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Top10 delle anteprime di agosto

Salve a tutti e ben ritrovati, dopo la pausa della scorsa settimana. Ho avuto modo in questi giorni di passare in fumetterie e edicole varie e sono pieno di bei fumetti di cui parlarvi, ma per adesso tocca alla solita classifica delle anteprime che, come ogni agosto, è in super ritardo. Quindi non indugiamo oltre e buttiamoci a capofitto tra le novità che vedremo sugli scaffali tra ottobre e novembre, a cavallo di Lucca insomma.

lucca

10) Occhio di Falco (Panini Comics)

L’ultimo volumetto della serie regolare dell’Occhio di Falco di Matt Fraction e David Aja sta per uscire, forse, ed è subito tempo di pensare alla riedizione. Ormai il mercato va così…

hawkeye 1

Polemiche a parte, se non aveste letto la serie in questione man mano che usciva fareste bene a recuperarla ora che viene proposta in volumi cartonati, per almeno due motivi. Il primo è che leggerla di fila, senza troppe pause (se i rimanenti volumi usciranno ad un ritmo ragionevole) renderanno la lettura decisamente più piacevole e meno frammentaria, che era il principale problema della vecchia edizione.

hawkeye 2

Il secondo è che, per quanto possa piacere o non piacere (a me onestamente il lavoro del duo Fraction-Aja garba ben poco), Occhio di Falco rimane una delle più importanti produzioni cartacee Marvel degli ultimi anni. Nonché una delle più popolari. E tra capitoli più o meno ispirati è sempre bene avere un’idea di come va il mondo, di cosa traina il mercato e di cosa fa tendenza. Giusto per sapere cosa aspettarsi dal futuro e per capire qualche dinamica altrimenti oscura.

9) Secret Wars 0 (Panini Comics)

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E rimaniamo in Marvel perché sta per iniziare l’ultimo mega-super-maxi-iper evento che come sempre cambierà per sempre il mondo del fumetto. E come ogni volta non sarà così, anzi, statisticamente è ben più probabile che ci si ritrovi per le mani una serie di volumetti trascurabili che non si sa mai dove infilare in libreria.

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Secret Wars sarà davvero la fine del Marvel Universe così come lo conosciamo? Se fosse potrebbe essere un ottimo entry point per nuovi lettori, ma al contempo un superbo exit point per chi non ne può più…

Le premesse, mondi che collidono e realtà alternative che collassano in un unico piano d’esistenza, oltre a saper molto di già sentito preannunciano poco più che una mole senza precedenti di fan service supereroistico e botte da orbi, ma staremo a vedere.

8) Inuyashiki – L’ultimo eroe (Panini Comics)

Ammetto di non apprezzare particolarmente il lavoro di Hiroya Oku. Che ci volete fare? A volte va così. Lessi giusto i primi albi di Gantz e, pur trovandoli abbastanza piacevoli, non mi colpirono abbastanza da continuare la (costosissima) serie. Poi provai anche La mia maetel che si dimostrò semplicemente inaccettabile.

inuyashiki 1

Di conseguenza sono un po’ scettico su questo Inuyashiki, che segna il ritorno di Oku ad atmosfere più sci-fi, nel quale “un uomo come tanti vedrà la propria vita stravolta da un evento incredibile”. Nell’immagine promozionale su Anteprima vediamo un vecchietto con un braccio robotico che manco i Cylon di Battlestar Galactica. Può voler dire tutto e niente, ma ispira parecchio. Speriamo bene…

inuyashiki 2

7) …Ti faccio lo storyboard (Panini Comics)

Un albo di Topolino su storyboard di SIo. Sio, quello di Scottecs. Quello di Jimmy Verdoora. Quello dallo spiccatissimo umorismo nonsense.

topolino sio

Non sono un lettore di Topolino, e questo giustifica la settima posizione, ma un posto in classifica era d’obbligo. Anche solo per far rosicare chi ancora, nel 2015, è convinto che Sio sia uno sprovveduto a caso dotato di particolare fortuna e tempismo, che sta dove sta e fa quello che fa senza manco rendersi conto di cosa sta facendo. Perché, ragazzi, è ora di farsene una ragione: Sio sa esattamente cosa sta facendo.

6) Mahoromi, visioni spaziotemporali (RW Goen)

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Goen porta in Italia l’ultima opera, in quattro volumi, di Kei Toume, autrice dal tratto particolarmente affascinante. Di suo ricordo con particolare affetto il piacevolissimo Fuguruma Memories, pubblicato a colori da Star Comics in occasione del ventennale della casa editrice, ma anche Vita da Cavie, Kurogane, A casa di Momo e Canta yesterday per me.

fuguruma memories

Fuguruma Memories mi era piaciuto parecchio, e risfogliarlo ora risveglia bei ricordi.

La corposa produzione di Kei Toume, che si potrebbe incasellare nel genere slice of life spesso macchiato da elementi fantastici, è sempre stata interessante e a tratti parecchio raffinata, con racconti di una pacatezza quasi sussurrata in cui tutto accade lentamente e ci si prende il tempo per assaporare aria e spaccati di vita urbana.

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In Mahoromi seguiremo le giornate di Niwa, una studentessa capace di percepire l’anima di ruderi e vecchi edifici. Una premessa in sintonia con lo stile dell’autrice che mi intriga non poco e che potrebbe riservare qualche sorpresa. Ne riparleremo di certo appena uscito il primo volume.

5) Life Zero (Panini Comics)

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Ammetto di non sapere praticamente nulla di questa miniserie in tre volumi. La descrizione su Anteprima parla di una nube che ha fatto cambiare il mondo per sempre, di morti e istinto di sopravvivenza, per una storia a metà tra horror e fantascienza. Tuttavia…

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Tuttavia mi piace parecchio il Dragonero scritto da Vietti (ne avevamo parlato qui), per non parlare dei disegni di Marco Checchetto. Quindi non so, ho un buon presentimento. In più sono soltanto tre volumetti da 3 euro l’uno… Insomma, Life Zero merita un possibilità. Fosse solo per il talentuoso duo d’autori coinvolti.

4) Astrogamma (Bao Publishing)

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Continua il sodalizio tra LRNZ e Bao Publishing che dopo l’ottimo Golem (se ve la foste persa trovate la mia recensione qui) pubblica Astrogamma, fumetto originariamente pubblicato da Lorenzo Ceccotti con i Superamici.

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Una lotta tra uomo e natura in una Roma distopica assediata da insetti giganti. 160 pagine per scoprire (o riscoprire) da dove viene LRNZ. Un volume probabilmente imperdibile per chiunque abbia anche solo apprezzato Golem.

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3) Providence (Panini Comics)

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Che Alan Moore sia un talento indiscusso del fumetto mondiale è una certezza. Che sia pure un pazzo furioso (in senso buono, più o meno) con poteri mistici e una differente percezione dell’universo, anche questa è una certezza. Quindi cosa succede quando Alan Moore incontra l’altro grosso pazzo furioso della letteratura, Howard Philip Lovecraft? Succede il Neonomicon.

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Originariamente pubblicato in Italia da Bao e di recente passato di mano ed atterrato in casa Panini, il Neonomicon segna l’inizio (insieme al racconto breve The Courtyard) della rivisitazione dell’immaginario lovecraftiano da parte del bardo. Purtroppo, nonostante sulla carta dovesse essere un successo sicuro, il volume non è a conti fatti nulla di straordinario e segna una mezza partenza falsa nel grande progetto di Moore di riscrivere l’atmosfera dei miti di Lovecraft in chiave più attuale.

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The Courtyard è un racconto fumoso macchiato da soluzioni visive concettualmente interessanti ma praticamente dimenticabili che finisce in un twisted ending molto meh, Neonomicon invece presenta un paio di idee molto riuscite ma fallisce nel restituire quell’atmosfera di terrore inconcepibile e follia incontrollabile che in Lovecraft semplicemente ci devono essere. Entrambi portano i disegni di un Jacen Burrows davvero niente di che.

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In ogni caso il progetto continua, con qualche perplessità da parte mia ma fa niente, con Providence. Più corposo dei precedenti racconti (sarà proposto in tre cartonati da 160 pagine l’uno), ricomincia il discorso esattamente da dove l’aveva lasciato. Il maggior numero di pagine è un buon segno, in particolar modo se si porterà dietro una storia più lenta e ragionata che non abbia quell’effimero sapore da one shot, mentre il team creativo inalterato (Moore ai testi e Burrows ai disegni) non mi fa stare del tutto tranquillo.

In ogni caso, come ci diciamo sempre in queste situazioni, Alan Moore è Alan Moore. E questo dovrà bastare. Vedremo se basterà davvero.

2) Noise (Panini Comics)

Ormai la notizia è vecchiotta: Tsutomi Nihei, vincitore di due Guanti da Forno d’Oro consecutivi (miglior disegnatore e miglior serie) sarà a Lucca al padiglione Panini Comics. E la mia ferrea decisione di non andare all’edizione di quest’anno della fiera/carnevale del fumetto più importante d’Italia inizia a vacillare.

knights of sidonia

Per l’occasione Panini Comics ristampa varie opere dell’ex architetto diventato mangaka, alcune delle quali meritano davvero uno sguardo approfondito. Perché se tutto sommato vi potete pure perdere Abara e Biomega, e alla fin fine anche Wolverine: Snikt!, di certo non potete mancare Blame!.

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La serie che ha lanciato Nihei tra le stelle viene ora rieditata in formato tankobon, dieci volumi a 5 euro e 50 che mi fanno pensare di acquistarla una terza volta. Quella di Blame! è una storia eccezionalmente evanescente sulla quale ci si potrebbe lanciare in infinite riflessioni narrative e strutturali, oltre che un esercizio visivo quasi senza pari. Se poi non ne avete abbastanza ritorna disponibile anche Blame Academy! And so on, raccolta interamente a colori di svariati racconti brevi (purtroppo non tutti) con più di qualche perla rara (come i bellissimi Zeb Noid e Pompa [vietato ridere]). Dentro c’è pure il sequel di Blame!.

zeb noid

E se ancora non vi basta ecco il piatto forte. Torna sugli scaffali, dopo anni di costosissima irreperibilità, Noise. Il racconto che dà il titolo al volume non è, onestamente, nulla di straordinario di per sé ma si rivela essere più collegato a Blame! di quanto non sembri all’inizio, fungendone addirittura quasi esplicitamente da prequel, rendendone la lettura praticamente obbligatoria.

BLAME! and so on 2

1) Corto Maltese – Sotto il sole di mezzanotte (Rizzoli Lizard)

E concludiamo questa classifica con una notizia che sapevamo già, ma vederla stampata su Anteprima le dà un aria di definitivo che fa salire un brivido lungo la schiena. Il ritorno di Corto Maltese, per la prima volta scritto e disegnato non-da-Pratt.

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La mia parte razionale non sa bene cosa pensare di progetti come questo: non riesco del tutto a sopprimere quella vocina che mi dice che alcune porte, una volta chiuse, andrebbero lasciate chiuse. Tuttavia poi mi ricordo che Hugo Pratt stesso si era detto più che favorevole all’idea che altri continuassero a scrivere le gesta del Maltese quindi mi dico: che male c’è?

Poi se comincio a farmi trasportare dall’emotività non c’è storia, e l’entusiasmo non può che salire. Aspetto Sotto il sole di mezzanotte con trepidazione da quando venne annunciato, e non basta il prezzo esorbitante a farmi cambiare idea (20 euro per meno di 100 pagine…). In più lo scrittore, Juan Canales, è lo stesso di Blacksad e ciò dovrebbe essere un ottimo segno mentre il disegnatore, Ruben Pellejero, ha fugato ogni dubbio residuo mostrando una tavola in anteprima che ha semplicemente il sapore giusto.

sotto il sole di mezzanotte 2

Quindi sì, Corto Maltese è tornato, magari (di nuovo) per restare. E non vedo l’ora.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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