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Yuki e Tsubasa. La neve e i poteri esp. Il ritorno in grande stile di Shin Takahashi

Anche ammesso che i poteri extrasensoriali esistano davvero, sono sufficienti a proteggere almeno una delle cose che si ritengono importanti?

Io sono uno stupido e ci sono tante cose che non capisco. Relativamente alla scuola, allo studio e a molto di ciò che mi capita attorno. Ovviamente non capisco i fatti assurdi che si vedono in televisione o nei telegiornali.

Quanto alla mia vita… passo le giornate a sperare di scomparire anch’io, idiota che non sono altro, insieme a questa decadente città termale.

Quel giorno, prima di sentire la solita canzone, per la prima volta sentii la voce di una ragazza che teoricamente non avrei dovuto sentire.

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Salve a tutti e bentornati all’usuale routine di Dailybaloon, fatta di sproloqui vaneggiosi e viaggi nel passato ma anche e (quando ce n’è la possibilità) soprattutto di recensioni. Il tempo pare essere volato, da quella Top10 di luglio in cui si era classificato al primo posto, e il primo numero di Yuki e Tsubasa è arrivato in un baleno sugli scaffali. Ed è quindi il momento di ragionarci su. Ma prima, una premessa d’obbligo.

Come accennavo in quella classifica delle novità, ritengo Shin Takahashi uno dei miei mangaka preferiti. E questo nonostante non sia rimasto completamente soddisfatto delle sue ultime opere: Un frammento di te e Tom Sawyer, che comunque mi ripropongo di prendere per mano nuovamente in futuro. Il punto è che ho amato alla follia Lei, l’Arma Finale. Alla follia, sotto ogni aspetto.

lei

Non nego che questa sia una delle immagini che più hanno condizionato il mio immaginario fumettistico. Per molto tempo.

E così ogni volta che leggo il nome Shin Takahashi su un volume, una parte di me vuole credere di ritrovare quelle sensazioni, quella sensibilità, quell’atmosfera. E questa volta non fa eccezione. Non appena ho visto su Anteprima la doppia pagina dedicata a Yuki e Tsubasa quella parte di me ha subito cominciato a trepidare. E quindi la premessa è la seguente: fin da prima di leggerlo, fin da prima di acquistarlo, ho voluto amare questo Yuki e Tsubasa. E un po’ come con Suzuka questo può, forse, aver condizionato il mio giudizio. Solo che stavolta è andata bene. Decisamente. Un’altra piccola premessa prima di cominciare davvero. Mi scuso per la pochezza e per l’aberrante qualità delle immagini di quest’articolo: purtroppo questa volta l’internet non mi è venuto in aiuto e non ho potuto fare di meglio…

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Tsubasa è un ragazzo problematico. Vive in questo stato semi-catatonico, si lascia trascinare dagli eventi, ha una bassissima considerazione di sé e subisce regolarmente fenomeni di bullismo nonostante si definisca egli stesso un “teppista”. A guardarlo si ha sempre l’impressione che in lui ci sia qualcosa che non va, che sia un attore costantemente fuori posto. La gang di cui fa parte non fa per lui. C’è finito trascinato da un amico di infanzia ma per quanto ci provi con look aggressivi e pose “da teppista” non riesce e non riuscirà ad integrarvisi. D’altro canto loro sono cattivi per davvero.

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Allo stesso modo non fanno per lui i pestaggi che subisce regolarmente, come ci viene fatto intuire, a scuola. Non fa per lui il suo nome che, ci dice, non gli si addice. E non fa per lui la sperduta cittadina montana in cui vive, pronta a scomparire sommersa da una coltre di neve che scende inesorabile.

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Tsubasa è anche un esper, una persona dotata di poteri psichici di varia natura. Poteri nel suo caso disprezzati ed in generale irrisori. A che mai potranno servirgli dei modesti poteri esp, in un mondo al quale chiede soltanto di non essere notato, di esser finalmente lasciato in pace? Tutto ciò cambierà drasticamente con l’arrivo in città di Yuki, giovane (e bellissima) ragazza muta, forse in fuga da un passato turbolento.

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Tsubasa riesce però a sentire la sua voce interiore, grazie ai propri poteri, che aumenteranno a dismisura quando si tratterà di utilizzarli per aiutare Yuki, così spesso in difficoltà. La ragazza inoltre si convince che i poteri siano suoi, e non dell’amico teppistello, e decide di utilizzarli per cercare di essere utile agli altri. E questo contribuirà a mettere entrambi in situazioni scomode e pericolose, ma anche legarli ulteriormente.

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L’arrivo di Yuki, e di tutto ciò che rappresenta, farà crescere il protagonista fin da subito travolgendolo con un mondo che non è, e non potrà più essergli, indifferente. Tsubasa non potrà più nascondersi, farsi invisibile ed insignificante, e forse non è nemmeno più ciò che realmente desidera: per quanto lui provi a convincersi del contrario e a tenersi a distanza, i due finiranno inesorabilmente per incontrarsi e per cacciarsi nei guai e lei avrà immancabilmente bisogno del suo aiuto. E lui non potrà negarglielo.

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Yuki e Tsubasa mi ha davvero colpito. L’atmosfera è quella giusta. I personaggi sono quelli giusti. Il ritmo è quello giusto. L’autore sembra finalmente aver ritrovato l’equilibrio tra immagini e testi che pareva perduto per sempre nel verboso Un frammento di te. E così quella parte di me che, appena saputa la notizia, voleva poter amare questa nuova avventura sta facendo i salti di gioia, perché si sente ricambiata. Si potrebbero di certo muovere delle critiche, in primo luogo ad alcune situazioni trattate con troppa leggerezza. Poi si potrebbe dire che questo primo volume è più che altro una lunga introduzione a personaggi e ambientazioni. Ma passati i primi capitoli l’incertezza se ne va e la narrazione decolla verso gli spaccati di vita e gli spunti da detective story che, confido, ritroveremo nei restanti sette volumi. E sullo sfondo questo paesino così vivo, ma anche così malinconico…

Shin Takahashi, per quanto si può vedere da questo primo volume, è tornato. Con il tratto leggero e il tono vagamente scanzonato. Con le sue vicende intense. E con la neve a coprire, poco alla volta, il paesaggio di questa storia di crescita.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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