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Storia dell’Universo Marvel parte 12: Secret Invasion

Salve a tutti e bentornati! Lo so che avevate perso le speranze, che pensavate che questo articolo non sarebbe mai più uscito. E invece eccolo qua, mesi dopo quello che pensavo, d’accordo, ma eccolo qua. Ci rituffiamo nella Storia dell’Universo Marvel aggiungendo un altro tassello al grande mosaico che abbiamo iniziato a comporre con Guerra Segreta ormai non so più quanto tempo fa. Un tassello spigoloso e quantomai difficile da incastrare a dovere, questo, cionondimeno un tassello molto importante nel discorso generale per motivi che vedremo da qui a poche righe. Quindi mettetevi comodi e non fidatevi di nessuno. L’invasione segreta è cominciata, e nessuno è chi dice di essere.

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Trama

I Vendicatori Segreti stanno tornando dal Giappone dove hanno smantellato una grossa operazione della Mano, la più pericolosa setta d’assassini del mondo. A capo dell’organizzazione criminale c’è Elektra che, deceduta in battaglia, si rivela essere uno Skrull, un alieno mutaforma del tutto indistinguibile da un essere umano. Potrebbe essere l’inizio di un’invasione.

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Sulla via del ritorno Jessica Drew, la Donna Ragno, decide di portare il corpo a Tony Stark, capo dello S.H.I.E.L.D. da dopo gli eventi della guerra civile, e vedere come reagisce. Ma ormai nessuno può fidarsi di nessuno: una razza di alieni bellicosi ed orgogliosi (già respinti in passato nei loro tentativi di conquistare la Terra) è riuscita ad insinuarsi non vista tra la popolazione. Chiunque potrebbe non essere chi dice di essere.

Consegnato il cadavere di Elektra-Skrull a Stark questi decide di convocare gli Illuminati, gruppo formato dalle menti più imponenti della Terra a difesa estrema (ed occulta) del genere umano. Mentre il gruppo cerca di capire se si tratti dell’inizio di un’invasione bellica su larga scala o di un caso isolato, gli Illuminati vengono attaccati dall’interno da Freccia Nera, anche lui rivelatosi uno Skrull, e poi da altri guerrieri alieni. Non c’è dubbio: è l’inizio di una guerra, ma contro chi? Chi è il nemico e chi l’alleato? Di chi fidarsi?

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Mentre Reed Richards e Hank Pym cercano di escogitare un modo per distinguere i mutaforma dagli umani “normali” una capsula di fattura Srull precipita sulla Terra Selvaggia. I Ponenti Vendicatori e i Vendicatori Segreti, giunti sul luogo, decidono di aprire l’astronave ma rimangono sconcertati da quanto vi trovano all’interno: un team di Vendicatori al gran completo con Thor, la Visione e Capitan America (che era morto dopo Civil War).

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Entrambi i gruppi sono convinti che l’altro sia formato da Skrull e comincia così una grossa battaglia. Nel frattempo infiltrati alieni attivano virus informatici e si lanciano in attacchi suicidi in varie parti del mondo. Perfino Hank Pym si rivela essere un invasore e spara a Reed Richards e lo imprigiona non appena questi scopre la chiave per identificare gli impostori.

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Nella Terra Selvaggia lo scontro prosegue feroce, ma alla fine i Vendicatori “terrestri” scoprono che gli individui usciti dalla capsula sono per gran parte umani. Tra gli umani veri c’è Capitan America. Tuttavia a New York la vera battaglia contro gli invasori alieni sta per cominciare.

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Poco alla volta le carte si scoprono, Richards viene liberato dalla sua prigionia e ritorna sulla Terra con un congegno in grado di smascherare gli Skrull in incognito. La battaglia decisiva è imminente, ad essa partecipano tutti. Ma proprio tutti: dai Vendicatori, ai Thunderbolts di Norman Osborn, ai Commandos di un redivivo Nick Fury al Sindacato del Crimine di Hood. L’obiettivo è uno solo: colpire l’Imperatrice nemica, che indossa le sembianze di Jesssica Drew (la Donna Ragno).

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Gli Skrull scatenano la loro ultima arma, un congegno infettivo donato a Wasp dal marito Hank Pym (che però non era chi diceva di essere). Incontrollabile, Wasp viene fermata da Thor che è costretto perfino ad ucciderla. Nella confusione generale e nella furia della vendetta per la morte di un membro fondatore dei Vendicatori i pochi superstiti lanciano l’attacco finale, che termina con la morte dell’Imperatrice Skrull per mano di Norman Osborn.

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Lo scontro è finito, il nemico è in rotta, e Tony Stark riesce a trovare tra le varie astronavi in orbita una contenente tutti gli eroi “originali” che nel tempo erano stati sostituiti da fantocci alieni (tutti tranne quelli che erano riusciti a scappare e a precipitare nella Terra Selvaggia assieme a Cap).

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Ora che è tutto finito è giunto il momento di trovare il responsabile la cui testa deve essere infilzata su una picca ed esposta per il pubblico ludibrio. E chi altri se non Tony Stark? L’uomo simbolo della guerra civile che ha irrimediabilmente indebolito la comunità supereroistica, il capo dello S.H.I.E.L.D. che avrebbe dovuto proteggere il mondo esattamente da questo tipo di minacce, ed anche semplicemente l’uomo più in vista della situazione, il capro espiatorio ideale.

Al suo posto, viene nominato direttore dell’agenzia che sostituirà lo S.H.I.E.L.D. l’eroe di guerra che, nel posto giusto al momento giusto, ha chiuso la faccenda uccidendo il comandante nemico: Norman Osborn. È l’inizio del Regno Oscuro.

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Commento

Ammetto di aver fatto una discreta fatica a portare a termine questa lettura, che è parte del motivo per cui questo articolo si è fatto tanto attendere. Non che sia tutto da buttare, per carità, ma non sono nemmeno solo rose e fiori.

Ai testi di Secret Invasion troviamo il caro Brian Michael Bendis che non vedevamo da un po’, qui onestamente sottotono. I dialoghi come l’intreccio mancano di quella vena di leggerezza e genuinità cui lo scrittore ci ha spesso abituato ed il risultato è una miniserie che per battaglie, colpi di scena e scambi di battute sul filo del rasoio, sa un po’ di stantio.

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Anche i disegni di Lenil Francis Yu, artista che generalmente sa davvero il fatto suo, qui sembrano una versione acerba e depotenziata di quanto visto altrove. Qualcosa nella caratterizzazione dei volti e nella disposizione dei personaggi sulla tavola, nonché una generale esagerazione dell’espressività che talvolta sfiora il ridicolo, mina l’impatto visivo della miniserie sminuendone anche le scene più dense di pathos combattivo.

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Ma quello che davvero non funziona è il contenuto, la storia in sé e per sé. Perché da un lato l’idea di fondo non è nemmeno male, va detto: immaginate di avere a che fare con degli alieni che vogliono sterminare la razza umana, o farne qualcos’altro di poco raccomandabile, sostituendosi poco alla volta ai vostri conoscenti. È un tema caro alla fantascienza, non credo siano necessari esempi, proprio perché è un’idea di fondo che funziona. Non ci si può fidare di nessuno, non si sa mai a chi/cosa si sta sparando davvero, magari anche i “buoni” in realtà non sono che agenti dormienti programmati per fregarci da un momento all’altro, o magari alcuni alieni si pentono e decidono di passare dalla parte degli umani ma nessuno si fida di loro.

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È una innegabilmente serie di cliché, anche poco originale se volete, ma che avrebbe potuto fare il proprio dovere se solo fosse stata adoperata con cognizione di causa. Ma questa serie di cliché è stata buttata paro paro dentro a Secret Invasion senza una direzione precisa né il giusto tatto. Il risultato è che la sfiducia e il sospetto, che sarebbero dovute essere le colonne portanti del discorso, passano subito in secondo piano di fronte all’immane scazzottata e anche le scene più “toccanti”, come il tradimento dell’Impero da parte del sosia di Mar-Vell (nella miniserie principale appena accennato), sono sminuite fino a perdere ogni credibilità.

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Insomma, nonostante le premesse classicissime ma al contempo solide, Secret Invasion si presenta come poco più che una rissa di grandi proporzioni riempita all’inverosimile di doppie splash page mirabolanti senza mai cogliere e sfruttare le potenzialità narrative di un’idea così collaudata ed esplorata come l’invasione aliena silenziosa. Ma non è finita qui.

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Questo evento è probabilmente il più clamoroso esempio di retro-continuity della storia recente, ed è impossibile non leggerlo in quest’ottica. E, francamente, restarne un parte schifati. La retro-continuity, o retcon, è uno strumento per mettere a posto una situazione editoriale che si è fatta troppo incasinata e funziona come una specie di continuity al contrario, che invece di aggiungere cose nuove ne modifica di vecchie.

Un po’ come dire “sapete tutto quello che è capitato ai vostri eroi preferiti negli ultimi anni? Beh, in realtà non è davvero successo perché erano tutti cloni, o alieni mutaforma”. Riconoscete l’antifona? Quando si dice imparare dai ragneschi errori del passato…

Per uscire da uno stato di precarietà, con un gran numero di eroi morti (uno su tutti Cap) ed altri colpevoli di azioni quasi criminali (tipo Tony Stark e compagnia durante Civil War), si è deciso di resettare e ripartire. Gli eroi morti in realtà erano stati rapiti, non si sa bene quando, e sostituiti dagli Skrull. Quelli che avevano dato di matto invece magari erano sotto qualche tipo di controllo mentale o erano vittima di macchinazioni aliene al di fuori della loro comprensione.

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È un espediente particolarmente brutale per rimettere le cose a posto, soprattutto se gestito in maniera così plateale, senza nemmeno far finta di voler davvero raccontare qualcosa. Non che tutti gli episodi di retcon della storia del fumetto siano da buttare, per esempio ho trovato in un qualche modo geniale il modo in cui Jenkins e Lee introdussero Sentry nel canone supereroistico Marvel, ma dire “ah no tranquilli, erano tutti cloni alieni” proprio non ci sta.

Sentry

Buono invece il finale, con la testa di Tony Stark fatta rotolare fuori dalla Casa Bianca perché, un po’ come accade nella politica vera (talvolta), d’un tratto fai un errore e di colpo ti vengono rinfacciate cose per le quali cinque minuti fa avevi l’appoggio di tutti. Tony viene immediatamente colpevolizzato per gli eventi della guerra civile, a suo tempo fortemente voluta dal Governo, per non essere stato abbastanza pronto, ma chi altri lo era?, e per l’inadeguatezza dello S.H.I.E.L.D. di fronte alla minaccia aliena. E, ciliegina sulla torta, al suo posto di potere quasi assoluto viene nominano l’eroe del momento: Norman Osborn. Idea geniale nel suo cinismo, oltre che narrativamente convincente.

Per concludere, dunque, Secret Invasion non è tutto da buttare ma è poco di più di un espediente fine a sé stesso, con ben poco contenuto reale. Peccato, perché l’idea di partenza non era male, ma visti i nomi coinvolti sarebbe stato più che lecito aspettarsi di più. Molto di più. Se lo volete recuperare lo trovate in una miriade di formati differenti, non dovrebbe essere difficile da reperire.

Detto questo vi saluto. È stata una lunga attesa, ma spero ne sia almeno in parte valsa la pena. Con la Storia dell’Universo Marvel ci rivediamo tra qualche tempo, ormai ho imparato a non farvi promesse. Per il resto… alla prossima!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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