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Atomico s’ha da fare. Ecco perché

Salve a tutti e bentornati, spero ve la passiate bene. Purtroppo è un periodo in cui ho davvero poco tempo libero e le letture di conseguenza scarseggiano. Quindi oggi niente recensione. C’è però una cosina, alla quale abbiamo già accennato su Facebook, di cui vorrei parlarvi con un po’ più di calma, anche perché negli ultimi giorni ci sono stati degli sviluppi interessanti. Questa cosina è Atomico.

atomico 1

Per chi vivesse fuori dall’internet e accendesse il modem solo per venire qui, e di conseguenza non sapesse cos’è Atomico, ho 1) un consiglio: riconsiderate l’uso che fate della rete; e 2) una spiegazione: Atomico è una casa editrice digitale nascente che si poggia sul crowdfinding. Sul “digitale” ci sono dei cambiamenti che discuteremo poi, ma tutto il resto rimane così paro paro. Alla spalle di tutto il progetto c’è Alessandro Apreda, aka Dr. Manhattan, che per svariati motivi è una garanzia (due su tutti la passione e la conoscenza). Se non conoscete l’Antro Atomico del Dottor Manhattan, il suo blog, anche in questo caso dovreste riconsiderare l’uso che fate della rete.

atomico 2

Il primo progetto proposto da Atomico è Rim City, testi dello stesso Apreda e disegni dell’esordiente (e che esordiente!) Daniele Orlandini. Seguiranno Quebrada, testi di Matteo Casali e disegni di Michele Bertilorenzi, e Zeroi, testi di Casali e Tuono Pettinato e disegni di Cristian Canfailla aka Cinci. Per il primo titolo il funding è già iniziato, gli altri seguiranno a breve.

Ecco gli autori atomici. Per conoscerli meglio potete cliccare qui. Quanto sono belli?

Ecco gli autori atomici. Per conoscerli meglio potete cliccare qui. Quanto sono belli?

Ma quindi, questo progetto Atomico, s’ha da fare? Come potrete intuire dal titolo la mia risposta è sì, ma perché? Alla fine crowdfunding e fumetti digitali sono parole pericolose…

Nel frattempo... Alcuni studi per i fighissimi mostroni sottomarini di Rim City.

Nel frattempo… Alcuni studi per i fighissimi mostroni sottomarini di Rim City.

Sugli albi digitali non mi dilungo ché ne abbiamo parlato ampiamente in una breve serie di articoli dedicati, ma crowdfunding rimane una parola davvero pericolosa. Perché sarà vero che è una delle più grandi potenzialità offerte dalla rete, la più sublime concretizzazione del libero mercato (ammesso che ciò sia positivo), sarà anche vero che ci ha permesso di avere gioielli tipo Lumina o progetti interessanti (quantomeno nelle premesse) come Vittima degli Eventi… Ma è altrettanto vero che spesso si è usato come giustificazione morale ed economica per le peggio porcherie: come insalate di patate assurdamente costose o lanci (poi falliti) di Lance di Longinus sulla Luna.

In questo caso mi sento d’affermare che abbiamo a che fare con il “lato buono” del crowdfunding. E non per via del fatto che Apreda mi sta simpatico o perché il concept Rim City mi ispira.

rim city 1

Il punto è che Atomico è un progetto strutturato, ragionato, gestito con professionalità e serietà, diretto nei metodi e onesto negli obbiettivi. Ed è questo che distingue un cretino qualunque (o un genio del male?) che vuole arricchirsi con patate a maionese da un gruppo di persone con un’idea vera e la volontà di realizzarla. È questo ad ispirare fiducia.

Che i ragazzi di Atomico sappiano il fatto loro è evidente in ogni dettaglio, dalla grafica del sito alla cura per la promozione.

Che i ragazzi di Atomico sappiano il fatto loro è evidente in ogni dettaglio, dalla grafica del sito alla cura per la promozione.

Trovo poi notevole il modo in cui questi (forse ormai non più) ragazzi hanno cercato di proporre qualcosa di nuovo, di partire da zero, creando un’etichetta di progetto dal fascino indiscutibile capace di mettere assieme nuove leve e nomi affermati e di suscitare l’interesse di praticamente tutto il web. Sono quelle iniziative “dal basso” che ti fanno pensare che c’è ancora speranza, che il mondo non è soltanto corporazioni gigantesche che ti entrano nella testa con insidiosi messaggi subliminali ma che c’è ancora uno spazio di manovra per i propri sogni. Magari anche piccolo, piccolissimo, ma c’è.

L’altra cosa su cui vorrei spendere due parole è il recente coinvolgimento di saldaPress nel progetto: una volta che la campagna di finanziamento sarà conclusa, se si sarà raggiunta la soglia di fattibilità l’editore zombie per eccellenza produrrà distribuirà la versione cartacea del fumetto atomico in questione(sì, anche in fumetteria, ma mica nella certamente fichissima versione variant che avrete se finanzierete il progetto in anticipo).

atomico 3

L’edizione cartacea sarà disponibile in due versioni: cartonata o brossurata. Quale scegliere? Beh, la cartonata ha delle pagine extra, quindi…

Questo aspetto è importante per due motivi. In primo luogo, come vi dicevo, Atomico nasceva come casa editrice di fumetti digitali, e lo è stata per buona parte della campagna di finanziamento di Rim City. Ora, assecondando le richieste di noi nostalgici della carta, i fumetti di Atomico saranno disponibili anche fisicamente. E questa è di per sé una notizia meravigliosa, era l’unica cosa che mancava e che poteva suscitare qualche dubbio nei più feticisti del possesso.

Nel frattempo... tudi preliminari per Kendra, protagonista di Rim City.

Nel frattempo… Studi preliminari per Kendra, protagonista di Rim City.

In secondo luogo trovo parecchio interessante che, tra tutte le case editrici che in Italia pubblicano “un certo tipo di fumetto” (penso per esempio a Bao), sia stata proprio saldaPress ad imbarcarsi in questa coraggiosa avventura. Insomma, una saldaPress che sta maturando, che sta lentamente trasformandosi da “quella che fa i fumetti di zombie” a qualcosina di più. Nel comunicato diffuso dall’editore si legge che questo è “il proseguimento ideale del percorso iniziato con il supporto al progetto primaomai di Ratigher”. Come non essere d’accordo? E come non esserne felici?

saldaPress aveva infatti già acquistato e distribuito alcune copie delle ragazzine di Ratigher.

saldaPress aveva infatti già acquistato e distribuito alcune copie delle ragazzine di Ratigher.

Concludo, perché vi ho tediato anche troppo. Atomico s’ha da fare. È un progetto interessante, strutturato, adulto, pieno di proposte valide. E questo è solo l’inizio, chissà cos’ha in serbo per noi il futuro. Siete (come me) dei fanatici della carta? Ora potete soddisfare la vostra ossessione. Non siete dei collezionisti ma cercate una lettura interessante e diversa dal solito? Il perk più basso costa solo 5 euro. Non ve ne può fregar di meno? Fate comunque un giro nella pagina Indiegogo di Rim City e condividetela nei vostri social: è un progetto che merita quantomeno di esser visto e diffuso.

Ma, se avete a cuore lo stato del fumetto in Italia, se siete affamati di novità e di passione, finanziate. #makeitsuccedere.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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2 thoughts on “Atomico s’ha da fare. Ecco perché

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