Watersnakes, un mondo lontano, misterioso, magico

Veniamo da un lontano passato. Siamo già morti…

Potete soltanto percepire la proiezione della nostra energia come la luce delle stelle morte. E questa energia attraversa il limbo fino al cristallo della vostra coscienza. Esplodendo fino a un interpretazione che voi, umani, definite magia.

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Lo scorso mese abbiamo parlato di In inverno le mie mani sapevano di mandarino ma, anche se il bel tempo tarda ad arrivare, non è più inverno. E bisogna andare avanti. E così, con la primavera, è arrivato il momento di recensire una nuova graphic novel su Concretabook.

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Oggi il fumetto che vi propongo è Watersnakes, di Tony Sandoval. È una storia bellissima, piena di mistero e di magia, che vi consiglio caldamente. E come sempre… se volete sapere il perché non avete che da leggere la recensione completa. La trovate qui.

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I fumetti che vorrei… sono quelli che ho già

Salve a tutti e ben ritrovati, oggi siamo qui riuniti per immaginare cose. Come ormai ben saprete questa serie di articoli, aperiodica oltre ogni ragionevole limite, si propone di lasciar vagare la fantasia nel magico mondo delle “cose che vorremmo ma purtroppo non sono”. E così, dopo una prima allucinata puntata dedicata ad improbabili supereroi scritti da mangaka affermati ed una seconda puntata più polemica riguardante il dualismo albi antologici/albi monografici, eccoci qua per un nuovo appuntamento. Oggi i fumetti che vorrei sono quelli che ho già.

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Top10 delle anteprime di marzo

Salve a tutti e ben ritrovati, come ogni mese, per dare un’occhiata alle migliori novità proposteci dagli editori più disparati. L’Anteprima di questo mese si è rivelata particolarmente e, devo ammettere, inaspettatamente densa di annunci interessanti: tra grandi ristampe, (tantissimi) nuovi manga e qualche outsider questa potrebbe essere una delle classifiche più variopinte ed atipiche degli ultimi tempi. Speriamo solo che tutti questi albi riescano a vedere la luce senza problemi: ormai col “popolo del web” (ma pure con quello vero) non si sa mai cosa potrebbe dar fastidio a chi. In trenta secondi ti ritrovi con una raccolta firme ed un boicottaggio più o meno esteso. O peggio. Con buona della libertà di pensiero e di stampa.

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Sulle ultime polemiche

Vorrei proporvi una riflessione breve ma diretta.

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CBR ha da poco dato la notizia che la variant cover del numero 41 di Batgirl, su richiesta dello stesso disegnatore Rafael Albuquerque, non verrà pubblicata. Questo a seguito della tempesta di critiche abbattutesi sulla copertina e sul suo ideatore per via dei riferimenti (più o meno espliciti) ai drammatici eventi di The Killing Joke.

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Romanticized sexual violence? Davvero?

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Molto semplicemente, no.

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La mente del censore è un luogo meraviglioso. Dici che “la censura dell’arte è una cosa che dovrebbe esistere”? Bè, caro kelsey, speriamo che nessuno decida che la tua vita sia un’opera d’arte da censurare.

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Di nuovo. Molto semplicemente, no.

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Complimenti.

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“DC non l’ha mai meritata [Barbara]”.

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Barbara non è obbligata a rivivere niente: è delle linee su un pezzo di carta, per l’amor del cielo.

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Complimenti per la punteggiatura e per la capacità di capire cosa è (e cosa no) una battuta.


È ora di smetterla di raccontarsi cazzate. Rappresentare il male non significa legittimarlo. Raccontare una storia in cui un personaggio femminile subisce una violenza, o in questo caso farne riferimento in un’immagine, non vuol dire giustificare né incitare a questo tipo di abusi. Né tantomeno commetterli nel mondo reale.

E poi… Mi viene in mente una frase letta su un forum, diceva più o meno “da adesso in poi gli psicopatici dei fumetti sono legittimati a far del male a personaggi di finzione solo se sono maschi; non avete avuto il promemoria?”.

E infatti per questa cover del nostro Bianchi nessuno ha aperto bocca.

E infatti per questa cover del nostro Bianchi nessuno ha aperto bocca.

Viking. Razzie, asce e tanti, tanti colori

Racconta a tutti di Finn ed Egil… gli uomini affamati. Uomini senza terra. Uomini con tempo e dedizione.

Che significa, signore?

Significa che alla gente non serve tutto ciò che possiede. E presto li libereremo da questo fardello.

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Salve a tutti e ben ritrovati dopo un week end in cui, mea culpa, non ci siamo visti. Vi voglio comunque tranquillizzare: non è che fossi alle Bahamas per sfuggire ad un tempo più ballerino del famoso apostolo. Tra le altre cose ho infatti lavorato alacremente ad un progetto super segreto di rinnovamento del blog del quale, essendo appunto super segreto, vi potrò parlare solo tra qualche tempo. Ma passiamo al fumetto di oggi, che è meglio non far salire troppo l’hype. Oggi parliamo di Viking: Un fuoco esteso e freddo. Che sottotitolo figo… Continua a leggere

Dragonero, o il fascino sempreverde dell’avventura

Piuttosto, quelle fiamme come le spieghi? Persino l’acqua ha preso fuoco! Non ho mai visto nulla di simile!

Purtroppo io sì, sorella… Il fuoco che brucia nell’acqua… Io l’ho già visto!

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Salve a tutti e ben tornati. Spero ve la passiate bene nonostante le intemperie. Come accennavo ieri su Facebook, ho passato una buona parte del week end in treno e, come si ben sa, il miglior amico della rotaia è il bonellide. E così eccoci qua a chiacchierare di una delle produzioni Bonelli che più mi ha colpito negli ultimi tempi (non che ne legga tantissime, ma comunque…): Dragonero. Continua a leggere

Shamo, in equilibrio su un mondo violento

Quel giorno il ragazzo senza nome uccise i suoi genitori. Era piena estate. Nel primo pomeriggio il ragazzo senza nome massacrò i propri genitori a coltellate. Avvenne tutto in un angolo di un tranquillo quartiere residenziale.

Era un giorno come un altro. In soggiorno vi era il padre, funzionario di banca, con due bellissime donne di casa, la moglie e la figlia. Nella stanza al piano di sopra c’era il figlio sedicenne, che frequentava un famoso liceo privato. Il ragazzo vantava ottimi voti, tanto che si diceva che avrebbe superato senza problemi l’esame di ammissione alla prestigiosa università di Tokyo.

Eppure impazzì.

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Salve a tutti e bentornati! Torniamo a parlare di fumetti, questa volta per davvero, ripescando un albo uscito ormai da qualche tempo ma che ho avuto modo di leggere solo adesso. Mi riferisco all’enorme riedizione di Shamo che Panini sta riproponendo in fumetteria in volumi pachidermici da tre tankobon l’uno. Ecco, finalmente sono riuscito a mettere le mani sul primo mattone di questa serie e l’ho letto. E ne è valsa la pena. Continua a leggere