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Top10 delle anteprime di luglio

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Come ogni mese è arrivato il momento di fermarsi un secondo, sfogliare i vari cataloghi che propongono le diverse novità fumettose (questo mese davvero numerosissime) e ragionare su cosa ordinare e cosa no. Non riuscite a raccapezzarvi tra la miliardata di titoli sbrilluccicosi che vi vengono lanciati addosso? Nessun problema, la nostra personalissima classifica delle novità migliori serve proprio a questo (anche se sto giro far selezione non è stato per nulla facile). Quindi prendete un bel respiro, carta e penna, e fatevi i vostri conti con la dovuta calma.

tony sandoval

Ah! Prima che mi scordi. Sul Preview di questo mese Bao conferma che anche quest’anno farà lo sconto del 25% su tutto il suo catalogo, tra la fine di agosto e la fine di settembre. È ora di cominciare a risparmiare.

10) Avengers Arena: Uccidi o Muori (Panini Comics)

Torniamo a qualche anno fa. Siamo in piena fotta da Hunger Games e mammaMarvel cosa fa? I suoi Hunger Games. Originale. Aspettarsi ben poco da questa miniserie era quindi (ed è tuttora) più che lecito: soggetto esile e pretestuoso per sostenere una storia con impatto zero sulla continuity del Marvel Universe. Perché leggere una cosa del genere?

avengers arena

Perché, contro quanto chiunque con un minimo di sanità mentale si potesse aspettare, Avengers Arena è stata una delle storie più godibili dell’intero Marvel Now!. Superato il fastidio iniziale generato dal dover per forza sorbirsi l’ennesimo survival game ci si accorge che Avenger Arena funziona. I testi di Hopeless scorrono accurati e i disegni di Kev Walker, pur rimanendo nel seminato, accompagnano a dovere una narrazione che pagina dopo pagina si rivela fresca e coinvolgente. Che è molto più di quanto si possa dire per la maggior parte delle altre testate Marvel Now!.

Non è certo l’evento supereroistico più rilevante di sempre ma un’occhiata la merita di certo.


9) Plutona (Bao Publishing)

plutona 1

Un gruppo d’amici trova nel bosco il cadavere di Plutona, la supereroina più amata del mondo. Noi lettori vedremo il progressivo evolvere del loro rapporto in seguito a questo evento traumatico e, parallelamente, assisteremo agli ultimi attimi della vita di Plutona, scoprendo poco alla volta cosa le sia capitato.

plutona 2

Jeff Lemire è senza dubbio uno degli sceneggiatori americani più rilevanti della sua generazione. Lo abbiamo visto all’opera sia su lavori dal gusto mainstream (Descender e un bel ciclo di Animal Man sono solo i primi due che mi vengono in mente) che molto più personali (uno su tutti Essex County) e si è sempre rivelato all’altezza.

Emi Lenox invece è un disegnatore che non conosco. In Plutona mostra uno stile vagamente retrò che non mi fa impazzire, a gusto personale, ma che ammetto funziona a dovere.

Per adesso stiamo a vedere. Come sapete storie “collaterali” di supereroi tipo questa sono abbastanza nelle mie corde, ultimamente, e sono pronto a lasciarmi sorprendere. Ne riparleremo.

8) Sladkiy (It Comics)

Sladkiy

It Comics, neonata etichetta italiana indipendente (qualunque cosa questo voglia dire), comincia a farsi sentire. Dei titoli annunciati finora, dei quali si sa tutto sommato ancora poco, quello che mi ispira di più è di gran lunga Sladkiy. È una cosa a pelle. La sinossi parla di boschi ammantati di neve dove tutti dormono e di creaturine che viaggiano verso la luce del mattino. Poetico, fiabesco, mi piace. La copertina fa il resto.

Di It Comics parleremo a tempo debito: dovevano esordire in grande spolvero a Lucca, e Lucca si avvicina a grandi passi. Di certo sembra una realtà da tenere d’occhio, a partire da Sladkiy.


7) Die Wergelder (Star Comics)

die wergelder 1

L’ho già detto altre volte e lo ripeto. Certe volte funziona che un fumetto ti piace così tanto che cominci a leggere tutte le opere di quell’autore. E anche se i lavori successivi a quel primo bellissimo colpo di fulmine non sono all’altezza e non ti prendono, non puoi smettere perché sotto sotto speri sempre che la prossima volta sia quella buona e si torni ai fasti di un tempo.

A me è capitato almeno tre volte. Con Toru Fujisawa e le vette mai più nemmeno sfiorate di Shonan Junai Gumi. Con Shin Takahashi e Lei, l’arma finale, tuttora una delle letture che ricordo con più affetto. E (forse soprattutto) con Hiroaki Samura che, con qualche sporadica ma radiosa eccezione (Il trasloco e qualche racconto breve sparso qua e là), da L’Immortale in poi non è più riuscito ad emozionarmi come avrei voluto.

blade of the immortal

Ma ci riprovo sempre e quindi vi segnalo l’arrivo, stavolta targato Star Comics, di Die Wergelder. Samura disegna da far venire la pelle d’oca e questo non c’è bisogno di ribadirlo. Questa volta pare però tornare a storie d’azione più classiche allontanandosi dalle stramberie tipo Halcyon Lunch o dall’iper-violenza della Carrozza dei Bloodharley. Stiamo a vedere, sono fiducioso con riserva ma non posso che aspettare con ansia l’uscita di questo primo volume.

die wergelder 2

Parentesi. La serie è, a quanto ho capito, ancora in corso in Giappone quindi prepariamoci a tempi d’attesa titanici. Siete avvisati, quindi poi non lamentatevi con me o, peggio, con l’editore.


6) Proposte autunnali Canicola

canicola

[Questa posizione si doveva intitolare “L’autunno di Canicola”, ma poi sembrava come se l’editore stesse avviandosi lungo il viale del tramonto così ho deciso di cambiare. Anche se prima suonava meglio…]

Quattro nuovi volumi Canicola sono in arrivo quest’autunno, e io semplicemente non riesco a resistere. Canicola è una di quelle realtà editoriali che hanno voluto e sono riuscite a costruirsi un’identità ben precisa. Ragion per cui va a finire che se leggi e apprezzi un paio di loro titoli finisci poi per aspettare e desiderare ogni nuova uscita (oltre che cercare di recuperare il resto del catalogo) perché l’editore diventa garanzia di qualità e di un certo gusto. Insomma, editoria di progetto: se il progetto ti piace segui l’editore, non i singoli volumi.

Dicevamo, l’autunno di Canicola promette grandi cose. Oltre al terzo capitolo di Cinema Zenith, affascinante serie in formato improbabile (spillato A3) di Andrea Bruno, e a un nuovo libro dello straordinario Martoz (giuro che appena ho un secondo vi parlo di Remi Tot in Stunt), sono in arrivo anche Horses di Nicolò Pellizzon (che ha uno stile che mi manda fuori di testa) e L’ultimo paese di Federico Manzone.

Di questi ultimi due titoli sono state mostrate anche le copertine, che mi bastano e avanzano per tener d’occhio il calendario.

Per il resto il poco che si sa è quanto detto nei comunicati di annuncio, che vi (ri)lancio addosso con piacere. Sentite l’hype che sale?

horsesEccovi la cover di Horses che abbiamo scelto tutti in coro. Come Patti Smith e Robert Mapplethorpe nella New York degli anni Settanta, gli eroi di Horses sono due adolescenti determinati e fragili, due ragazzi sulla soglia dell’età adulta che confondono l’arte con la vita. Horses è un’avventura metropolitana scandita dalle note del primo leggendario album di Patti Smith, mettetevi le cuffie!


l'ultimo paeseUn paese del sud Italia, un rito per festeggiare il passaggio della primavera, miracoli celebrati e miracoli mancati. Nella cornice della soleggiata campagna meridionale si innesta la vicenda di Vittorio, pittore senza un braccio, in conflitto con sé stesso ed emarginato dalla vita di una comunità da cui desidera fuggire. Un libro da leggere con i Ray-Ban!


5) I am a hero – Osaka (GP)

I am a hero è una delle (poche) serie di zombie veramente belle che si possono trovare in giro attualmente. Un’attentissima caratterizzazione psicologica dei protagonisti, per una volta molto lontani dagli stereotipi di genere cui siamo abituati, e un approccio atipico alla narrazione e alla figura stessa dello zombie rendono la lettura di questo titolo davvero, ma davvero, interessante. Se non vi siete mai imbattuti nel lavoro di Kengo Hanazawa fatevi un favore e recuperatelo che ne vale la pena.

i am a hero

Ora, assieme al diciassettesimo volume della serie ammiraglia, di I am a hero viene annunciato uno spin off ambientato a Osaka, con altri protagonisti e altre storie da raccontare. Non posso che segnalarvi questo volume che amplierà il già intrigante mondo di I am a hero.

Ho però due cose da dire a riguardo. In primis stavolta i disegni sono affidati a Yuuki Honda che ha uno stile molto diverso, e di certo meno affascinante, da quello di Hanazawa che contribuiva a rendere la serie interessante. Ma staremo a vedere.

i am a hero osaka

La seconda cosa è più che altro un dubbio formale. Già altre volte I am a hero si è preso il tempo per divagare spostando il focus, anche solo per brevi capitoli, dalla trama principale. Non si poteva includere quindi questa storia all’interno della serie regolare, facendola disegnare ad Hanazawa, interandola quindi sia stilisticamente che narrativamente? Era proprio necessario fare uno spin off a parte?


4) Appuntamento a Phoenix (Tunué)

apuntamento a phoenix

Tony Sandoval. Lo amo, alla follia. E non mi importa se parla di mondi fantasy e lotte tra bene e male, di ragazzini rokkettari o di un passato autobiografico. Ogni suo lavoro è permeato di quella personalissima aura magica che lo rende unico e affascinante.

watersnakes

Ora dalle atmosfere oniriche di Watersnakes e Mille tempeste passiamo al racconto di come lui stesso sia entrato da clandestino negli States, tema già di per sé interessante impreziosito dall’inimitabile gusto estetico di Sandoval. Consigliatissimo.


3) Tipping Point (Edizioni BD)

tipping point

Di recente sto leggendo parecchi volumi antologici e, in genere, quelli che preferisco sono quelli che presentano un qualche filo conduttore concettuale a legare i vari racconti. Un po’ alla Wrong di Skeleton Monster (ne avevamo parlato qui), o Un ragazzo parte per un viaggio. Ferisce qualcuno. Non torna più a casa., splendido volume di Mammaiuto il cui titolo fa anche da sintesi delle storie in esso contenute.

Tipping Point si propone di fare la stessa cosa, ma stavolta il focus è “quel momento in cui tutto cambia”. Sarà interessante vedere l’interpretazione che i diversi autori daranno a questo concetto, con il quale si può giocare molto. Ma l’aspetto davvero interessante di questo volume sono i nomi coinvolti, da far saltare sulla sedia anche lo sfogliatore d’anteprime disattento. Stiamo parlando di gente del calibro di Naoki Urasawa, Paul Pope, Atsushi Kaneko, Bastein Vivès e Tayo Matsumoto. Con autori di questo livello le premesse perché ne esca un albo epocale ci sono tutte. Non vedo l’ora di metterci sopra le mani (e gli occhi).


2) Anamorphosis (Hikari)

anamorphosis

Dopo Uno scontro accidentale… e Fraction, Hikari porta in Italia un altro volume di Shintaro Kago: Anamorphosis. Questa volta Kago ci racconta di un gioco a premi in cui i partecipanti vengono rinchiusi in un edificio infestato dai fantasmi (forse). 24 ore dopo i superstiti si spartiranno il montepremi. Si prevedono cazzotti nei denti.

Se leggete questo blog da un po’ saprete che apprezzo molto il gusto (sia estetico che narrativo) di Shintaro Kago e sono così felice di vederlo finalmente pubblicato in Italia in maniera (abbastanza) organica che ogni volta che sento il suo nome non riesco a resistere e lo piazzo in testa alla classifica delle anteprime. Come al solito volume super consigliato e hype a mille, ma solo per stomaci forti.

hikari logo.jpgNota a margine, prima di salire sul gradino più alto del podio. Ma che lavoro incredibile sta facendo Hikari? Il recupero di manga d’autore (classici o meno) portato avanti dalla sottoetichetta di 001 sarebbe già di per sé encomiabile, con autori che spaziano dal già citato Kago a Tezuka a Nagai a Matsumoto. Ma non finisce lì: la cura dei volumi è strabiliante e il rapporto qualità prezzo è una cosa che se te la raccontano non ci credi (ho da poco recuperato Gringo: 630 pagine a 24 euro). Mantenere i prezzi contenuti provando in tutti i modi a fare un buon lavoro è una scelta, e pure una difficile, quindi onore al merito.

Alcuni potrebbero dire “eh, ma alcune cose vanno esaurite e non le posso più recuperare, tipo Gen di Hiroshima, quindi cattiva Hikari, cattiva!”. E invece no, perché sta per arrivare la ristampa. Quindi ribadisco. Ma che lavoro incredibile sta facendo Hikari?


1) Odio Favolandia (Bao Publishing)

i hate fairyland 1

Vi è mai stato detto, con tono saccente e ammonitore, “state attenti a ciò che desiderate”? Ecco, meglio starci attenti davvero.

La protagonista di Odio Favolandia, prima opera come autore unico di Skottie Young (pubblicata in patria da Image comics, ma ormai che ve lo dico a fare?), quand’era bambina desiderava di poter vivere in un mondo incantato pieno di colori e creature strambe e magia. Questo accadeva trent’anni fa, quando il suo desiderio infantile venne esaudito catapultandola a Favolandia.

i hate fairyland 2

Ora Gertrude (questo il nome della protagonista, almeno in originale) è bloccata in ‘sto mondo che sembra in perenne trip da acidi, ha trent’anni ma vive nel corpo della sé stessa ragazzina (a Favolandia non si invecchia), e soprattutto ne ha le palle piene di lune parlanti e altre cazzate zuccherose.

Già solo le prime pagine di Odio Favolandia sono un tripudio di colorata follia. Lo straniamento nel vedere una bambina (pur col cervello da adulta) comportarsi in quel modo in un mondo così perfetto, così fiabesco, è accecante. Questa serie promette tanta ironia, ancor più spaconaggine e un pizzico di cinismo.

i hate fairyland 3

Per il resto Skottie Young è sempre meravigliosamente lui. Ho sempre amato il suo stile cartoonesco, pieno di dettagli, super colorato dal bravissimo Jean-Francois Beaulieu. Dalle copertine alternative di Marvel Now alla sua versione a fumetti della saga di Oz all’incursione nel mondo di Rocket Raccoon, il buon Skottie non sbaglia un colpo. E questo Odio Favolandia pare non fare eccezione.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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6 thoughts on “Top10 delle anteprime di luglio

  1. Pingback: Top10 delle anteprime di agosto | dailybaloon

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