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Fraction, il fumetto dissezionato di Shintaro Kago

Abitualmente nei mystery a essere ingannati sono i personaggi del racconto. Ma quelli con trucco narrativo sono un po’ diversi. Per esempio supponiamo che vi sia un romanzo mystery scritto in prima persona dal protagonista. Supponiamo inoltre che nell’opera chiami se stesso “io”. E che si descriva dicendo che “ha capelli lunghi” e che “ha fatto sesso con un uomo”. Quale sarà il sesso del protagonista?

Bene, ora in società si verifica il caso di uno stupratore di donne seriale. Qual è il sesso del colpevole?

Inconsciamente, i lettori si convincono che “il colpevole è un uomo”, e che il protagonista che parla in prima persona è “diverso dal colpevole”. Tuttavia il colpevole è il protagonista stesso.

Il protagonista è un uomo con i capelli lunghi e di orientamento bisessuale. In questo flusso seriale chi è stato ingannato?

fraction cover

Salve a tutti e ben tornati. Come dicevo ieri su Facebook, i soleggiati pomeriggi estivi e l’atmosfera balneare che mi circonda non mi spaventano quindi non mi sto lasciando eccessivamente andare a letture frivole e di poco conto. Anzi, a guardare la pila di fumetti che mi sono portato dietro, opere particolarmente pesanti ed intense non mancano proprio.

A questa categoria di fumetti non esattamente “da spiaggia” di certo appartiene Fraction, l’ultima opera di Shintaro Kago ad esser pubblicata in Italia, ovviamente da Hikari (che non ringrazierò mai abbastanza per il lavoro che sta portando avanti con cura e dedizione ammirevoli). Anzi, altro che da spiaggia, è buona norma non farsi vedere in pubblico a leggere le opere di Kago se si vuole conservare il proprio buon nome.

Forse è meglio non farsi beccare a guardare immagini di questo tipo... Che poi i benpensanti si sconvolgono.

Forse è meglio non farsi beccare a guardare immagini di questo tipo… Che poi i benpensanti si sconvolgono.

Ho già detto altre volte quanto il lavoro di questo mangaka mi interessi particolarmente, con tutte le sue sperimentazioni tecniche che portano al limite l’architettura concettuale e visiva del linguaggio fumetto. E forse vi ricorderete anche di quando vi parlai di Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?, se vi foste persi la recensione la potete trovare qui, impressionante raccolta di racconti brevi che valse al nostro fumettista il Guanto da Forno d’Oro come miglior scrittore.

cover

In virtù di tutto ciò ammetto di essermi avvicinato a Fraction con una certa aspettativa, amplificata dall’hype generato dai vari ritardi con cui il volume è finalmente approdato in libreria. E forse è stata propria questa aspettativa a farmi apprezzare quest’opera, che rimane interessante ma che non tocca le vette raggiunte dallo Scontro accidentale.

Fraction si presenta come un giallo, o un thriller (non credo d’aver mai davvero afferrato la differenza), con la solita vena orrorifica che accompagna tutta la produzione di Kago. In un sobborgo di Tokyo imperversa un assassino seriale che taglia a metà i corpi delle sue giovani vittime, in un nemmeno troppo velato attacco di misoginia.

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Fatta la conoscenza con il nostro assassino, al quale potremo associare un volto già dalle prime pagine, la telecamera salta nello studio di un mangaka (lo stesso Shintaro Kago) in cerca d’ispirazione.

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Il personaggio-Kago è intento in una discussione con la sua giovane editor sui meccanismi ed i trucchi narrativi che stanno dietro al racconto mystery e al fumetto in generale. In maniera forse eccessivamente didascalica (soprattutto se paragoniamo questi capitoli ai racconti brevi dello Scontro accidentale, nei quali le riflessioni tecniche fiorivano spontaneamente) Kago espone l’importanza della griglia, del punto di vista e dell’inquadratura, nonché gli svariati modi in cui e possibile ingannare il lettore tendendogli delle trappole basate sui suoi preconcetti o sulle parziali informazioni fornitegli.

Prendiamo a esempio questa immagine, che si legge da sinistra a destra. Grazie ad un abile gioco d'inquadratura il lettore penserà, inizialmente, che il personaggio che urla alla porta sia imprigionato in una stanza chiusa. E invece...

Prendiamo a esempio questa immagine, che si legge da sinistra a destra. Grazie ad un abile gioco d’inquadratura il lettore penserà, inizialmente, che il personaggio che urla alla porta sia imprigionato in una stanza chiusa. E invece…

Ma quelli che sembrano capitoli di commento tecnico alle vicende dell’affettatore (il nickname dell’assassino seriale) poco alla volta si trasformano nel fulcro della narrazione stessa, con un brillante colpo di scena che fa uso di tutti i trucchi narrativi esposti precedentemente, fondendo le due parti del racconto all’inizio apparentemente separate.

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Nelle circa 130 pagine che compongono il corpo principale del volume Kago dissezione, oltre che le vittime dell’affettatore, la struttura stessa del racconto e del mezzo che lo supporta mettendone in luce i segreti e le tecniche. È un’operazione interessante, che disorienta magistralmente il lettore pur mostrandogli e spiegandogli esplicitamente esattamente cos’è che sta realmente accadendo; ma siamo parecchio lontani dalla sublime trasparenza con cui esperimenti simili venivano costruiti in racconti  magistrali come Mistero a Margintown e Morte di una mangaka.

Questa è la tavola da cui viene la citazione iniziale. Come potete vedere, la quantità di baloon è ragguardevole.

Questa è la tavola da cui viene la citazione iniziale. Come potete vedere, la quantità di baloon utilizzati per spiegare il trucco è ragguardevole.

Purtroppo Fraction si lascia troppo trasportare dal suo spirito didascalico, e pur rimanendo un esercizio interessante fin troppo spesso passa attraverso lunghi (e talvolta pesanti) dialoghi piuttosto che attraverso strutture visive ed impaginazioni ardite alle quali Kago ci aveva abituato.

Il volume è poi arricchito da quattro racconti brevi più ordinari, di certo meno strutturalmente articolati di quelli presentati nello Scontro accidentale, che aggiungono peso all’albo ma che risultano sostanzialmente trascurabili.

I quattro racconti aggiuntivi sono decisamente più classici (pur rimanendo negli eccessi dell'ero-guro).

I quattro racconti aggiuntivi sono decisamente più classici (pur rimanendo negli eccessi dell’ero-guro).

Ribadisco, Fraction rimane un prodotto interessante, molto leggibile nonostante le tematiche parecchio spinte e concettualmente ben al di sopra della media. Tuttavia mentirei se non dicessi che onestamente mi aspettavo qualcosa di più raffinato nei modi. Perché si potrà anche leggere questo volume, come ci ricorda la recensione di Fumettologica, come un saggio sul fumetto. Ma se lo Scontro accidentale era un vero e proprio saggio a fumetti mascherato da fumetto, qui il camuffamento è meno riuscito e Fraction perde in incisività.

Vi consiglio comunque la lettura di questo volume, che rimane per molti versi una storia d’eccezione, ma con qualche dovuta riserva. E in ogni caso ringrazio ancora una volta Hikari, senza la quale queste opere probabilmente non le avremmo mai viste. Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon ferragosto. Alla prossima!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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7 thoughts on “Fraction, il fumetto dissezionato di Shintaro Kago

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  3. Heilà! Sempre un piacere passare (dopo un frappo di tempo, purtroppo) in questi lidi, peccato per i commenti che latitano… eppure guardi su amazon e su anobii e scopri che c’è ne di gente che legge e giudica fumetti (anche poco commerciali). Vuoi vedere che non son mai capitati in questo blog?
    Tornando in tema, ovviamente me lo sono letto subito anch’io questo Fraction!
    Che dire, condivido il giudizio complessivo, nel senso che anch’ io preferisco lo scontro accidentale…però, come dire, non son rimasto deluso. L’ “eccessivo didascalismo” di cui parli non è, secondo me, gratuito, solo un modo per dare consistenza ad un incipit banale.
    Alla fine se ne scopre la sua funzione umoristica, quando si mette a giustificare in maniera fredda e distaccata la soluzione fuori di cranio che si è inventato! Un colpo di genio!
    Dei quattro racconti hai inserito l’immagine di quello che preferisco, anche solo in quanto omaggio al bruco (che, ho visto, hai recuperato…grande!).

    • Ehilà! Intanto grazie del commento!
      Per quanto riguarda il didascalismo di questo volume… Premesso che è una cosa che comunque può piacere o quantomeno non infastidire… a me dopo un po’ ha tediato. Non è gratuito, questo anche secondo me, e ad un certo punto diventa una precisa scelta stilistica. Però personalmente ho trovato che appesantisse troppo la lettura. Rimane un esperimento interessante dal punto di vista narrativo, così come è interessante esplicitare tutti quei meccanismi registici che di solito rimangono nascosti… Però non so, forse sono stato fregato dalle aspettative post scontro accidentale che, per quanto mi riguarda, sta su un altro livello proprio perché non è così pressante ed esplicito.

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