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Racconti e annunci da una giornata al Romics

Salve a tutti e bentornati. O benvenuti, a seconda dei casi. Anche quest’anno, come l’anno scorso, sono stato al Romics, la fiera romana di fumetto e dintorni. E tra le incognite e le disavventure tipiche degli eventi di questo tipo, non sono mancate sorprese e momenti piacevoli. E così è giunto il momento dell’usuale report dell’evento, con un po’ di impressioni, pensieri, racconti, aneddoti, novità e notizie. Buona lettura!

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Il tutto è iniziato venerdì 3 ottobre con la trasferta verso la capitale. Solito viaggio in treno che avrei dovuto, francamente, prenotare un po’ prima così da trovare qualche superofferta di quelle che si materializzano per pochi secondi ma solo mesi prima della partenza e poi svaniscono subito. L’unica differenza rispetto ai miei soliti viaggi in treno prenotati troppo tardi è che stavolta ho voluto fare l’italiano-frequentatore-di-treni medio. Così mi sono fiondato all’edicola della stazione e, comperato il bonellide del momento, me lo sono divorato strada facendo. Riguardo il suddetto albo avrei parecchio da dire… magari ne riparliamo più in là.

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Fattasi sera, cena con il piatto di nachos più buono e imponente che abbia mai visto e after dinner ai Santi e Felici, bel locale a due passi dalla stazione Tiburtina.

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Il logo sorridente dei Santi e Felici. Mette allegria.

È stato un momento felice. Eravamo ancora fiduciosi nel futuro e completamente ignari di quello che ci avrebbe colpito la mattina seguente. Beata ignoranza.

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Fiduciosi che tutto sarebbe andato come lo scorso anno, l’indomani siamo capitati in una Roma Ostiense che manco la peggio metropolitana di Tokyo all’ora di punta del lunedì mattina. Siamo così riusciti a veder sfilare, già pieni, ben due treni senza la minima possibilità nemmeno di avvicinarcisi. Al terzo ci abbiamo rinunciato in favore di mezzi più comodi, e qua è già ora della prima considerazione. Ho avuto l’impressione che quest’anno ci fosse molta, ma davvero molta più gente della scorsa edizione, il che ha reso la permanenza in fiera notevolmente più caotica e rumorosa. Se il trend si confermerà essere questo anche nei prossimi anni l’organizzazione dovrà, mi auguro, prender in considerazione l’ipotesi di aprire al pubblico più degli usuali tre padiglioni…

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Per carità, niente di insostenibile, con flussi di persone ben lontani da quelli visti a Lucca. Comunque un certo senso di oppressione mi è stato addosso dal momento in cui sono arrivato, soprattutto in prossimità degli stand più popolari. E qui arriva la considerazione numero due, che prendiamo però un po’ alla larga. Gli ospiti. C’erano nomi di primissimo piano del fumetto italiano, da Mammucari a Caselli, da Enoch alla Pichelli (rima interna) e altri che non sto a nominare. Insomma, gente di tutto rispetto. Sono forse mancati i nomi bomba del panorama internazionale come l’Eddie Campbell dello scorso anno, ma poco importa. Sono rimasto, tuttavia, parecchio stupito dalla reazione del pubblico ai suddetti ospiti: qua e là gruppetti di persone in fila per gli autografi li si vedeva. Ma mai in numeri nemmeno lontanamente vicini al casino pazzesco generatosi attorno allo stand della Shockdom per la presenza di Sio. Mai vista una cosa del genere. Mai. C’era talmente tanta gente che gli organizzatori dovevano spostare periodicamente il povero Sio da una parte all’altra dello stand per far spostare la folla adorante e permettere così il passaggio nei corridoi, altrimenti completamente ostruiti.

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Ora, non voglio essere frainteso. A me Sio piace un botto: mi sembra un personaggio yeah (per usare uno slang g-g-giovane), il suo canale ScottecsTv è spettacolare e le sue strisce pungentemente senza senso. In ogni caso è secondo me bene riflettere sui numeri smossi da personaggi/fenomeni di questo tipo, che alla fin fine col fumetto hanno poco a che fare. Non prendetemi per un bacchettone, o per uno che non sa o non vuole stare al pari coi tempi. È solo che una parte di me vorrebbe vedere alle fiere del fumetto più fumetti e meno cuscini con le tette, più fumettisti e meno youtubers, più lettori e meno gente in costume. E per l’amor del cielo, basta Free Hugs. Non se ne può veramente più e non ha nulla a che vedere con quello che dovrebbe essere il mondo del fumetto. Tranne forse il disagio sociale.

Prima di proseguire col racconto una piccola chiosa sulle novità annunciate da Panini Comics e da RW nelle rispettive conferenze, alle quali non ho potuto partecipare ma che sono andato a pescarmi in forma di riassunti nell’internet. Per quanto riguarda RW le notizie sono principalmente due. Da un lato Multiversity, che l’editore annuncia di voler pubblicare quanto più vicino possibile all’uscita originale (già iniziata). Dall’altro due ristampe interessanti che strizzano l’occhio alla vacca grassa che sono le serie televisive: Hellblazer e Gotham Central verranno quindi riproposte nel solito odioso, acromatico seppur economico formato Bonelli.

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Per quanto riguarda Panini anche qui c’è l’annuncio di una ristampa illustre: finalmente, dopo anni di snervante attesa e di sussurri nella notte, dovrebbe tornare negli scaffali 20th Century Boys. Sperabilmente in edizione deluxe come le altre opere del maestro Urasawa. Devo ammettere che la notizia mi fatto non poco felice, ma il mio conto in banca piange…

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L’altra notizia Panini riguarda la riproposizione in volume di Mind MGMT, di cui trovate qui la recensione del primo numero. Ora. Personalmente non sono per nulla un appassionato del formato spillato che trovo, nonostante la praticità di lettura e il basso prezzo, orribile. D’altro canto sono però decisamente a favore dei formati originali, a cui certe volte più di altre è/sarebbe importante rimanere fedeli. E queste due idee contrastanti mi creano una confusione psicologica che non avete idea. Ma non è questo il punto. Il punto è che da un lato Mind MGMT è veramente una lettura interessante, e una nuova edizione più lussuosa probabilmente la renderà appetibile ad un pubblico più ampio. Dall’altro è un’opera che come pochissime altre necessita del suo formato, dei suoi tempi, della sua periodicità. Non è da leggersi a gruppi di cinque-sei storie una volta ogni cinque-sei mesi: in questo modo ritmo e narrazione ne escono rovinati, e credo che il valore percepito dell’opera ne risentirebbe particolarmente. Ne parleremo di certo approfonditamente più in là, ma rimane che sono abbastanza perplesso.

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Ancora da capire sono la periodicità e il contenuto dei volumi, ma non mi aspetto più di cinque storie alla volta. E comunque non più spesso di quattro-cinque mesi per tenersi a debita distanza dall’edizione “normale” la cui fine è ancora molto lontana…

Ma ritorniamo al racconto vero e proprio…

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Ho passato la maggior parte del mio tempo fieristico allo stand Tunué, che si conferma essere una delle realtà editoriali più interessanti del panorama nazionale, con un catalogo intrigante fatto di nomi noti ed esordienti, graphic novels e saggistica.

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Allo stand erano peraltro presenti svariati autori ad autografare volumi e dedicare sketch ed acquerelli.

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Le bellissime dediche con tanto di disegno di Stefano S3keno e di Enrique Fernandez.

Su invito dei ragazzi della Tunué ho poi avuto modo di partecipare alla conferenza di presentazione di Kuore nella Notte, ultimo lavoro di Stefano S3keno. Il volume uscirà a breve in libreria nella bellissima collana Le Ali, sempre una certezza. A dirigere la presentazione, oltre all’autore, c’erano Sergio Algozzino e Militant A, voce degli Assalti frontali. Si è parlato di attivismo, di vita nelle metropoli, di musica e di come inserirla in un medium “silenzioso” come è il fumetto; di altre realtà oltre a quelle ovvie e conosciute, di un’altra Roma diversa da quella che si vede nei film.

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Kuore nella Notte è un fumetto dallo stile unico con più di qualche soluzione, sia tecnica che estetica, interessante. A breve la recensione.

Ma la notizia che ho aspettato finora a darvi, il principale motivo per cui sono andato al Romics quest’anno, è un’altra. Su proposta dello staff Tunué, a cui la prima parte della chiacchierata ad Emanuele Rosso (se ve la siete persa la trovate qui) è piaciuta molto, ho avuto modo di intervistare Sergio Algozzino, autore tra mille altre cose di Memorie a 8 Bit, sempre Tunué, sempre Le Ali.

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È stata una chiacchierata bellissima ricca di stimoli, un’opportunità per la quale ringrazio la casa editrice e soprattutto lo stesso Sergio: persona squisitamente disponibile, di quelle che ci potresti chiacchierare per ore, la cui dedica del tutto personale sulla mia copia di Memorie a 8 Bit mi ha davvero commosso.

Ecco, questa era la notizia bomba che segna l’inizio (o in un certo senso la prosecuzione) di un percorso di crescita per me e per Dailybaloon che fino a pochi mesi fa non avrei nemmeno sperato possibile. Che altro dire dunque? Sono già al lavoro per proporvi quest’intervista, che credo apprezzerete quanto me, il prima possibile. Nel frattempo si procede con la nostra normale programmazione. Grazie per aver letto fino a qua, spero vi siate divertiti. Alla prossima!

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(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

PS. Quasi dimenticavo! Sabato sera cena tipicamente romana con tonnarelli cacio e pepe e un cameriere che ditemi se non è Ted Mosby. Situazioni del tipo “vorrei un piatto di pasta e come secondo la storia di come hai conosciuto nostra madre”…

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3 thoughts on “Racconti e annunci da una giornata al Romics

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  2. Pingback: Kuore nella notte. Una fiaba nella Roma di S3keno | dailybaloon

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