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Dal pozzo dei ricordi: Le Portrait de Petit Cossette

Questa fu per me una storia eterna. La purezza di un angelo, la seduzione di un diavolo. sorrisi di miele, sguardo vellutato, labbra provocanti e disgrazie ammantate di sogni e speranze… Mi dominavano completamente… Mi fecero dimenticare la noia del mondo e annullarono persino la gravità del tempo. Paure, tormenti, ansie e disperazione… Niente poté opporsi alla gioia suprema. Restai affascinato… e mi persi completamente.

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Per la visita di oggi al pozzo dei ricordi ho ripescato un manga di più di qualche anno fa, dal titolo Le Portrait de Petit Cossette. Molti forse non lo avranno mai sentito nominare, dato che non è che abbia avuto questo gran successo, anche nonostante l’adattamento animato. Stiamo parlando di un manga pubblicato in Italia da Star Comics, in due volumi usciti tra il gennaio e il febbraio del duemilasette, come vi dicevo, qualche anno fa. Di recente i due albetti mi sono ricapitati per le mani senza motivo apparente: mi capita, di tanto in tanto, di andare a pesca negli scaffali più in alto della mia libreria in cerca di qualche opera dimenticata. E questa volta è stato il turno di Cossette.

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Non sono mai stato un grande fan delle storie dell’orrore e, nonostante a conti fatti Cossette non appartenga del tutto a questo genere letterario, mi ricordo di aver provato un certo senso di inquietudine man mano che proseguivo nella lettura. Kurahashi è un giovane che, poco a poco, cade vittima di una spirale di cupa disperazione guidato dal fascino della bella ma in un qualche modo strana Cossette. I due si estranieranno poco alla volta e sempre più radicalmente dal mondo reale, nel dipanarsi di una trama oscura e di una ricerca pressante. La storia oscilla costantemente tra il desiderio di vendetta e di redenzione, in un modo popolato di esseri condannati e oggetti maledetti sospeso tra presente e passato, una corsa verso il rito finale che siglerà la fine della pena eterna dei protagonisti, al contempo vittime e carnefici di sé stessi.

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Quello che mi ha sempre scosso di questa storia è il modo in cui lentamente una piccola perturbazione in una vita apparente normale degenera nella follia e nella disperazione, senza possibilità di ritorno. Kurahashi è, fino a poco prima dell’inizio della vicenda, un ragazzo tranquillo che conduce una vita ordinaria. Ha una ragazza, studia arte e dipinge bene. Il mondo inizia tuttavia a crollargli addosso non appena Cossette, scheggia di follia o presenza reale, appare nella sua esistenza. Tra i due si instaurerà una relazione pressante e totalizzante che giorno dopo giorno trasformerà la tranquilla vita di Kurahashi nella tormentata esistenza di Eiri (alter ego del protagonista), schiavo e causa del malessere e della maledizione della piccola Cossette. Il modo in cui poco alla volta, quasi senza accorgersene, Kurahashi/Eiri si abbandona completamente al proprio destino ed accetta, con un misto di amore e rassegnazione, la propria sorte è il punto più intenso della narrazione e riesce, senza apparire forzato, a scuotere il lettore che fino a poco prima sperava ingenuamente in un lieto fine. Perché non bastano le storie disperate degli oggetti maledetti e condannatori che Cossette ha nel tempo lasciato dietro di sé, non basta la crescente follia della ragazza, non basta la perdita della realtà del protagonista a far desistere il lettore dalla speranza. Speranza che, forse, non c’è mai stata e che alla fine pare uscirne sconfitta. O forse no?

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In conclusione. Per quanto come ho già detto non sia un appassionato del genere questo Cossette è riuscito, in qualche modo, a toccarmi. La narrazione funziona e mi sono trovato immerso, forse mio malgrado, in una spirale di follia che non ha mancato di lasciarmi spiazzato di fronte ad attori né buoni né malvagi, dall’animo oscuro e tormentato. Anche il tratto grafico ben rispecchia l’atmosfera e l’ambientazione, a tratti gotica negli sfondi e in cui si ha sempre l’impressione che qualcosa non sia al suo posto, con particolare attenzione alla bellezza e all’espressività dei volti, in netto contrasto con la falsità dei personaggi e con il marciume del loro animo. La distorsione dei paesaggi, spesso abbinata a linee curve e traballanti, aumenta il senso di straniamento verso il mondo sempre più onirico e distante in cui i protagonisti si perdono, amplificando nel lettore l’angoscia e il senso di imminente ed irrimediabile pericolo.

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Le Portrait de Petit Cossette è una storia oscura che tuttavia non mancherà di trasportarvi ed emozionarvi. In due volumi editi da Star Comics, quindi probabilmente reperibili, vale la pena darci un’occhiata, in particolar modo se siete alla ricerca di una lettura breve ma intensa, di forte impatto visivo ed emotivo.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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