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Storia dell’Universo Marvel parte 10: Il Ritorno del Dio del Tuono

Salve a tutti e bentornati al nostro appuntamento con la storia. Prosegue così il nostro viaggio nel mondo Marvel che oggi ci riporta sulle pagine di una testata a lungo abbandonata: Thor. Avevamo lasciato il Dio del Tuono nella terza parte della nostra rubrica con Ragnarok, saga che segnò la distruzione di Asgard e la chiusura della serie per quelli che, nel mondo vero, furono circa tre anni. Tre anni in cui nel Marvel Universe sono accadute molte cose, da House of M a Civil War a World War Hulk.

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Ritroviamo ora Thor nelle pagine di un nuovo mensile, riportato alla vita da J. Michael Straczynski nella saga comunemente chiamata Il Ritorno del Dio del Tuono, saga che modificherà in modo rilevante l’assetto del mondo Marvel sul medio e lungo periodo introducendo alcuni cambiamenti sostanziali allo status quo. Quindi partiamo per la decima parte del nostro viaggio con Thor – Il Ritorno del Dio del Tuono. Trama.

Trama

Quali sogni ho sognato. Ero un uomo che sognava di essere un dio. Ero un dio che sognava di essere un uomo. Ho conosciuto la passione. Ho conosciuto la separazione. Ho conosciuto le stelle. Ho conosciuto il fallimento. Ho conosciuto il dolore. Ho conosciuto la guerra. E la fine di tutte le cose.

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È con queste parole che Donald Blake, che un tempo fu l’ospite umano del Dio del Tuono esiliato da Asgard, risveglia Thor dall’oblio e dal vuoto in cui galleggiava dopo la distruzione degli Aesir a seguito dell’ultimo definitivo Ragnarok. Non è semplice convincere il figlio di Odino che il ciclo di distruzione e rinascita cui Asgard era condannata è ormai definitivamente spezzato, e che è tempo che Thor ritorni nel mondo. Non è compito degli dei decidere se l’uomo debba esistere o meno, è invece compito dell’uomo decidere se gli dei debbano esistere o meno. Così Thor, figlio di Odino, ritorna ad essere, ad esistere. Ritorna a “voler vivere”, perché c’è ancora bisogno di lui, e la sua ora non è ancora giunta. Nel frattempo, a Midgard, Donald Blake arriva a Broxton, cittadina dell’Oklahoma, dove sorgerà la nuova Asgard.

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Blake è nuovamente l’ospite del dio sulla Terra e ne richiama la presenza tramite il suo bastone, umile simulacro della potenza Mjolnir. Così Donald Blake evoca Thor, che a sua volta evoca il potere del tuono. E al tuono segue la tempesta e alla tempesta l’uragano. Ed è in questo modo che Thor riesce, infine, a riportare la città degli Dei all’esistenza, pur vuota e desolata, e si trova a Midgard, fluttuante a pochi metri dal suolo dell’Oklahoma.

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Asgard è di nuovo. Ma ciò è ancora poca cosa: la città degli dei non è che un insieme di stanze e saloni, di tesori e vecchi ricordi, senza gli dei ad abitarla. Ma se l’esistenza degli dei dipende dai mortali allora in qualche modo essi devono vivere ancora così come Thor vive ancora, nascosti nelle anime, nelle menti e nei cuori dei mortali. Inizia così per il Dio del Tuono la lunga ricerca che lo porterà a risvegliare il suo popolo, finalmente libero dalla maledizione del Ragnarok.

La prima tappa del suo viaggio, della sua ricerca, lo conduce alla New Orleans devastata dall’uragano. Qui troverà l’anima di Heimdall, legata a quella di un sopravvissuto in una comunione di anime unite nel lutto, il primo ad essere risvegliato. Ed è sempre qui che Thor incontra per la prima volta, dal suo ritorno, uno dei suoi vecchi compagni e amici, ormai cambiato irrimediabilmente: Iron Man, attuale direttore dello S.H.I.E.L.D. Dopo un breve scambio di battute Tony Stark intima al Dio del Tuono di registrarsi regolarmente presso il governo, come previsto dall’atto di registrazione varato durante la guerra civile. Thor tuttavia non può perdonare al vecchio amico l’aver scatenato la guerra fratricida tra supereroi, l’aver ucciso o imprigionato chi la pensasse diversamente e, soprattutto, l’aver rubato il suo codice genetico per creare l’abominio chiamato Ragnarok. Lo scontro tra i due è violento, rapido ed efficace, il mortale non ha speranze contro il dio che risponde alle minacce con un ultimatum: se qualche mortale dovesse giungere ad Asgard per conto di coloro che si credono potenti imparerà cosa distingue un Dio del Tuono da un uomo con un costume di metallo. Per ora quindi la città degli dei verrà lasciata in pace dal governo degli Stati Uniti, costretto ad osservare la possibile minaccia crescere a poco a poco senza poter intervenire.

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Con l’aiuto dei Heimdall, sentinella onniveggente di Asgard, Thor può velocizzare la ricerca degli altri suoi simili. Poco a poco il Reame Dorato si riempie nuovamente di vita, tuttavia un’ombra nel deserto inizia ad offuscare la vista di Heimdall, rendendo via via più difficile rintracciare altri asgardiani. Recatosi sul luogo per indagare Thor vi trova una prigione contenente molti degli immortali ancora non risvegliati, tenuti in ostaggio dal Distruttore, l’arma suprema di Odino nella quale ora sta albergando l’anima di Balder, il prode guerriero divorato dal senso di colpa per non essere riuscito a proteggere il proprio reame durante l’ultimo Ragnarok.

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Non appena ne ha la possibilità, non appena lo scontro con il Distruttore gli concede una breve tregua, Thor coglie l’occasione per risvegliare tutti i presenti dai loro corpi mortali, finendo così nell’ennesimo inganno di Loki. Il fratello di Thor, dio dell’inganno e delle menzogne, ora dall’aspetto femminile, riesce a convincere il figlio di Odino della propria buonafede e ad avere salva la vita. “La tua morte e la tua rinascita sono avvenute entrambe per causa mia. Per ora, le rispetterò entrambe. Non abusare di questa fiducia, Loki. Non avrai una seconda possibilità” sono le parole di grazia che Thor, raggirato ancora una volta, concede al fratellastro.

Poco alla volta, dunque, la vita ad Asgard si avvia verso la normalità, mentre a Broxton gli abitanti iniziano ad abituarsi alla presenza dei propri nuovi, insoliti, vicini. Tuttavia il risveglio di Loki, e con lui di altri individui poco raccomandabili, porta Thor ad interrogarsi sulle proprie azioni future. Risvegliare ogni asgardiano ancora disperso sarebbe giusto, ma questo comporterebbe richiamare anche chi non dovrebbe esserlo. Per Loki ormai è tardi, la sua presenza macchinatrice già si aggira per le sale della città degli dei, ma che fare di Odino? Odino rappresenta il passato, le tradizioni antiche da cui gli Aesir si sono così dolorosamente liberati durante il Ragnarok; risvegliarlo significherebbe tornare ad un passato fatto di predestinazione ed usanze dimenticate. Alla fine su consiglio di Donald Blake Thor decide di tentare, e di risvegliare simultaneamente chiunque manchi all’appello, senza badare a chi esso sia, dando fondo a tutte le proprie energie.

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Così Thor, semicosciente, viene riportato ad Asgard in modo che possa riposare. La guida della città viene affidata a Balder per tutto il tempo in cui Thor giace nel sonno di Odino, uno stato di sospensione tra la vita e la morte, uno stato di cura e di riflessione. Non appena la bara per tale sonno viene chiusa, Donald Blake viene separato dall’anima del Dio del Tuono, divenendo dopo tanto tempo un’entità a sé. Blake decide di usare questo tempo per rintracciare Jane Foster, speranzoso di ritrovare il lei lo spirito di Lady Sif, amante di Thor, che ancora manca all’appello. “Sarebbe già dovuta tornare, l’unica cosa che avrebbe potuto impedirglielo era una persona che la trattenesse”, e infatti così è. Solo che a trattenere l’anima di Lady Sif non è l’inconsapevole dottoressa Foster, ma Loki che con i suoi inganni la tiene nascosta nel corpo malato e morente di una vecchia paziente dell’ospedale.

Nel frattempo nel sogno di Odino Thor incontra suo padre, condannato a rivivere ogni giorno la stessa battaglia contro il demone Surtur, a morire ogni giorno e a risvegliarsi il successivo solo per riprendere lo scontro. Vedendo il dubbio negli occhi del figlio Odino racconta la propria storia, di come anche lui avesse scelto di non riportare in vita suo padre Bor, perché ogni figlio deve succedere al proprio padre. Di ciò il Padre di Tutti era già consapevole. Così, in un ultima battaglia assieme, Thor aiuta Odino a sconfiggere Surtur prima di ritornare definitivamente ad Asgard, con la benedizione e il perdono del padre, pronto a guidare il suo popolo verso il proprio futuro.

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Commento

Devo essere onesto: personalmente ho amato questa saga, dal profondo del cuore. Il Thor che conosciamo ora, sia esteticamente che caratterialmente, è nato qui (sto parlando ovviamente del pre-Marvel Now!). Ragnarok è stata la degna chiusura di un’epoca, un colpo di spugna col botto che ha permesso poi la rinascita e l’ammodernamento del personaggio e Straczynski non si è fatto sfuggire l’occasione per fare le cose fatte bene. Ma andiamo con ordine.

Ai testi troviamo, appunto, uno Straczynski particolarmente in forma capace di dosare perfettamente azione ed introspezione, ironia ed epicità. Il lato migliore della vicenda è, infatti, la sua duplice natura: da un lato abbiamo le vicende divine, la ricerca degli Aesir e la rinascita di Asgard, le macchinazioni di Loki e il suo perenne tradimento; dall’altro c’è la vita comune dei mortali di Broxton, la cui quotidianità viene sconvolta definitivamente dall’arrivo dei nuovi vicini, ma al contempo continua placida e tranquilla, insinuandosi anche all’interno della Città degli Dei. Questo espediente ci permette di osservare quindi anche degli spaccati di “normalità divina” cui non eravamo abituati. Vedere Thor “ritirare la posta”, Volstagg partecipare al consiglio cittadino o gli altri Aesir imparare (o quantomeno provarci) a giocare a basket sono sì scene utili a spezzare la tensione, ma anche vicende dal notevole significato simbolico. A tal proposito è davvero ben gestito l’incontro tra la bellissima Kelda e il mortale Bill Junior, o come viene rinominato Guglielmo Terzo, per via di tutto ciò che rappresenta. “Un uccello può amare un pesce, ma dove potrebbero costruirsi una casa?”.

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Questo avrebbe potuto aprire a tutta una serie di ragionamenti, qui purtroppo solo accennati, sul rapporto tra uomo e divinità e su come tale rapporto potrebbe cambiare a seguito dell’incontro tra i due. Parlare con un dio deve, in qualche modo, modificare le certezze e scuotere gli equilibri interiori di una persona. Ed ora gli dei camminano sulla terra, mangiano nelle tavole calde, partecipano ai consigli cittadini. Ed allo stesso tempo si confrontano, per la prima volta, direttamente con una realtà così diversa dalla loro, con esistenze così fugaci ed effimere…

Purtroppo, tuttavia, tali ragionamenti sono troppo spesso superficiali e secondari, lasciati il più delle volte al lettore. Peccato perché un approfondimento maggiore in questo senso, che si spingesse volutamente oltre il semplice “l’umano che si innamora della dea”, oltre a quelli che sono trattati come ordinari “problemi di integrazione tra diverse culture”, avrebbe potuto elevare questo ciclo molto, molto in alto. Non si parla mai, per esempio, della crisi di fede che ci si aspetterebbe di vedere se una cittadina cattolica venisse davvero invasa dalle divinità norrene, e il rapporto uomo-dio è limitato a pochi, seppur ben congegnati, espedienti narrativi atti a mitigare la tensione più che a suscitare riflessioni.

Eccezion fatta per questo aspetto la saga è comunque, come già detto, davvero ben scritta e risulta particolarmente leggera e godibile, con personaggi ben caratterizzati e sempre (quantomeno per i protagonisti) poliedrici e sfaccettati: lo stesso Thor è animato da dubbi, paure e interrogativi morali che fanno di lui un eroe credibile nel rapporto con i suoi simili, con Blake e, soprattutto, con suo padre Odino.

Per quanto riguarda l’impatto che tale evento ha avuto sul mondo Marvel non credo ci sia bisogno di dire molto. Oltre a segnare il ritorno di Thor queste pagine descrivono un altro evento importantissimo le cui ripercussioni saranno tutt’altro che trascurabili: Asgard ora si trova a Midgard, la terra dei mortali. E questo non è importante soltanto per le riflessioni teologico-filosofiche di cui parlavamo prima, ma anche per questioni di carattere più pratico: Asgard si trova ora negli Stati Uniti, in cui vige l’atto di registrazione per i metaumani e una sorta di governo militare dello S.H.I.E.L.D. diretto da Tony Stark. Da qui in avanti la presenza del regno degli dei sulla terra rappresenterà costantemente un problema per il governo fino al culmine della tensione che sfocerà in Assedio, la guerra tra gli Stati Uniti di Norman Osborn e Asgard che trova le sue basi proprio qui nelle macchinazioni di Loki e del Dottor Destino. Non ho voluto qui soffermarmi sulla fugace apparizione di Victor Von Doom in questa prima parte della run di Straczynski perché ne riparleremo quando saremo più vicini ad Assedio e dovremo concentrarci su Loki e i suoi intrighi. Per ora ci è sufficiente focalizzarci sul ritorno di Thor e sulla presenza di Asgard a Broxton, due eventi di primaria importanza per il Marvel Universe.

Asgard, fluttuante sopra al suolo dell'Oklahoma.

Asgard, fluttuante sopra al suolo dell’Oklahoma.

Prima di concludere, un breve commento sui meravigliosi disegni di Olivier Coipel, che ha illustrato quasi tutta la run (con l’eccezione di un paio di albi curati da Marko Djudjevic comunque molto bravo ma che apprezzo meno). L’ultima volta che lo avevamo visto era sulle pagine di House of M ma qui, bisogna ammetterlo, ha dato davvero il meglio di sé. Sembra nato per disegnare proprio questa storia. Per non parlare del character design: da Thor al Loki femmina, fino ai tre guerrieri e alla meravigliosa Kelda… tutti trasudano divinità e carattere, nella loro eterea ma possente perfezione. A guardarli si capisce immediatamente che non sono umani, non sono semplici mortali con superpoteri, ma sono dei. Vale la pena sfogliare questi albi anche solo per i loro disegni, dico davvero.

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Quindi. Concludiamo ché si è fatto davvero tardi. Non posso che consigliarvi di tutto cuore questa run, che è una delle mie preferite del Marvel Universe “recente”. È ben scritta, anche se forse con troppa leggerezza, e la lettura scorre fluida. E soprattutto è ben disegnata da un Olivier Coipel in stato di grazia, capace di regalarci il miglior Thor di sempre. La trovate nelle pagine dello spillato mensile Thor e i Nuovi Vendicatori a partire dal numero 110 ma, fortunatamente, è stata ristampata anche nella collana Le Grandi Saghe e più di recente in tre albi dedicati al Thor di Straczynski. Con questo direi che è davvero tutto, grazie per aver letto fin qua e… alla prossima!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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