui testi di questa avventura non ho potuto che pensare ad Inio Asano, forse anche per contrasto con quanto scrive usualmente: i suoi racconti spesso parlano di disperazione e quantomai raramente di speranza ma, nonostante l’apparente contraddizione, credo proprio per questo suo stile riuscirebbe a dare qualcosa in più del semplice “andrà tutto bene”. Certo, l’autore di Buonanotte, PunPun  lo vedrei bene anche a scrivere storie tristi su altri personaggi complessi dell’universo DC, come Alfred o una versione alternativa del Joker, tuttavia è sul Viandante che vorrei realmente vederlo cimentarsi perché in un certo senso rappresenta il diretto opposto dei soliti protagonisti di Asano, che spesso cedono alla disperazione più profonda in un mondo privo di speranza…

Andrà tutto bene.

Andrà tutto bene.

Con questo direi che mi sono dilungato anche troppo. Grazie per aver letto fin qua, spero di non avervi annoiato eccessivamente e che quest’idea vi abbia almeno un po’ fatto viaggiare con la fantasia. Se volete lasciare un commento, con vostre proposte o riflessioni, lo spazio come sempre è qua sotto, non siate timidi. Detto ciò vi saluto, alla prossima!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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2 thoughts on “I fumetti che vorrei…

  1. Pingback: I fumetti che vorrei… sono monografici | dailybaloon

  2. Pingback: I fumetti che vorrei… sono quelli che ho già | dailybaloon

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