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Prophet, la miniserie francese abbordabile made in Cosmo

Dei macabri bassorilievi presero il posto di ideogrammi misteriosi… che esseri avrebbero potuto generare delle oscenità così rivoltanti?! Toccavo il fondo… il mio cuore batteva all’impazzata, il mio respiro faticava… e lo vidi…

prophet cover

Salve a tutti e ben ritrovati. È dura riprendersi dalle abbuffate pasquali, quindi  iniziare a recuperare il ritmo perduto la recensione di oggi sarà più leggera del solito, così iniziamo con calma. Oggi parliamo di Prophet. Però non quello Image di Brandon Graham, ma quello francese di Mathieu Lauffreay.

Il Prohpet di cui stiamo parlando, quello francese (da ora in poi smetterò di specificarlo, e sarebbe anche ora), è una bella miniserie arrivata al terzo volume su quattro, se non sbaglio, pubblicata in edicola e fumetteria da Editoriale Cosmo. Per quanto riguarda l’edizione, ancora una volta ragguardevole, valgono gli stessi discorsi fatti per Viking. Cosmo stampa dei bei volumetti da 48 pagine, rigorosamente a colori, dimensioni 19×27 a 3 euro e 90. Un prezzo lontanissimo dai consueti 13-15 euro ai quali siamo abituati parlando di fumetti francesi che ci dimostra, ancora una volta, che l’alternativa economica esiste.

E per fortuna che esiste perché altrimenti non credo mi sarei mai avvicinato a questa lettura che, sarò franco, è bella ma non così bella. Invece quei “soli” 4 euro mi hanno da un lato invogliato ad iniziarla e dall’altro mi hanno permesso di leggerla senza quella vocina in testa che talvolta mi fa notare come quanti soldi abbia buttato. Mi sono quindi concesso un approccio molto più leggero rispetto al mio solito a questa miniserie che, pur con i suoi difetti, è riuscita ad intrigarmi per bene.

prophet 2

Già la prima frase del primo capitolo è stata sufficiente a catturare la mia attenzione e a definire con chiarezza la direzione e l’atmosfera della storia. Nella prima pagina facciamo infatti conoscenza con Jack Stanton, il protagonista, che si presenta come “professore alla Miskatonic University”. E questo basta e avanza.

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Scopriamo poi che Jack è tipo un archeologo (forse, non ricordo) nonché il colpevole della scoperta definitiva: un santuario sperduto tra le montagne che contiene le chiave per comprendere l’origine della vita sulla Terra e che, una volta aperto, scatena una specie di fine del mondo. Demoni e titani si riversano nella nostra dimensione distruggendo ogni cosa fino a che gli ultimi superstiti di un’umanità ormai mutata vagano alla ricerca del loro messia. Ed il profeta che li porterà a compimento di tale missione non poteva che essere un’inconsapevole Jack Stanton.

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L’idea di fondo, vagamente lovecraftiana se non nel tono almeno nelle premesse, regge bene. Il mistero di cosa sia accaduto al mondo, di chi sia il messia e del perché Jack dovrebbe saperne qualcosa, di cosa fosse quel santuario… È tutto molto classico, con un retrogusto di già visto, ma comunque abbastanza intrigante da tenere il lettore sulla pagina, non c’è dubbio.

Ma non sono tutte rose e fiori. Il tono generale della vicenda, ad esempio, oscilla tra il dramma di proporzioni epiche e il siparietto comico creando una certa confusione su quale direzione la storia voglia intraprendere. L’intreccio poi non è sempre chiaro e talvolta, complice anche un character design approssimativo, non si riesce a capire perché il tal personaggio faccia la tal cosa, a quale scopo, quando la scelta giusta era evidentemente un’altra.

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Questi problemucci di impostazione mi hanno fatto più volte storcere il naso, anche perché leggendo una storia così dichiaratamente lovecraftiana ci si aspetterebbe tutt’altro stile, ma alla fine la curiosità di sapere il seguito ed una piacevole leggerezza della lettura (forse fuori luogo ma comunque piacevole) mi hanno continuamente spinto avanti.

Insomma, Prophet non è certo un capolavoro. Ha un concept senza dubbio interessante ma viene veicolato da un impianto narrativo decisamente troppo poco radicale, l’impatto grafico funziona ma rimane nel seminato e non fa mai quel passetto in più (tranne che nelle silenziose vedute di panorami apocalittici, davvero riuscite).

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Tuttavia rimane una lettura parecchio godibile per la quale è facile trascurare le cosette che non funzionano. D’altro canto non è che sia necessario leggere sempre e solo capolavori impensabili che sconvolgano la nostra percezione del mondo, alle volte ci si può anche tuffare in avventure leggere e senza troppe pretese che intrattengano e poco più. Miniserie che a 10 euro a volume non avremmo mai nemmeno guardato ma per cifre ragionevoli magari anche sì. E, da questo punto di vista, Prophet colpisce nel centro.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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