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Lùmina, uno straordinario viaggio ai confini della luce

– 800° al punto di passaggio… ellisse celeste 144… 16^ arco temporale completo. La più alta probabilità di recuperare l’obiettivo si concentra nel settore A-4!! Hai paura?

– No… credo di no. Anche se non avevamo mai interferito con altri universi a questo livello. Trascinare un essere vivente nella nostra dimensione potrebbe essere molto pericoloso!

– Ne siamo consapevoli… Tuttavia non ci sono alternative!

lumina cover

Salve a tutti e bentornati. Oggi entriamo nel luminoso universo di Lùmina. Buon viaggio!

Lùmina. Ammetto, non senza un certo imbarazzo, di non aver seguito la campagna di crowdfunding che ha portato alla realizzazione di questo volume di Linda Cavallini ed Emanuele Tenderini. Quando venni a conoscenza del progetto, con i miei tempi di reazione biblici in materia digitale, ormai era già tardi e la campagna se non era conclusa (con successo) era prossima al suo termine. Come avevo fatto a non accorgermi di un titolo del genere?

lumina 8

In ogni caso, pur non avendo seguito la raccolta fondi effettuata sulla piattaforma Indiegogo, mi fu impossibile rimanere fuori dal tam tam mediatico che accompagnò la seconda fase della produzione del volume. Tra interviste, anteprime, articoli dedicati, focus on, classifiche dei titoli più attesi e via discorrendo venir investiti dall’hype non fu un’opzione ma una certezza inevitabile. All’epoca non sapevo ancora (come nessuno, suppongo, nonostante i buoni presupposti) se Lùmina si sarebbe confermato un capolavoro di rottura, genuinamente originale, o se si sarebbe rivelato una mezza ciofeca tanto fumo e niente arrosto. Di certo gli autori erano stati abilissimi nel vendersi bene e nel mantenere alta la tensione (ed è un merito, beninteso), ma questo non vuol dire.

Insomma, passano i giorni, le settimane, i mesi, gli anni (si fa per dire), e scopro che tra le poche fumetterie a vendere la prima edizione di Lùmina ce n’è una discretamente vicina a casa. Ci vado, compro l’ultima copia disponibile del volume, mi siedo su una poltrona e lo leggo. E resto senza fiato. E senza parole.

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Questa non vuole essere una recensione di Lùmina eccessivamente tecnica, sono ancora troppo stordito da quanto ho visto per lanciarmi in ragionate parabole analitiche a mente fredda. Non starò a spiegarvi cos’è l’hyperflat, per esempio, non mi dilungherò sulla sua origine storica né vi parlerò delle sue implicazioni estetiche e concettuali (discorso che peraltro richiederebbe tutta una serie di approfondimenti che, in questo frangente, distoglierebbero la mia attenzione dal fumetto in sé) ma vorrei più che altro comunicarvi perché il volume mi sia piaciuto tanto. Per un’analisi più geometrica di questo straordinario volume vi rimando alla recensione di qualche giorno fa su Fumettologica, troverete di certo tutto ciò che cercate.

Lùmina, come dicevo, toglie il fiato. Dal punto di vista visivo è uno degli esperimenti più straordinari che mi siano capitati per le mani. L’unico problema (ammesso che sia un problema) di questo primo albo è che non fa nemmeno finta di arrivare al dunque. Narrativamente parlando, intendo. Le ottanta pagine che compongono la storia terminano con un cliffhanger che non ve lo sto nemmeno a dire, e la trama ha avuto (almeno per me) non pochi punti oscuri. È evidente che il viaggio non finisce qui, che questo non è che l’episodio pilota di una lunga serie, e la cosa da un lato mi lascia galvanizzato (nella speranza, ovviamente, che i tempi d’attesa si rivelino ragionevoli) ma al contempo mi impedisce di dare un giudizio generale sulla storia in sé.

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È troppo presto, si è visto troppo poco. Ma quel poco che si è visto funziona. Il ritmo tiene incollato il lettore alla pagina, ogni rivelazione ha il suo peso e il fascino (peraltro molto funzionale, in termini visivi) dell’interazione tra vari universi fantastici è innegabile.

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Ma Lùmina è, prima di tutto, estetica. Visivamente questo primo volume, già dalle primissime pagine, colpisce il lettore lasciandolo sbalordito, come uno schiaffo inaspettato che fa scricchiolare la mascella. In tutta onestà credo di non aver mai visto, in campo fumettistico, nulla di simile. I disegni funzionano, sono dinamici ed evocativi, la regia delle tavole è funzionale e alterna montaggi concitati a lunghissimi piani di paesaggi meravigliosi. Il tratto è pulito e di chiara ispirazione orientale, le caratterizzazioni puntuali e i volti, pur risultando talvolta un po’ il punto debole di tutta la baracca, risultano sempre espressivi e comunicativi.

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E poi c’è il colore. È il colore a prendere la mira e a tirare lo schiaffo che dicevo prima facendovi saltare qualche dente. Stampato in esacromia (almeno questa prima tiratura) e raccontando una storia volutamente costruita per dar spazio alle migliori tecniche di colorazione, questo volume lascia basiti ad ogni pagina per la sua resa cromatica. Lùmina sfoggia una colorazione digitale che non vuole essere, e non è, “l’alternativa a buon mercato” delle tecniche più classiche ma una scelta ragionata che risponde a precise esigenze estetiche, proponendo soluzioni originali e di enorme impatto.

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Il sottotitolo del volume, A world at the end of light, non potrebbe essere più azzeccato. Fin dalla prima pagina, che si stia osservando l’interno di un appartamento, una grande vallata o il silenzioso continuum chiamato Lago del Tutto, si ha l’impressione di guardare un mondo fatto di luce. Alcune tonalità di colore, argentate o dorate, riflettono persino l’ilLùminazione della stanza dove state leggendo lasciando l’incredulo lettore/spettatore abbagliato. A costo di sembrar ripetitivo, non avevo mai visto nulla di simile.

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Lùmina è un esperimento straordinario. Per quanto la trama debba ancora decollare, la potenza visiva che si sprigiona da ogni angolo lascia pochi dubbi sul suo valore. Leggerlo, o per lo meno sfogliarlo per rendersi conto di cosa sia questo fumetto italiano nato con il crowdfunding, pensato da due artisti con precise idee contenutistiche e strutturali e realizzato in modo tanto superbo, è un imperativo categorico. Rimanere impassibili di fronte allo schiaffo di una composizione cromatica tanto forte e dissimile da ogni altra è impossibile. Rimanerne abbagliati, senza fiato e senza parole… decisamente non lo è (impossibile).

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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7 thoughts on “Lùmina, uno straordinario viaggio ai confini della luce

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