Home » Recensioni » Viking. Razzie, asce e tanti, tanti colori

Viking. Razzie, asce e tanti, tanti colori

Racconta a tutti di Finn ed Egil… gli uomini affamati. Uomini senza terra. Uomini con tempo e dedizione.

Che significa, signore?

Significa che alla gente non serve tutto ciò che possiede. E presto li libereremo da questo fardello.

viking - cover

Salve a tutti e ben ritrovati dopo un week end in cui, mea culpa, non ci siamo visti. Vi voglio comunque tranquillizzare: non è che fossi alle Bahamas per sfuggire ad un tempo più ballerino del famoso apostolo. Tra le altre cose ho infatti lavorato alacremente ad un progetto super segreto di rinnovamento del blog del quale, essendo appunto super segreto, vi potrò parlare solo tra qualche tempo. Ma passiamo al fumetto di oggi, che è meglio non far salire troppo l’hype. Oggi parliamo di Viking: Un fuoco esteso e freddo. Che sottotitolo figo…

Questa tomellata vichinga di quasi 130 pagine, pubblicata per edicola e fumetteria da Editoriale Cosmo, racconta la storia di Egil e Finn, due nordici ragazzoni d’altri tempi intenti in tutte quelle attività per cui i nordici ragazzoni d’altri tempi sono famosi: razzie, saccheggi, battaglie, risse, cazzotti, asce in faccia. Stupri no, ma è l’unica cosa che manca alla lista. Comunque, questi due decidono di rapire la figlia del re e dopo mille peripezie ce la fanno ma lei scappa lasciandone uno con la faccia ustionata e l’altro col cuore spezzato.

viking 1

Messa così la trama non è che brilli di luce propria, e non bastano le parentesi più dialogate e, con molte virgolette, “introspettive” a risollevarne le sorti. Tutto ciò che abbiamo sono personaggi dallo spessore caratteriale di un foglio di carta velina che fanno esattamente quello che ci si aspetta da loro, linearmente e senza sorprese, con poca o nulla crescita personale. Tutto ciò fino a un finale che non è un finale in previsione di una seconda parte che probabilmente non ci sarà mai. Parliamoci chiaro: non esattamente un capolavoro.

viking 4

Parentesi. Perché dev’essere così difficile raccontare una bella storia vichinga? In questo momento ho delle reminiscenze cinematografiche da correre a nascondersi. Fine della parentesi.

viking 5

Avrete ormai capito che non è certo per la trama, che per quanto lineare e già sentita risulta comunque abbastanza godibile (di certo più godibile di certa altra porcheria su pellicola), che ho deciso di parlarvi di Viking. Ho voluto spendere qualche parola su questo fumetto per altri due motivi.

viking 2

I diversi registri stilistici del disegnatore Nic Klein. Più pittorico o dal tratto più ruvido a seconda delle esigenze.

Il primo motivo sono ovviamente i disegni di Nic Klein. L’artista dipinge con uno stile molto personale, utilizzando diversi registri e soluzioni visive a seconda delle situazioni. Le variopinte tavole sono un tripudio di colori e fantasia, intelligentemente costruite e solcate da una griglia assurdamente dinamica ma eccezionalmente funzionale.

viking 6

Una scazzottata qualunque, resa intrigante da una sapiente composizione della tavola.

Alcune sequenze in particolare guadagnano in incisività proprio per la composizione della tavola e della gabbia e, da mediocri che sarebbero potute essere visto il loro contenuto, diventano memorabili.

viking 7

Altro esempio di tavola ottimamente costruita. Un banalissimo bacio viene reso dinamico e con tutto il suo pathos attraverso dettagli che compaiono come pop up. Una delle pagine più belle dell’albo, decisamente.

In secondo luogo volevo parlarvi di Viking per via del suo formato, ma prima è necessaria una premessa di carattere storico-aneddotico. Un bel giorno qualcuno si dimenticò che era finito il toner a colori e lanciò sul mercato tutta una serie di classici di provenienza franco-belga in bianco e nero. Fu un successo immediato, e quella malattia della mente e dell’anima contagiò presto altre case editrici che finsero pure loro di dimenticarsi del toner esaurito.

Tradotto seriamente, è ormai qualche tempo che un certo tipo di editoria cerca di convincerci che l’unico modo per avere un’edizione economica è venire a patti con il bianco e nero e con le riduzioni di formato. Questa pratica barbara ha prodotto talvolta edizioni (a malapena) guardabili, come nel caso di Y – L’ultimo uomo o di Gotham Central, ma più spesso ha partorito aberrazioni inenarrabili come XIII, Fables e soprattutto il recente Constantine. Quest’ultimo menomato così malamente ed in profondità da risultare completamente illeggibile.

Da sinistra a destra: no, no e ancora no.

Da sinistra a destra: no, no e ancora no.

Ad ogni modo pareva che questa fosse l’unica via possibile: o i cartonati deluxe da pagare a rate, o i volumi classici (comunque discretamente costosi), oppure queste edizioni economiche che chiedono solo di cessare di esistere. E questo semplicemente non è vero, o quanto meno non lo è più. Questo stesso Viking ne è la prova: fare un volume economico, a colori e del formato giusto non solo è possibile ma in quanto possibile è doveroso.

Quest’albo brossurato a colla da 130 pagine 19×27 costa 6 euro e 90, è a colori ed ha una grammatura di carta e copertina ragionevoli (non eccellenti, per carità, ma ragionevoli). Il prezzo è circa la metà di un 100% Panini o di un fascicolato Bao Publishing, ed è il miglior compromesso tra un’edizione rispettosa e un costo contenuto che abbia mai visto. Certo la qualità cartotecnica non è all’altezza delle edizioni “normali” o “lussuose”, ci mancherebbe, ma non siamo comunque ai livelli di porcherie tipo PK Giant e il risultato finale è comunque più che sufficiente per un’edizione concepita per essere “economica”.

È anche vero che il rispetto per il formato originale non è gratis: quest’albo costa comunque di più dei bonellidi sopra citati ma questo è il minimo qualitativo che si dovrebbe esser disposti a tollerare. Scendere di prezzo vuol dire necessariamente compromettere il contenuto del fumetto e colare a picco sotto la soglia della sufficienza. Ed è ora di smetterla di credere che non ci sia alternativa o, peggio, che più piccolo ed in bianco e nero alla fin fine è uguale. Se credete che sia uguale guardatevi Interstellar in bianco e nero su uno schermo 4:3 da 15 pollici e, per l’amor del cielo, convincetevi che non è uguale proprio per niente.

Non è uguale e basta.

Non è uguale e basta.

E quindi, in conclusione, mando i miei più sentiti ringraziamenti ad Editoriale Cosmo per la conferma che un’alternativa ragionevole esiste. Si può fare.

viking 9

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

Annunci

2 thoughts on “Viking. Razzie, asce e tanti, tanti colori

  1. Pingback: Prophet, la miniserie francese abbordabile made in Cosmo | dailybaloon

  2. Pingback: Top10 delle anteprime di settembre | dailybaloon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...