Home » Recensioni » Shamo, in equilibrio su un mondo violento

Shamo, in equilibrio su un mondo violento

Quel giorno il ragazzo senza nome uccise i suoi genitori. Era piena estate. Nel primo pomeriggio il ragazzo senza nome massacrò i propri genitori a coltellate. Avvenne tutto in un angolo di un tranquillo quartiere residenziale.

Era un giorno come un altro. In soggiorno vi era il padre, funzionario di banca, con due bellissime donne di casa, la moglie e la figlia. Nella stanza al piano di sopra c’era il figlio sedicenne, che frequentava un famoso liceo privato. Il ragazzo vantava ottimi voti, tanto che si diceva che avrebbe superato senza problemi l’esame di ammissione alla prestigiosa università di Tokyo.

Eppure impazzì.

Shamo Cover

Salve a tutti e bentornati! Torniamo a parlare di fumetti, questa volta per davvero, ripescando un albo uscito ormai da qualche tempo ma che ho avuto modo di leggere solo adesso. Mi riferisco all’enorme riedizione di Shamo che Panini sta riproponendo in fumetteria in volumi pachidermici da tre tankobon l’uno. Ecco, finalmente sono riuscito a mettere le mani sul primo mattone di questa serie e l’ho letto. E ne è valsa la pena.

Per prima cosa va detto che non sapevo esattamente cosa aspettarmi da questa serie. Quando uscì originariamente, ormai quasi dieci anni fa, ammetto di non aver approfondito molto: i primi albi per vari motivi non erano riusciti a catturare la mia attenzione e quindi li lasciai sugli scaffali e non ci pensai più. Di conseguenza quando ne venne annunciata la ristampa ne fui in parte parecchio felice, dato che mi veniva finalmente data una ragionevole possibilità di recuperare, ma al contempo non avevo idea di cosa ci avrei trovato di preciso.

Shamo 07

La premessa mi era chiarissima: un ragazzo finisce in riformatorio e lì subisce le peggio cose. Ma la direzione che avrebbe preso poi la narrazione mi era (ovviamente) oscura. Si sarebbe persa in una deriva banalmente sentimentalista, e fondamentalmente buonista, alla Rainbow di Kakizaki? O magari si sarebbe lasciata andare in una disturbante follia ultraviolenta a mo’ di Ichi the Killer (peraltro, vi ricordo, miglior serie nuova lo scorso anno)? Bè, in realtà nessuno dei due, e ne sono felice.

Shamo 06

Un brevissimo incipit ci introduce il protagonista, Ryo Narushima, studente modello che per qualche motivo perde la testa e sgozza i genitori. Essendo minorenne la sua pena è comunque minima, in termini di tempo, ma l’esperienza del riformatorio lo segnerà indelebilmente. Le angherie fisiche e sessuali subite dai compagni di prigionia unite alle lezioni di karate, unico appiglio in un mondo oscuro, lo trasformeranno lentamente ma inesorabilmente in un sociopatico instabile e violento.

Shamo 01

Ed è proprio nell’evoluzione (o nell’involuzione) psicologica del protagonista che Shamo mette a segno il primo punto. Per una buona metà di questo primo volume la vita di Ryo si riduce a mera sopravvivenza. Come un animale in un ambiente ostile il ragazzo si aggrappa disperatamente, con tutte le proprie forze, ad ogni possibilità pur di rimanere in vita. Le lezioni di Karate gli forniscono i mezzi per non farsi sopraffare, ma è la sua mente a subire la vera trasformazione. E ci si chiede se la sequela di disgrazie che è costretto ad affrontare lo trasformi nel pazzo che vediamo nella seconda metà del volume o se semplicemente metta a nudo il suo vero carattere, nascosto sotto anni d’educazione e buon costume.

Shamo 04

Insomma, nonostante l’impostazione molto action di una narrazione che a tratti ricorda i più classici manga sportivi (c’è addirittura un torneo d’arti marziali all’orizzonte) e nonostante la vena violenta davvero estrema della maggior parte delle situazioni, la caratterizzazione dei personaggi riesce a non risultare banale e a non scadere né nel pietismo né nella scazzottata pura e semplice.

Shamo 02

Forse non c’è, non del tutto almeno, una vera riflessione sulla natura nascosta e puramente animale dell’animo umano ma dalla lettura di questo primo volume traspare comunque un certo pessimismo a riguardo. I protagonisti si muovono in mondo sporco e deviato, di cui si intravede il marciume anche quando è ben nascosto e Ryo in particolare, succube di un universo violento dove vige la semplice legge del più forte, è insieme la prima vittima e il principale emissario di questo meccanismo: uccidi o sarai ucciso, attacca o non avrai la possibilità di difenderti.

Shamo 03

Il lato davvero straordinario di Shamo è la naturalezza con cui la narrazione procede, almeno per il momento. Mi sarei aspettato di trovarmi di fronte ad un mattone lento e pesante, deliberatamente drammatico e pieno di quel patetismo che tanto mi aveva infastidito in Rainbow, invece le più di seicento pagine di questo primo volume scorrono che è un piacere, senza mai cali di ritmo e di tensione. Non c’è l’urgenza, a tratti pressante nel racconto di Abe e Kakizaki, di raccontare la perdita dell’innocenza di un’anima buona prigioniera di un mondo malvagio. Qui i protagonisti stessi non hanno una chiara e banalmente univoca caratterizzazione morale e noi assistiamo alle loro vicissitudini senza il bisogno di calcare inutilmente la mano sul pathos e sui buoni sentimenti.

Shamo 05

Concludendo. Sono rimasto davvero colpito (positivamente, si intende) da quest’opera di Izou Hashimoto e Akio Tanaka che riesce a rimanere in equilibrio tra l’eccessiva depravazione e il semplice pietismo, raccontando una storia dura che passa il suo messaggio in modo naturale e senza fronzoli o forzature. Credo davvero che proseguirò nella lettura e vi consiglio caldamente di darci un’occhiata, anche nonostante il formato abbastanza scomodo dei volumi. Le misure standard del tankobon mal si sposano con l’esorbitante numero di pagine di cui si compone questa ristampa, ma questo (va detto) la rende al contempo abbastanza economica: 15 euro per l’equivalente di tre albi “normali”, per i tempi che corrono, è un prezzo davvero niente male.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...