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To Be Continued…

Sappiate che di tutti voi solo uno su cinque potrà entrare. In questa scuola non cerchiamo i più potenti, o i più veloci. Cerchiamo studenti che abbiano soprattutto la testa per usare le loro potenzialità al meglio.

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Salve a tutti e bentornati, è un po’ che non ci si vede… Per l’articolo di oggi vorrei parlarvi di un webcomic che ho scoperto di recente e che, senza ombra di dubbio, merita tutta l’attenzione possibile. Vincitore del premio Micheluzzi, quest’anno, come miglior fumetto digitale, sto parlando ovviamente di To Be Continued di Lorenzo Ghetti.

Come ormai saprete non sono un grande appassionato della lettura su monitor; un po’ perché la trovo scomoda e un po’ perché, da bravo collezionista (o dovrei dire accumulatore?) subisco molto il fascino del prodotto cartaceo, dell’archiviazione in scaffali e librerie e pure, sarò onesto, del mero possesso. Ci sono dei casi, tuttavia, in cui è lecito fare delle eccezioni. E To Be Continued è uno di questi.

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Personalmente ho scoperto questa serie per puro caso qualche settimana fa. Dopo la presentazione de Lo Scultore, il graphic novel di Scott McCloud di cui spero di parlarvi nel prossimo futuro, stavo facendo due chiacchiere fuori dall’Accademia delle Belle Arti qui a Bologna quando un amico fumettista mi si avvicina presentandomi Lorenzo. “Lui è Lorenzo, scrive un webcomic che secondo me ti potrebbe piacere”. Oddio, le parole esatte non me le ricordo ma con il senso più o meno ci siamo. Insomma, ci guadagno un bel biglietto da visita con l’indirizzo dove trovare la serie (www.tobecontinuedcomic.com) e mi riprometto di darci un’occhiata non appena arrivo a casa. Mai mi sarei aspettato di trovare quello che poi ho effettivamente trovato.

To Be Continued è un webcomic con la doppiavvù maiuscola, e ne sono rimasto folgorato. L’idea di fondo che muove la storia non è nulla di trascendentale, sia chiaro: giovani superumani cercano di entrare in una scuola apposita, protagonista dai poteri un po’ meh, possibilità di ingaggio per tour mondiali (sì, in questo mondo i supereroi sono più delle ropckstar che dei veri e propri paladini delle giustizia). Insomma, se avete visto Sky High o vi è passata per le mani una delle millemila serie di giovani supereroi made in Marvel o Dc avrete capito l’antifona.

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Ma se la storia, nelle premesse, non sembra nulla di che… cosa c’è di tanto eccezionale? A dir la verità tutto. Come dicevo To Be Continued è un webcomic con la doppiavvù maiuscola, pensato e creato per esser fruito da computer e per sfruttare tutte le potenzialità che questo mezzo offre e che la carta non permette. Non è un banale porting di un prodotto che, alla fine, stampato sarebbe stato uguale. Qui il formato digitale non è un ripiego per sopperire a costi di produzione elevati, o per raggiungere più facilmente una fetta maggiore di pubblico, o per far fronte al rifiuto di un editore. È una precisa scelta artistica, con tutte le conseguenze del caso.

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Così, dopo i primi secondi in di lettura, scrollando con la rotellina del mouse la “telecamera” decolla in direzioni inaspettate, scorrendo verticalmente solo quando quella è la direzione voluta dall’autore. I disegni si fanno interattivi, ci si passa sopra col cursore e succedono cose, appaiono scritte, si costruisce una narrazione che non è sequenziale, almeno non nel senso cartaceo del termine e si ha costantemente l’impressione che quella specifica soluzione di regia o di costruzione della tavola non sarebbe stata riproducibile in alcun altro modo.

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In questa tavola, ad esempio, si può vedere cosa pensano gli studenti e cosa stanno rispondendo al test passandoci sopra col mouse.

Ed è così che un fumetto digitale dovrebbe esser fatto. La lettura su un monitor è intrinsecamente diversa da quella su carta così come lo sono le possibilità offerte e i limiti tecnici imposti dai due “contenitori”. Anche i tempi di fruizione di una storia su schermo rispetto ad una in volume non combaciano. Ed è bene che chi crea questo tipo di opere ne sia consapevole: un fumetto digitale che stampato sarebbe uguale non è un buon fumetto digitale. Magare è comunque un buon prodotto, un ottimo fumetto. Ma non è un buon webcomic.

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Di questo Lorenzo Ghetti pare conscio oltre ogni limite ragionevole, testando e sperimentando nuove soluzioni che sembrano spingere al limite la definizione stessa di fumetto. Leggere To Be Continued, soprattutto se come me non siete super ferrati in questo campo, è una sorpresa continua e regala un appagamento non da poco.

Ma non è solo tecnica, altrimenti probabilmente non staremmo qui a parlarne. La narrazione è ben studiata e, nonostante sia focalizzata sui quattro protagonisti, dipinge un mondo vasto e complicato ricostruibile (almeno in parte) mettendo assieme i vari frammenti di informazione captati da una risposta ad una domanda a crocette, da un profilo facebook, da un servizio al telegiornale… Apprezzo davvero molto quando il mondo della narrazione non si riduce alla stanza in cui accadono gli eventi, quando si intuisce che c’è qualcosa di più grande anche se magari la telecamera non lo inquadrerà mai. Rende il contesto credibile e, in un qualche modo, più vivo.

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E persino la storia in sé e per sé, partita da una premessa quantomeno non eccezionalmente originale al punto che il lettore più smaliziato (e arrogante) potrebbe pensare di aver già capito tutto, dopo pochi capitoli decolla prendendo strade inaspettate. Scordatevi gli opprimenti siparietti da commedia scolastica che già dalla prima pagina (pagina?), sospirando, vi aspettavate di vedere. E scordatevi pure la banalissima e telefonatissima evoluzione del protagonista sfigato ma buonobuono che nel momento clou salva la situazione diventando l’eroe definitivo.

Da questo punto di vista To Be Continued si presenta maturo e, di nuovo, consapevole miscelando i vari elementi senza mai scadere nella banalità o nel cliché. Dopo le prime battute in cui il solito lettore smaliziato (e arrogante) crede d’aver capito tutto, dopo la sorpresa della telecamera che parte per la tangente (che mi ha lasciato con una faccia incredula e divertita che non avete idea), ci si comincia ad affezionare ai personaggi ben caratterizzati, ci si comincia a chiedere cosa succederà poi, si comincia a fantasticare su questo o quell’eroe leggendario. Il risultato è che non si staccano gli occhi dal monitor. E dopo un po’ cominciano a far male…

Concludo, perché è proprio il caso. Leggete To Be Continued. Fatelo. Dovete farlo. Per forza. Sta lì, in quel mare di possibilità spesso mal sfruttate che è l’internet. E sta lì gratis, solo per farsi leggere. Quindi non fate i lettori smaliziati (e arroganti) e leggetelo. Vi stupirà.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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