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Commenti un tanto al chilo

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. O benvenuti, visto che con questo articolo si inaugura una nuova serie di post. Aperiodica, come quella sui fumetti digitali, e quindi il prossimo pezzo lo vedrete nell’anno del forse. Ma i buoni propositi non fanno mai male (almeno credo), quindi mettiamoci di buona lena e proviamoci.

È un periodo in cui leggo tanto ma molto di quello che leggo non si presta, per vari motivi (tempo, voglia, capacità personali…), a una recensione monografica (non subito, per lo meno).

Quindi da ora in poi ogni tanto compariranno articoli come questo: collezioni di commenti brevi su volumi nuovi o vecchi che mi è capitato di leggere e dei quali mi va di parlarvi. Il format è ancora un po’ vanilla, ma ci sto lavorando. Per adesso l’unica novità rispetto ai “soliti” articoli è l’introduzione, dopo ogni commento, di una tabella riassuntiva con tanto di voto. Ridurre tutto a un numero non è cosa particolarmente bella, ma tant’è. Tra l’altro, i disegnetti dei voti sono fatti dal bravissimo Davide, mio caro amico, che tra le altre cose tiene anche un blog super figo nel quale potete leggere i suoi vaneggiamenti. Lo trovate qui.

In ogni caso ogni consiglio su come migliorare format e approccio è ben accetto, quindi non siate timidi.

Si parte con un bel fritto misto fatto di Chunky Rice, Nuovo Mondo 9, Viaggio a Tokyo e un paio di volumi Hollow Press (sui quali comunque prometto ritorneremo a tempo debito). Quindi non perdiamo altro tempo e… Buona lettura!

commenti un tanto al chilo 1

Addio, Chunky Rice

addio chunky rice

Non avevo ancora mai letto l’opera prima di Craig Thompson, che ho avuto occasione di recuperare (autografata, che il tempo da spendere in interminabili code giusto per una firma non ci manca) quando l’autore è capitato a Bologna per la presentazione di Polpette Spaziali (che però devo ancora recuperare…).

Chunky è una tartaruga. Parte per un viaggio lasciandosi alle spalle la sua casa e i suoi amici: il buon Solomon, animo semplice e gentile, i suoi averi, la dolcissima Dandel. Da questo plot Thompson, con uno stile molto diverso dai mattoni Blankets e Habibi (ma sempre inconfondibile), tira fuori un libro bellissimo e straziante, colmo di sensibilità. Già le prime 15-20 pagine ti fanno salire un magone che vorresti chiudere tutto e andare a piangere in un angolino.

addio chunky rice 2

Consigliatissimo, ma solo se non siete in procinto di traslocare molto lontano o di salutare carissimi amici che stanno per trasferirsi che sennò i fazzoletti non vi basteranno.

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Orfani: Nuovo Mondo – Volume 9: Frammenti

orfani nuovo mondo 9 - frammenti

Con questo volume, per quanto mi riguarda, il progetto Orfani giunge a compimento definitivo. Già avevamo avuto guest artist del calibro di Bacilieri, Maicol&Mirco e AkaB (tradotto: mica cazzi). A questi ora vanno ad aggiungersi Giulio Rincione e una sequenza di tavole in pixel art che a vedersi danno un gusto che non vi dico. Orfani si conferma così un luogo dove provare, dove giocare con gli stili tirando dentro artisti che non rispondo per forza ai classici canoni Bonelli (così come la serie intera non risponde a quegli stessi canoni). Il risultato è che non sai mai cosa aspettarti dal volume successivo che, in un modo o nell’altro, riesce sempre a stupire con questa o quella trovata confezionando una serie che, semplicemente, funziona.

orfani nuovo mondo 9 2

Se non l’avevi capito prima, capisci che sta succedendo qualcosa di grosso quando in bonellide da edicola trovi illustrazioni di questo tipo.

Nota a margine, in questo albo Recchioni riesce a farti pure provare (anche se in maniera forse posticcia, forzatamente evidenziata in modo che non possa sfuggire a nessuno) delle emozioni diverse dall’odio e dal fastidio per quel barattolo insopportabile di Host, robottino scassamaroni tuttofare buono solo per esser preso a male parole.

orfani nuovo mondo 9 3

La trovata delle sezioni a 8-bit, oltre ad esser funzionale alla narrazione, mi ha parecchio divertito.

Quindi bersaglio centrato in pieno e, almeno finora, albo migliore di una serie che riesce a osare e a provare pur rimanendo un prodotto smaccatamente commerciale (e badate bene lo dico senza alcuna accezione negativa) e fruibile. Promosso a pieni voti.

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Viaggio a Tokyo

viaggio a tokyo

Prima opera lunga di Vincenzo Filosa, pubblicata non troppo tempo fa da Canicola, Viaggio a Tokyo racconta il soggiorno dell’autore nella capitale del sol levante. Un anno passato in un paese così diverso, dal nostro alla ricerca del proprio stile e di sé stesso, condensato in un racconto a metà tra romanzo di formazione, racconto di viaggio e digressione onirica/allucinatoria.

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E durante il percorso l’incontro con il gekiga, la tensione artistica e personale verso i grandi maestri del genere.

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Nel volume confluiscono sia il racconto personale che una ricerca stilistica capace di superare la semplice mimesi e di crearsi una sua identità, in un continuo gioco di citazioni, rimandi, strizzate d’occhio e riflessione. Il risultato è strabiliante. Vi lascio, per approfondimenti, alla recensione del volume apparsa al tempo su Fumettologica e soprattutto alla bella intervista, sempre su Fumettologica, all’autore.

Quindi: 2 buoni motivi per leggere Viaggio a Tokyo. 1. È un racconto bello e interessante, scritto da dio e pieno di suggestioni. Una storia intima e personale ma non superflua, sia nella forma che nei contenuti. 2. È il modo migliore per prepararsi psicologicamente all’arrivo della collana Coconino Gekiga, di cui Filosa è curatore, perché ci rivedremo (mi auguro di tutto cuore) molti dei titoli e degli autori citati in Viaggio a Tokyo. In questo senso il volume di Filosa si può (ri)leggere come storia d’amore per il genere che l’autore si appresta a portare in Italia in maniera (finalmente) sistematica e, forse soprattutto, come dichiarazione d’intenti.

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Fobo

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Fobo è uno dei due titoli usciti dalla penultima sfornata di Hollow Press ed è un libricino di 64 pagine firmato da Gabriel Delmas molto lontano, nella sua fisicità, dall’immane Largemouths.

Tuttavia nonostante le differenze di peso e, per molti versi, di temi, Fobo si rifà allo stesso impianto narrativo del predecessore: abbiamo anche qui a che fare con un’altra graphic poetry muta, permeata di quella stessa atmosfera cangiante che aveva reso Largemouths così irresistibile. Atmosfera declinata qui più verso l’onirico che il crudo e il violento.

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Albo consigliato per scoprire un autore capace di lasciare a bocca aperta con lavori completamente fuori dall’ordinario. Se volete lasciarvi stupire questo è un ottimo starting point, soprattutto visto il prezzo contenuto.

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Crystal Bone Drive

crustal bone drive

L’altro titolo Hollow Press uscito dalla penultima sfornata di cui sopra è Crystal Bone Drive, di Tetsunori Tawaraya.

Il talento allucinato di Tawaraya l’abbiamo potuto ampiamente apprezzare sulle pagine di U.D.W.F.G. (testata ammiraglia antologica di Hollow Press) e sul volume monografico Tetsupendium Tawarapedia. Ma qui si va oltre.

crystal bone drive 2

In un mondo post apocalisse ignota, dove il pericolo di mutazione è gravissimo e sempre molto vicino, la moneta di scambio sono i propri organi interni e l’unica merce che conta una droga che permette di resistere all’ambiente ostile.

Crystal Bone Drive, nel corso delle sue 32 pagine, prende il lettore e lo getta in un mondo oscuro in un capolavoro di immersione che passa anche attraverso la splendida confezione editoriale: uno spillatino all’apparenza come molti altri, ma con le pagine completamente nere e i tratti stampati con inchiostro argentato appena visibile se guardato dall’angolazione sbagliata. Tutto è oscuro, senza speranza, un grezzo nelle dinamiche ma raffinatissimo nella forma. A fine lettura è impossibile non rimanere esterrefatti di fronte alla cura incredibile che Hollow Press riversa in ogni suo volume.

crystal bone drive 3

Un turbinio di tratteggi delinea i dettagli di questo mondo mutato, investendo il lettore con un senso di straniamento magnifico che ben accompagna la follia della storia narrata. Tawaraya è un pazzo furioso e la sua produzione, ammantata di quell’irresistibile fascino underground apparentemente senza regole né limiti, lascia stupefatti ad ogni pagina.

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(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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7 thoughts on “Commenti un tanto al chilo

  1. Sei già il terzo che in poco tempo consiglia “Viaggio A Tokyo”, e seppure sinceramente non mi convince ancora del tutto, comincio a essere molto incuriosito. Sopratutto dato che l’autore sarà il curatore della nuova collana Coconino, al quale sono molto interessato dato leggo poco fumetto orientale e devo rimediare.

    Per quanto riguarda la nuova rubrica non mi vengono consigli, però ne ho uno in generale. Vedo che tu metti sempre un sacco di immagini. Quando però diventano tante tante secondo me rompono un po troppo il filo della lettura. Io proverei a inserire quelle “simili” in una galleria tipo slideshow o quelle disponibili su wordpress. Sopratutto in questa rubrica che ha delle sezioni corte. Ad esempio: intestazione del paragrafo, uno o due capoversi, slideshow, capoverso finale, tabella col voto.
    Non so, é più gusto personale che altro, magari a te fa schifo:)
    Se però mi vengono idee per la rubrica te le scrivo!

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