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Storia dell’Universo Marvel parte 9: Messiah Complex

Proseguiamo il nostro viaggio nella storia dell’Universo Marvel con Messiah Complex, la prima maxisaga mutante dai tempi di House of M. E infatti è da lì che dobbiamo ripartire. Avevamo lasciato i mutanti smarriti e decimati dopo le fatidiche parole di Scarlet, alla fine della parte 5 di questa rubrica. L’homo superior è passato, in un batter d’occhio, dall’essere temuto ed odiato dall’arretrato homo sapiens ad essere sull’orlo dell’estinzione, braccato da fondamentalisti pseudo-religiosi e costretto a misurare ogni propria mossa, sia come singolo che come razza. Tutto ciò fino a che non comparirà un nuovo mutante, simbolo di speranza e di rinascita, ma forse anche di pericolo e distruzione.

copertina

Prima di cominciare con la trama, una piccola postilla. Come da miglior tradizione mutante questo crossover, come gran parte dei vari maxieventi mutanti, è discretamente incasinato: compaiono qua e là personaggi poco noti, si fanno spesso riferimenti a un sottobosco di continuity intricato ed oscuro e, come se non bastasse, ci si infila pure qualche viaggio temporale… Per quanto non sia un esperto di storia mutante cercherò, per quanto mi sarà possibile, di facilitare la lettura della trama facendo periodicamente il punto della situazione perché, anche in questo caso, tra gente che va e gente che viene, salti nel tempo, cambi di fronte, colpi di scena… insomma. Ci si può perdere più che facilmente. Detto questo… si parte!

Trama

La vicenda inizia con Cerebra che, poco prima di impazzire e finire in corto circuito, rileva la presenza di un nuovo mutante. Una squadra di X-Men si mette immediatamente in viaggio verso la cittadina di Cooperstown, in Alaska, per scoprire cosa sta succedendo ma di fronte ai loro occhi trovano uno scenario completamente diverso da quanto aspettato.

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La cittadina è distrutta e data alle fiamme, ma non a causa della manifestazione dei poteri del nuovo mutante come una prima analisi pareva suggerire: a terra si trovano infatti i corpi di alcuni Marauders, gruppo di brutti ceffi guidato da Sinistro, e di Purificatori, una setta religiosa armata per lo sterminio dei mutanti; lo scontro si è da poco concluso. Leggendo nella mente di una superstite Emma Frost capisce la situazione: il nuovo mutante non si è manifestato, ma è nato, fatto di per sé insolito; e Marauders e Purificatori (giunti per primi sul luogo) si sono battuti per trovare il neonato. I fanatici religiosi, nel tragitto, hanno per sicurezza ucciso e bruciato ogni bambino trovassero sul loro percorso per essere sicuri di sradicare la minaccia sul nascere. Così, giusto per star tranquilli.

Riepilogo 1. Apparso nuovo mutante, X-Men lo cercano. Possibili rapitori: Marauders (dagli scopi ignoti) e Purificatori (che però lo avrebbero probabilmente ucciso seduta stante).

In ogni caso si tratta del primo mutante apparso dopo l’M-Day, la nascita più importante di sempre per Xavier e compagni che intravedono una possibile speranza per il futuro della propria razza; tuttavia del neonato non ci sono tracce, e non si riesce a localizzarlo.

Trovare il nuovo mutante è di primaria importanza per cui Ciclope manda una squadra a rintracciare di Marauders di Sinistro e decide di infiltrare Rictor tra i Purificatori, mentre Jamie Madrox e Layla Miller vengono inviati da Forge. Nel frattempo un’altra presenza si manifesta, il Predatore X, una bestia alimentata dalla fame di DNA mutante alla ricerca di cibo fresco.

Carino il design del Predatore X. Peccato che il suo ruolo nella vicenda sia così trascurabile...

Carino il design del Predatore X, molto anni ’90. Peccato che il suo ruolo nella vicenda sia così trascurabile…

Riepilogo 2. Wolverine cerca i Marauders. Rictor (ne non lo conoscete non preoccupatevi) viene infiltrato tra i Purificatori. Jaime Madrox (l’Uomo Multiplo) e Layla Miller (superstite del mondo fittizio di House of M) vengono inviati da Forge. Ah! Compare il Prredatore X ma  non ne parleremo più tanto è solo una side quest di scarsa importanza…

Rictor riesce con successo ad infiltrarsi tra i Purificatori per scoprire non solo che “l’anticristo mutante” non è in mano loro ma, soprattutto, che sono un’organizzazione infinitamente più ramificata ed organizzata di quanto si pensasse. Nel frattempo la squadra di ricerca guidata da Wolverine riesce a rintracciare Sinistro e i Marauders in Antartide ed ingaggia subito uno scontro per la custodia del neonato.

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Madrox e Layla intanto raggiungono Forge che li mette al corrente del piano di Ciclope. Dopo l’M-Day il futuro della razza mutante era stato cancellato, ora sembra dipanarsi in due possibili strade: indagare su quali siano questi futuri e, nel caso, come evitarli sarà compito dell’Uomo Multiplo. L’idea è di mandare in ognuna delle due possibilità un multiplo di Madrox che, una volta giunto sul posto ed appreso quanto ci sia da imparare, uccidendosi rimanderà le informazioni ottenute all’originale. Dopo il primo “lancio”, avvenuto con successo, Layla decide all’improvviso di seguire il secondo clone in un futuro che scopriamo essere “quello sbagliato”, il peggiore scenario possibile: un futuro in cui i mutanti sono cacciati e rinchiusi in campi di concentramento, apparentemente a seguito di una guerra raziale iniziata da un mutante ignoto.

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Forse a causa di un errore di valutazione, tuttavia, il trasferimento di coscienza dal futuro al presente non va come previsto e il Madrox originale perde i sensi, senza fornire le risposte sperate.

Intanto lo scontro tra gli X-Men e i Marauders non va come previsto e il team di Logan riesce a malapena a fuggire, riuscendo però a strappare una sola informazione. Il messia mutante, una bambina, non è con il gruppo di Sinistro ma è stato preso da un ex X-Man: Cable, figlio di Ciclope.

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Intanto la scuola subisce un pesante attacco e viene quasi rasa al suolo dalle sentinelle di guardia mentre tutti i telepati presenti vengono uno alla volta messi fuori gioco. Ciclope è con le spalle al muro e la situazione si fa sempre più disperata, con poche possibilità di rintracciare Cable: a Wolverine viene quindi concesso di radunare un X-Force, una squadra d’assalto mutante segreta, per partire alla ricerca del messia e riportarlo dagli X-Men, a qualunque costo.

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Riepilogo 3. Rictor scopre che i Purificatori non hanno il neonato, di lui non si parlerà più. Madrox viene inviato nel futuro, Layla lo segue senza motivo. Il Madrox nel presente finisce in coma. Cable è in fuga con la messia. Wolverine va a cercarlo con una X-Force.

Da qui la situazione precipita rapidamente. Nel futuro Madrox e Layla vengono catturati e condotti al campo di concentramento di New York per essere processati ed internati, riescono a scoprire ben poco sugli accadimenti che hanno portato a questo scenario distopico: un mutante non meglio identificato ha dato inizio alla guerra, i campi si sono resi necessari. Nel frattempo la X-Force riesce a raggiungere Cable in tempo per salvarlo da un attacco di Lady Deathstrike e di una squadra scelta di Purificatori, tuttavia Nathan Summers approfitta della confusione e riesce a fuggire con la piccola ancora una volta, diretto verso il rifugio di Forge in cerca di uno stabilizzatore cronale. Giunto dall’inventore, tuttavia, Cable cade vittima di un agguato di Alfiere che intende uccidere la neonata, attentato sventato dai Marauders. Fortunatamente gli X-Men riescono a rimettere in funzione Cerebra e, collegando la macchina alle Naiadi, a localizzare il fuggitivo, gravemente ferito da Bishop.

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Nel futuro intanto Madrox viene marchiato con la M di “mutante” in volto, con un inchiostro virale che riscriverà il suo DNA rendendolo soltanto umano. Ritrovata Layla, anche lei tatuata, i due incontrano Lucas Bishop, Alfiere, e scoprono il seme della suo odio verso la piccola neonata: questo è il futuro in cui è cresciuto e proprio la cosiddetta “messia mutante” è stata la causa della guerra che l’ha creato. “Vorrei che qualcuno l’avesse uccisa”, dice il giovane Bishop. Ottenuta questa verità ed intuito il seme del tradimento che germoglia dentro Alfiere, Layla si fa esplodere assieme a Madrox in un sacrificio per rimandare nel presente la coscienza raggiunta ed avvisare gli X-Men del pericolo.

Riepilogo 4. Cable va da Forge, Alfiere cerca di uccidere lui e la bambina per via della sua infanzia difficile. In qualche modo i Marauders salvano la situazione ma riprendono la neonata. Layla si fa saltare in aria con il Madrox del futuro, così da avvivare gli X-Men del pericolo di Alfiere.

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Giungiamo così allo scontro finale, con gli X-Men che combattono contro i Marauders e Cable, che nel frattempo aveva chiesto aiuto a Charles Xavier, che cerca di recuperare la bambina per portarla al sicuro nel futuro, lontano da chiunque voglia usarla o farle del male. Alla fine Ciclope capisce che questa è la cova migliore da fare, affidare la neonata al figlio Cable che la cresca e la protegga, lontano dalle ideologie e dagli scopi di umani xenofobi e mutanti in via d’estinzione. Così Nathan Summers svanisce nel tempo assieme alla bambina che conosceremo come Hope Summers, ma in un ultimo scatto d’ira omicida Alfiere cerca di ucciderlo, colpendo però Charles Xavier. È la fine del sogno mutante o l’inizio di un nuovo mondo?

Riepilogo 5. Gli X-Men cercano Alfiere. Alfiere cerca la bambina. I Marauders picchiano gli X-Men. Alfiere picchia i Marauders. Sinistro è in realtà Mystica (questa parte ve la risparmio…). Cable trova la piccola messia e la porta con sé nei meandri del tempo, a Ciclope sta bene. Fine. Ah! E Charles Xavier muore. Fine.

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Commento

Dunque dunque. Che dire? Messiah Complex, alla fine della fiera, direi che mi è piaciuto abbastanza e la sua importanza nel panorama mutante è evidente sin dalle prime pagine. Il lato migliore di questa e delle altre saghe mutanti, o almeno di alcune di esse, da House of M in poi è che non si ha l’impressione di star leggendo qualcosa che tanto verrà cancellato di lì a poco. È stato così quando Wanda, sprofondata nella follia e nella delusione, pronunciò le fatidiche parole “Basta mutanti” ed è così ora con la nascita di Hope: si sta assistendo ad un punto di svolta indelebile nello status quo e si intuisce, quando non è del tutto evidente, la portata e la risonanza futura degli eventi narrati. In ogni caso questa run ha due meriti principali. Da un lato riconferma la centralità di House of M all’interno della cronistoria mutante:  quantomeno fino al ritorno di Fenice in AvX l’M-Day sarà la pietra angolare, il giorno dei giorni in cui tutto cambiò e con cui fare i conti prima di prendere ogni decisione. Dall’altro però sposta l’attenzione sul primo avvenimento “strorico” post genocidio: la nascita di Hope, altro punto cardine su cui si tornerà in ogni saga a venire.

Hope Summers raggiungerà un’importanza notevole all’interno del Marvel Universe, e tale centralità inizia proprio su queste pagine. La nascita di quella che diverrà la figlia adottiva di Cable, simbolo di speranza e di rinascita per l’intera razza mutante e di pericolo e rinnovato timore per l’homo sapiens, cambia completamente la prospettiva e le priorità di mutanti e non solo, e lo fa una volta per tutte. Ho molto apprezzato questo senso di evoluzione che permea il mondo mutante, a differenza di altri micro universi narrativi in cui cicli di storie si fanno e si disfanno costantemente, a testimonianza che si può avere il coraggio di prendere delle decisioni, dal punto di vista editoriale, definitive.

Certo, non sono tutte rose e fiori, con personaggi che muoiono e tornano in vita come se nulla fosse e via discorrendo, ma a livello di direzione generale l’impressione è più buona. Messiah Complex ha dato una svolta al mondo mutante come se ne vedono poche, è un fatto: prima Hope non c’era e l’intera razza andava verso il declino, ora c’è e il mondo non è più lo stesso, le prospettive sono cambiate, lo stesso Ciclope dovrà rivedere le priorità sue e della propria gente. Poche saghe vendicative (recenti) possono vantare una fermezza tale.

Altro punto importante su cui vorrei soffermarmi un secondo è il rapporto padre-figlio, simboleggiato prima da Charles-Ciclope e poi da Ciclope-Cable. Non si può affermare che Messiah Complex sia un romanzo di formazione, con ogni probabilità sarebbe sopravvalutarne la profondità, ma una componente di crescita tra i personaggi, in primo luogo in Scott, c’è e si vede. Per la prima metà della storia assistiamo alla lotta per l’emancipazione di un figlio cui sono state affidate delle responsabilità da un padre (pur non biologico) che non riesce a farsi da parte. Il rapporto tra i due è problematico fin da subito e alla fine Ciclope sarà costretto ad allontanare (fisicamente) il padre per poter fare il proprio dovere. Nella seconda metà invece i ruoli si invertono: questa volta è Scott che non riesce ad avere fiducia nel proprio figlio (che forse non è che se la meriti, per carità) e a non accettare il fatto di non poter avere il controllo della situazione. La differenza, tuttavia, è che alla fine Ciclope decide spontaneamente di fare un passo indietro e di lasciare che Nathan prenda la propria strada, autonomamente. Volevo porre l’attenzione su questo dettaglio, forse irrilevante, perché definisce in modo interessante il carattere di Ciclope e il suo rapporto complicato con il padre adottivo e con il figlio viaggiatore del tempo. Mi è sembrato giusto porre l’accento sulla spontaneità, pur sofferta, con cui Scott cerca di affermare il proprio ruolo ma anche sul modo in cui riesce a capire quando tirarsi indietro e lasciare le responsabilità a qualcun altro, in particolar modo vista l’evoluzione successiva del personaggio che inizia qui il suo viaggio per diventare leader assoluto della razza mutante allontanando chiunque gli sia d’intralcio fino ai due momenti cruciali: Scisma e AvX.

litigio

Da un lato Ciclope si scontra con Charles, dall’altro lascia la responsabilità del futuro della razza mutante al figlio Cable.

C’è infine una cosa che salta all’occhio immediatamente leggendo questo evento, e non è propriamente positiva: la sua notevole frammentazione. In originale la saga si snoda tra una mezza dozzina di testate, raccolte in Italia tra Gli Incredibili X-Men e X-Men Deluxe, con altrettanti scrittori e disegnatori. la mancanza di una direzione centrale unica si fa sentire in un livello qualitativo altalenante: la narrazione è spesso spezzata da filler ed eventi secondari, ad esempio l’intera vicenda del Predatore X o la diatriba (per quanto interessante e intelligentemente scritta) tra Ciclope e Charles, mentre si presta meno attenzione a vicende più interessanti come il futuro visitato da Madrox; e soprattutto non si fa a tempo ad abituarsi ad uno stile grafico che si salta immediatamente ad un altro. Per carità, gli artisti chiamati a disegnare questa storia sono praticamente tutti di prim’ordine ma capirete che saltare a piè pari da Marc Silvestri a Chris Bachalo a Billy Tan ad Umberto Ramos non è cosa da poco. Manca un qualche tipo di coesione, di collante, che si sarebbe facilmente potuta trovare affidando i testi a un solo scrittore o anche soltanto scegliendo illustratori dai gusti e dal tratto più vicini.

collage

(cliccare per ingrandire) Dallo stile steroideo di Marc Silvestri e Billy Tan, direttamente da una Image dei tempi andati, si passa al tratto più moderno e “manghettoso” di Chris Bachalo e allo stile super deformed di Humberto Ramos. Una commistione di generi alle volte difficile da digerire…

Peccato, ma tutto sommato ciò non rovina la godibilità di un’opera che si lascia leggere più che bene e che ha lasciato un segno nella continuity del Marvel Universe. Credo che in Italia sia stata pubblicata soltanto nelle pagine dei già citati mensili Incredibili X-Men (da 219 a 221) e X-Men Deluxe (da 162 a 164) usciti a fine 2008 e di difficile reperibilità. Non credo siano previste, per il momento, delle ristampe, ma mai dire mai…

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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3 thoughts on “Storia dell’Universo Marvel parte 9: Messiah Complex

  1. Hanno pubblicato l’intera saga anche nel numero 25 della collana “Supereroi: le grandi saghe” che è più semplice da trovare rispetto ai numeri singoli.

  2. Pingback: Top10 delle anteprime di ottobre | dailybaloon

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