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Cotton Tales, un misterioso romanzo gotico pieno di coniglietti pucciosi

Affacciandomi all’unica finestra potevo ammirare il giardino. Le persone che vi giocano, che corrono, e si sorridono. Sembrano essere… così felici. Io li odio.

Anche tu… ti fai beffe di me, non è così? E allora, io odierò anche te fino al giorno della tua morte.

cotton tales cover

Salve a tutti e ben ritrovati. Per la recensione di oggi vorrei parlarvi di un fumetto che esula dai miei gusti abituali ma che qualche tempo fa attirò la mia attenzione abbastanza da comprarlo alla prima occasione. il fumetto in questione si intitola Cotton Tales e, manco a dirlo, è abbastanza strano.

Scritto da Jessica Cioffi, in arte Loputyn, Cotton Tales è una storia vagamente (manco troppo vagamente, in realtà) goth pubblicata da una Shockdom che sempre di più si sta affermando come un’iniziativa editoriale variegata e particolarmente valida. Agli immancabili web comics, che usualmente non incontrano il mio gusto personale ma la cui qualità è francamente innegabile, l’offerta proposta dalla casa editrice si è negli ultimi tempi ampliata non poco arrivando a proporre opere davvero interessanti (e stilisticamente lontane da “autori bandiera” come Bigio e Sio) come Noumeno ed il presente Cotton Tales.

Senza divagare oltre quindi buttiamoci nella recensione. Ormai mesi fa rimasi parecchio incuriosito da un’anteprima proposta da Fumetologica nella quale venivano mostrate alcune pagine del volume. Il fascino del tratto così leggero e della palette cromatica molto pastellosa e al contempo “sbiadita”, come a guardare una vecchia foto, mi colpì immediatamente. E poi, lo ammetto, da bravo lettore di manga ho sempre subito la decadente bellezza gotica di quel genere di abiti e ambientazioni.

cotton tales 4

A vedere quelle prime pagine la mia mente corse subito a belle letture del passato più o meno recente, come Drug On o Le Portrait de Petit Cossette, ma anche a Black Rock Shooter e al primo D.Gray Man. Tuttavia nonostante la chiara influenza giapponese nello stile dell’autrice l’atmosfera generale di Cotton Tales si è rivelata parecchio diversa da quella delle opere sopracitate.

drug on

Qualcuno se lo ricorda Drug On? Era parecchio belino…

Acquistato il volume alla Sagra del Fumetto di Villafranca e fattolo (si potrà dire fattolo? Mah, credo di sì) immediatamente autografare ho potuto subito constatare la qualità dei disegni, sfatando quella preoccupazione che le tavole mostrate nella famosa anteprima non fossero rappresentative della qualità generale dell’opera.

I disegni sono bellissimi e rappresentano di certo il principale punto di forza di Cotton Tales. C’è poco da fare. Anche se talvolta si nota qualche imprecisione nella caratterizzazione dei volti l’impatto finale di ogni pagina è impressionante. L’attenzione ai dettagli di abiti e acconciature, così come del mobilio della villa nella quale si svolge la storia, è quantomeno ammirevole e crea la giusta atmosfera sospesa tra realtà e sogno/incubo. E la scelta di utilizzare colori tenui, evitando con attenzione contrasti troppo spavaldi, non fa che amplificare la sensazione di sospensione.

cotton tales 2

Purtroppo però la storia non sempre tiene il passo dell’elevatissimo livello estetico. Le premesse sono a dir la verità più che buone: Nicholas si sveglia in camera sua dopo un incidente a cavallo che lo ha lasciato confuso e praticamente senza memoria. Le persone attorno a lui si comportano in modo strano, alcuni sembrano odiarlo, nella villa c’è un fantasma che odia (o invidia?) la felicità altrui e, soprattutto, il ragazzo comincia ad avere delle allucinazioni: conigli-unicorno super pucciosi affollano la sua stanza e talvolta le persone con cui parla gli appaiono come mostri con teschi d’animale al posto del volto. Insomma, non il miglior risveglio della storia…

Conigli-unicorno. Conigli-unicorno ovunque.

Conigli-unicorno. Conigli-unicorno ovunque.

Starà a Nicholas, abbandonato a sé stesso in un ambiente che gli è prevalentemente ostile, capire cosa gli sia successo e svelare i segreti che si celano negli angoli più nascosti della villa. L’atmosfera di mistero, amplificata dall’azzeccato stile di disegno, è funzionale e coinvolgente, e spinge il lettore avanti nel volume alla ricerca di indizi ed evoluzioni nella trama.

Quello che non funziona (o almeno che non ha funzionato per me) sono tutti quei siparietti che fanno da contorno alla sviluppo principale della storia. Al di là dell’invasione di coniglietti puccettosi (ma non preoccupatevi che ci sono pure le versioni demoniache degli stessi), sui quali si può anche soprassedere vista la loro coccolosità, mi riferisco ad una sfilza di scenette omoerotiche, a tratti incestuose, che sembrano uscite da un manga di serie d per ragazzine annoiate (sì, Black Buttler, sto parlando di te).

Ho già sproloquiato in passato sulla valenza estetico-narrativa (a mio avviso meno che nulla) di questo sottogenere di fanservice e non intendo ripetermi qui. Vorrei solo sottolineare come su Cotton Tales queste continue allusioni a flirt padre-figlio, o al comportamento passivo-aggressivo del domestico della villa, o le schermaglie tra il padre bello-e-maledetto e la gnoccona di turno per l’attenzione di Nicholas non rovinino ma di certo intacchino la bellezza generale del prodotto. La stessa caratterizzazione del protagonista è a tratti snervante, dominata da una remissività in perfetto stile Rei Ayanami, ma più di vent’anni dopo.

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Non è nulla di definitivamente irrimediabile, né di così pesante alla fin fine, ma ho comunque trovato queste cose una forzatura. Poi per carità, di certo non sono io il lettore tipo di questo fumetto, che si rifà di certo ad un altro tipo di target, cionondimeno…

In conclusione. Cotton Tales è una bella storia, carica di mistero ed in generale parecchio ben scritta. Purtroppo un paio di scelte poco azzeccate appesantisce una narrazione che rimane comunque globalmente più che buona. E poi disegni ed atmosfera sono stupendi. Ve lo consiglio? A conti fatti direi di sì, se riuscirete a chiudere un occhio sulle sbavature ne ricaverete una lettura piacevole ed intrigante. Detto questo vi saluto, ci vediamo alla prossima.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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