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Un altro anno è passato…

Salve a tutti e bentornati! È appena terminato il primo giro di mangiate natalizie, fuori dalla finestra c’è un’inaspettata ma piacevole coltre bianca a ricoprire (un po’ a chiazze, ad essere onesti) alberi e tetti. Un altro anno è passato, come ogni anno, inesorabile. Pareva che non finisse mai, e invece eccoci qua, a tirare il fiato prima di ripartire verso uno nuovo che sembrerà non finire mai e invece finirà pure lui.

Approfittando del freddo, della neve e di un momento di pausa tra i gastronomici impegni degli ultimi giorni ho deciso di fare un po’ d’ordine in camera. “Momento”… sarebbe meglio dire alcune ore, ma poco importa. Spostando e accatastando scatoloni, ultimi rimasugli di un vecchio trasloco, ho approfittato anche per dare un nuovo ordine alle librerie che si erano, di recente, fatte oscure ed intricate. Mi sono capitati per mano un sacco di fumetti acquistati e letti nell’ultimo anno, ora accatastati per bene in maniera ordinata.

scatoloni

È piacevole far correre lo sguardo tra le costole dei volumi, non degli spillati che sono orribili, e cercare di ricordare dove e quando; molti albi raccontano storie. E devo ammetterlo, a guardarlo da qui, dalla sommità, il 2014 ha avuto i suoi momenti.

Non riesco a capire, ragionando a mente fredda, se sia stato l’anno grandioso che l’anno scorso mi auguravo (forse anche che mi aspettavo) che fosse, ma la sensazione che siano successe molte cose si fa insistente. Vorrei quindi prendermi un attimo per lasciar correre lo sguardo tra gli scaffali ed ascoltare qualche storia su quest’anno morente, che di storie da raccontare ne ha fin troppe.

Per prima cosa i miei occhi si posano sull’imponente riedizione dell’opera completa di Hugo Pratt, ancora non ultimata a causa di (o forse grazie a?) un cambio di piano editoriale. Questi volumi deliziosi mi hanno incentivato a scoprire a fondo l’immenso lavoro dell’artista, Corto Maltese in testa. Di ciò che ho potuto leggere finora (la cadenza settimanale non mi ha permesso di rimanere in pari con la lettura) vorrei ricordare principalmente due titoli, che vi consiglio di recuperare se ne aveste la possibilità. Il primo è ovviamente Una ballata del mare salato; il secondo, forse meno ovviamente, è la raccolta intitolata Le celtiche che contiene capolavori come Sotto la bandiera dell’oro e, soprattutto, Concerto in ‘O minore per arpa e nitroglicerina.

COLLAGE - ballata del mare alato

Tutto Pratt, questo il nome della collana, inaugura inoltre una nuova stagione di riproposte di grandi classici: per Mondadori sta infatti per arrivare la raccolta di Crepax, mentre in edicola vedremo a breve Asterix. Sono opere che non dovrebbero mancare dalle librerie e, per quanto la periodicità settimanale si riveli presto economicamente proibitiva, mi auguro che l’iniziativa si estenda anche ad altri autori.

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Continuando a girare con lo sguardo non ci si può che soffermare sull’annata del rinnovamento Bonelli, che ha per protagonisti assoluti il fiacco finale della prima stagione Orfani ed il conseguente inizio della seconda e, soprattutto, il rilancio di Dylan Dog. Rilancio che sto seguendo con un certo interesse, devo ammettere, anche se più per farmi un’idea sullo stato di salute di parte dell’editoria italiana che per amore del personaggio o delle sue peripezie. In ogni caso spero davvero che Recchioni e compagnia riescano a raddrizzare il tiro, la smettano di litigare con Claudio di Biagio su chi la sa più lunga e si concentrino nello scrivere delle storie un filino migliori del recente (ed aberrante) Anarchia nel Regno Unito.

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Il tour prosegue e non trattengo un sospiro carico di rimpianti quando arrivo allo scaffale DC. Tra le altre cose quest’anno abbiamo assistito al finale di Lanterna Verde. Non fatevi illusioni: dall’abbandono di Johns la testata è morta, ridotta a grumo di storie inconsistenti e personaggi divenuti superficiali. Da un paio di mesi ho persino smesso di acquistare lo spillato, decisione molto sofferta come chiunque abbia mai chiuso i ponti con una testata di supereroi sa bene. Questo riduce le mie letture mensili targate DC al solo Batman, e la cosa mi dispiace davvero molto. Nonostante la discutibile qualità del reboot le potenzialità d’erano, e avevo davvero sperato che tutto potesse sistemarsi; invece non sento la mancanza di nessuna delle serie che ho abbandonato (fatta eccezione per l’antologico Dark Universe che mi ripropongo di recuperare) né degli eventi/crossover che mi sono perso. Auguro sinceramente a DC Comics, per l’anno venturo, di ritrovare la strada perché così proprio non ci siamo.

Crisis-on-Infinite-Earths

Purtroppo è innegabile, l’Universo DC non è più quello di un tempo…

A mammaMarvel invece tutto va decisamente meglio, e l’arrivo di All-New Marvel Now! ci ha regalato qualche bella sorpresa. Vi consiglio particolarmente la nuova Ms. Marvel, la cui serie è ospitata all’interno della testata Incredibili Avengers, che davvero merita un’occhiata. Ma non sono state tutte rose e fiori nemmeno per la casa delle idee: come dimenticare la futile e pretestuosa pioggia di critiche riguardo la variant cover firmata da Milo Manara per Spider Woman?

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Ma non voglio dare troppa importanza ai momenti brutti quindi proseguo la mia carrellata e, con la coda dell’occhio, mi imbatto in quell’Evangelion Collection 14 che chiude dopo anni d’agonia l’avventura cartacea di Shinji e compagni. Anche se la storia contenuta in quest’albo non è all’altezza della pazienza che ha richiesto non posso celare un sorriso di giubilo: finalmente possiamo riprendere in tranquillità la nostra vita.

Finalmente...

Finalmente…

Così su due piedi non riesco a farmi tornare alla mente null’altro. Che per i manga sia tutto? Un po’ questo mi rattrista, temo che non siamo ancora usciti dall’impasse che avevamo vissuto l’anno scorso. Così mi fermo a guardare meglio, a scrutare più a fondo le librerie, anche negli angoli più lontani. E scorgo Yuki e Tsubasa, il ritorno di Shin Takahashi mi ha fatto davvero felice. Poi intravedo La Cronaca degli Insetti Umani di Osamu Tezuka, un capolavoro che non mi scorderò mai. E anche Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio? di Shintaro Kago, con le sue mirabolanti e bizzarre idee. E poi il recente Soil e l’ultimo volume di Buonanotte, Punpun… Un po’ comincio a pensare che, tutto sommato, qualcosa di buono c’è stato.

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Ed infine riguardando a tutte queste letture che mese dopo mese ci hanno accompagnato nel corso dell’anno non posso che ripensare a cosa è stato quest’anno per Dailybaloon. È stato un 2014 di consolidamento e di affinamento della proposta ma anche di grandi cambiamenti con la neonata collaborazione con Concretabook e con l’introduzione delle prime interviste.

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Il palinsesto di Dailybaloon è cresciuto molto da quando questo spazio muoveva i suoi primi incerti passi quasi due anni fa, sia in qualità che in quantità, e per tutte queste opportunità non posso che ringraziarvi di cuore. Con questo vi saluto e vi auguro una buona fine e un buonissimo inizio. Noi ci rivediamo al di là della barriera, tra qualche giorno, all’alba del nuovo anno che ci ritroveremo qui a ricordare quando, inesorabilmente, starà per finire.

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(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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