Home » Recensioni » Barbanera, una storia di pirati (quelli veri)

Barbanera, una storia di pirati (quelli veri)

Salve a tutti e bentornati. Arrrrrrrrr.

barbanera 1

Il fumetto di oggi, che in realtà è uscito qualche tempo fa (ma ho avuto modo di leggerlo soltanto ora, non siate pignoli), è Barbanera, proposto dai ragazzoni di Editoriale Cosmo in edicola in formato bonellide a colori. Raise the t’gallants, si parte.

Qualche mese fa aspettavo con ansia l’uscita della terza stagione di Black Sails, serial piratesco che non potete mancare di vedere. L’attesa si faceva snervante e non veniva mitigata dall’inclusione delle prime due stagioni (già viste più volte) nel catalogo di Netflix. Così mi sono ritrovato a voler storie di pirati, per ingannare l’attesa. Ma di pirati seri, mica di corsari (che come tutti sanno sono solamente dei pirati senza palle) né di gente che mangia frutta esotica e si trasforma in una gomma da masticare.

Black Sails Key Season 3 2016

Così quando vedo questo albetto, bonellide a colori a 6 euro e 90, mi dico “perché no” e lo prendo. Poi si sa come vanno queste cose: un giorno segue l’altro, ho mille cose da leggere, e mi ritrovo a metter le mani su Barbanera quando la terza stagione di Black Sails (che, ripeto, non potete mancare di vedere) è ormai bella che uscita. In ogni caso eccoci qua.

In un certo senso Barbanera, serie in origine targata Dynamite firmata da un botto di gente, è esattamente quello che volevo: una storia di pirati. Di pirati veri. Vediamo un giovane e sbarbato Edward Teach (che diventerà poi il famigerato barbuto) ribellarsi al proprio capitano ed unirsi alla ciurma del capitano Hornigold. Inizia così la sua carriera da fuorilegge, fino a diventare il pirata più temuto del nuovo mondo.

BBeard01:Layout 1

In contrasto con l’approccio di Hornigold alla pirateria, sempre intento a colpire senza essere visto, Teach cerca il riconoscimento ed una fama che lo preceda: come dice il buon Flint la paura è l’arma più potente di tutte, e se i mercantili sanno il tuo nome e quello che fai a chi non si arrende senza storie… bè, hai già fatto metà del lavoro. Tale fama non tarda ad arrivare ed il nome di Barbanera circola tra i vascelli civili diventando sinonimo di terrore inarginabile, di un nemico giurato dell’ordine costituito dalla violenza inarrestabile.

Layout 1

E poi? E poi fine. Per quanto l’albo proposto, che raccoglie i sei numeri della miniserie originale, sia in un qualche modo completo in sé stesso, arrivati all’ultima pagina non si riesce a togliersi di dosso la sensazione d’aver letto null’altro che un episodio pilota. Un buon antipasto ad un pranzo che non arriverà mai. Ed è un peccato, perché quanto si ha avuto modo di assaggiare non era per niente male.

BBeard02:Layout 1

Il tutto è abbastanza ben scritto e riesce a coinvolgere il lettore, riuscendo a trasmettere la tumultuosa situazione marittima dell’epoca. Tuttavia si scivola ben troppo velocemente su avvenimenti importanti, i personaggi non hanno il tempo di crescere e diventar parte di un affresco più vasto né di costruirsi una caratterizzazione psicologica sufficientemente approfondita. Lo stesso Barbanera passa in poche pagine dall’onesto ed integerrimo quartiermastro di una nave inglese al pirata col pisello più lungo di tutti. Così, quasi come se nulla fosse. Passano troppi anni in troppe poche vignette, si intuisce come e perché il nostro anti-eroe divenga famoso ma non ci vengono mostrate le tappe intermedie, gli arrembaggi disperati, le cannonate e le sciabolate. Gli azzardi andati a buon fine e le catastrofi evitate per un soffio. Altri pirati vengono nominati, uno su tutti Charles Vane, solo perché sì: la loro presenza nel mondo della narrazione non ha alcun effetto sulle vicende effettivamente narrate.

E anche questo è un peccato, perché, come ripeto spesso, se il lettore ha l’impressione che il mondo narrato esista solo mentre lo si sta guardando, e solo nei luoghi effettivamente inquadrati, tutta la storia perde rotondità.

La stessa vicenda avrebbe avuto bisogno, per dare quel senso di completezza necessario a saziare chi ha fame di una storia intera, di una di queste due cose: 1) molto più spazio oppure 2) un seguito. Messa giù così è una mezza occasione sprecata, un’avventura da azzannare in un pomeriggio in cui non porsi troppe domande leggendo quello che, alla fine dei conti, è poco più di un riassunto. Un riassunto piacevole, beninteso, che intrattiene a dovere. Ma pur sempre un riassunto, una storia raccontata per sommi capi.

Non male i disegni di Mario Guevara che, salvo un paio di soluzioni parecchio meh, fanno molto “versione riveduta e [parzialmente] corretta di quello stile alla “Image anni ‘90”. Il gusto estetico si colloca da una qualche parte a metà tra Joe Madureira e Marc Silvestri, ma l’atmosfera è quella giusta.

BBEARD03:Layout 1

Commento finale. Sono contento d’aver letto quest’albo? Bè, alla fine, tutto sommato, direi di sì. Non è che avessi grandi aspettative e alla fine cercavo solo un riempitivo, ma dopo l’incipit promettente avrei la voglia di qualcosa di più m’era venuta. L’edizione non è granché e dire che i colori rendono male sul tipo di carta utilizzato è un eufemismo. Rimane pur sempre un albo a colori di 150 pagine a sette euro, che non è male [tra l’altro, complimenti un’altra volta a Editoriale Cosmo per dimostrare che colore ed economico sono due parole che possono andare d’accordo. Per quanto la resa sia scarsa è comunque meglio del downgrade in bianco e nero].

Per concludere, quindi. Barbanera è consigliato con riserva. L’albo si lascia leggere bene anche se lascia un po’ con l’amaro in bocca. Se siete alla disperata ricerca di storie sui pirati, quelli veri, (e avete già visto Black Sails [altrimenti guardate Black Sails, per la miseria!]) quest’albo saprà intrattenervi a dovere. Solo che poi ne vorrete ancora…

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

Annunci

One thought on “Barbanera, una storia di pirati (quelli veri)

  1. Pingback: Le avventure di Isaac, il pirata | dailybaloon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...