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La scelta di prendere un’altra strada, di raccontare un’altra storia

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Nonostante tutti i miei buoni propositi non sto riuscendo a tenere una programmazione sensata e a pianificare un accidente, ragion per cui le recensioni arrivano un po’ quando arrivano. Ma, oh!, ci sto provando.

Uno degli effetti di questa mia (spero) momentanea disorganizzazione è che mi perdo per strada i fumetti da recensire. Cose che leggo e mi dico “di questo vorrei parlare” ma poi mi passa di mente e mi scordo e passano i mesi le stagioni gli anni ed eccoci qua. Cerchiamo di rimediare e parliamo di La Scelta.

la scelta cover

Qualche tempo fa scrissi un commento ad un albo della Douglas Edizioni che avevo recuperato a Lucca.

vita 6

Si intitolava Vita (trovate la recensione qui) ed era scritto e disegnato da Simone Prisco che, poco dopo, mi inviò degli altri lavori ai quali aveva collaborato dicendomi che, se mi andava, ne avrei potuto parlare. Fui molto felice dell’opportunità concessami, li lessi al volo e… (ri)parte il discorso sulla disorganizzazione di cui sopra. Nella speranza che Simone mi perdoni, mi metto di buona lena. Si parte.

Come dicevo oggi vi vorrei parlare di La scelta, albo autoconclusivo edito sempre da Douglas Edizioni, con testi di Stefano Chiuchiarelli, disegni di Marco Chiuchiarelli (la sceneggiatura è di entrambi) e colori di Simone Prisco. Un albo che, un po’ come Vita, ha necessitato di più di una lettura per mettere tutte le cose a posto e dare il giusto (almeno per me) senso ad ogni vignetta.

La scelta è un fumetto di poco più di una sessantina di pagine. Parla di scelte (ma va?) e di Lucifero. O meglio, di Helel, per usare il suo ben più aulico nome.

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Dopo una pagina di testo introduttivo, iniziano a scorrerci davanti agli occhi figure sospese in un vuoto luminoso. Sono i Mal’akhim, gli angeli, bellissimi ed immersi nella luce di Dio. Ed in questo paradiso di bellezza senza fine apprendiamo del tradimento di Lucifero, dell’inizio della sua lotta fratricida e della sua punizione, che lo trasformerà nel Satana cornuto che ben si è radicato nell’immaginario collettivo.

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O almeno, questo è quello che sarebbe potuto essere, quello che si è scelto di raccontare per creare un espediente che dia un’origine, e quindi che giustifichi, ogni male ed ogni disgrazia capitata all’uomo (anche se come conseguenza di una propria scelta).

Stefano e Marco Chiuchiarelli scelgono di raccontare un’altra storia, forse altrettanto vera di quella che abbiamo sentito così tante volte. Una storia in cui Helel sceglie di disubbidire al creatore non per tentare l’uomo con false promesse, ma per amore dell’uomo stesso, per donargli una vita piena e consapevole, responsabile. Che poi l’uomo abbia scelto di nascondersi a questa responsabilità dando a Helel la colpa è un’altra storia.

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E in questa versione della storia la pena di Helel è di nuovo frutto di una scelta. Non una condanna, ma l’autoesilio volontario dal paradiso proprio per evitare la nascita dell’odio e di una sanguinosa guerra fratricida tra i Mal’akhim. Una scelta consapevole, innecessaria, non imposta, sofferta.

Tutto ruota attorno alla scelta, sia il movente che il mezzo. E all’amore, un amore che ribalta completamente il racconto della tradizione religiosa canonica dando a tutto un altro significato.

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Non sono una persona religiosa, non vogliatemene, e non so se un fervente cattolico potrebbe sentirsi offeso da questa “rilettura”. Credo (spero) di no. Non c’è desiderio di provocazione né tentativo di scherno nell’opera dei Chiuchiarelli. Solamente il desiderio di raccontare il tradimento più noto della storia del creato, l’archetipo del tradimento, ribaltandone sia le cause che le conseguenze. Per darne forse un’altra interpretazione, forse solo per raccontare una storia, forse per lanciare una riflessione sul concetto di scelta, sulla necessità di consapevolezza e di responsabilità. E di come tutte queste cose siano un dono di libertà.

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Il volume si presenta visivamente molto bene. È per la maggior parte ambientato in una sorta di luminoso paradiso, la dimensione in cui i Mal’akhim vivono pervasi dalla luce divina, nel quale l’atmosfera è costantemente rarefatta, gli sfondi ridotti ad un materico chiarore nel quale le figure galleggiano sospese nel tempo e nello spazio.

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Il tratto di Marco Chiuchiarelli ben si sposa alla gestione pastosa del colore di Simone Prisco e i due, assieme, riescono a restituire al lettore la sensazione di star osservando qualcosa che è al di fuori della nostra realtà, fatta di oggetti e persone. Anche la divisione in vignette è pertinente, la griglia quasi sempre assente e la gran quantità di doppie splash page contribuiscono a costruire quell’aura di “eventi fuori dal tempo”.

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Devo dire che inizialmente ero un po’ scettico su questo volume. La prima lettura mi ha lasciato con un sopracciglio alzato, forse per il soggetto, forse per la brevità della narrazione (avrei magari preferito qualche pagina in più). Tuttavia ad una seconda lettura tutte le cose sono andate al loro posto, ho potuto osservare con più calma l’approccio visivo alla narrazione e lasciarmi coinvolgere dalle voci fuori campo che guidano il lettore nella storia, prevalentemente muta.

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In definitiva La scelta è un buon fumetto. Un fumetto che di primo acchito ti lascia un po’ spiazzato per i suoi tempi dilatati e per un paio di scelte di sceneggiatura ma che poi, a tornarci, ti ritrovi a pensare che “in effetti funziona”. E nel funzionare riesce a intrigarti e farti riflettere. Il mio consiglio è di dargli una possibilità, la prossima volta che passate davanti allo stand Douglas a questa o quella fiera, perché potrebbe sorprendervi. A me ha sorpreso, ribaltando la perplessità iniziale a favore di una sensazione parecchio piacevole a letture ultimate.

Detto questo vi saluto, alla prossima!

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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