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Toxic Psycho Killers, la morte sublime

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. È estate, fa caldo, voglia di mare. Ma la fame di letture oscure e conturbanti non cessa mai, quindi è (finalmente) il momento di tornare a parlare di fumetti Hollow Press. Nello specifico, il fumetto di oggi è Toxic Psycho Killer, di Paolo Massagli. Prima di proseguire, però, un avviso. Potrei lasciarmi andare in un paio di inevitabili spoiler sulla trama. Per vari motivi non credo sia una cosa troppo grave ma, se ciò vi spaventa, probabilmente vi basterà saltare il primo paragrafo della recensione e state a posto ma, comunque, siete avvisati.

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Un popolo alieno colpevole d’aver causato l’estinzione di innumerevoli specie e di averne costretto in schiavitù altrettante, d’aver profanato foreste millenarie, d’aver intossicato l’aria, d’essersi macchiato di genocidio. Insomma, un’“unica” grande colpa: aver rovinato il pianeta. La pena: l’obliterazione.

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Questo è, se vogliamo, l’estremo riassunto di Toxic Psycho Killer, ultima lisergica opera di Paolo Massagli edita da Hollow Press. E chi altri?

Il volume, un corposo e curatissimo spillato formato A4, scorre leggero e sublime davanti agli occhi del lettore che assiste all’arrivo su un pianeta alieno di una (altrettanto aliena) punitrice. Lo sterminio dei confusi nativi inizia immediatamente, è preciso, inevitabile, definitivo. A nulla servono le azioni di una raffazzonata resistenza guidata dalla versione (nemmeno troppo) extraterrestre di Alan Moore.

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Il chiaro messaggio ambientalista, lontano dalla solita retorica hippy bonacciona e (spesso) superficialotta, qui prende una piega violenta, radicale ed esplicita: ad ogni azione corrisponde una punizione, esemplare e commisurata al reato. Ma non è la violenza (pur presente in massicce dosi) a guidare la penna del Massagli, quanto piuttosto una tensione estetica vivida e potentissima.

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I disegni, di un bianco e nero abbacinante, sembrano urlare e uscire dalle tavole solcate da un’infinità di tratti morbidi e precisissimi. Non c’è nervosismo nelle chine dell’autore e l’eccelsa qualità cartotecnica del volume mantiene inalterata l’incredibile attenzione riservata anche ai dettagli più minuti. Il risultato è, manco a dirlo, strabiliante: Toxic Psycho Killer si presenta ricolmo di una bellezza ipnotica, per quanto macabra.

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Fin dalle prime pagine si può apprezzare un gusto raffinato per la rappresentazione di una sensualità un po’ gore, gusto tipico anche di altri autori Hollow Press (Shintaro Kago in primis ma anche in parte Lorenzo Baroni). Ma, a differenza di Kago, Massagli estremizza lo slancio per la pulizia del tratto e la composizione dell’immagine puntando all’eleganza e, pur nell’esplosiva esuberanza visiva del volume, a un senso di equilibrio che permea le pagine.

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Sensuali figure svestite (rigorosamente femminili) accompagnano una serie incessante di piaghe, morte e sofferenza fino alla completa esecuzione della pena. Ma non c’è becero gusto dell’orrido (alla Rotten, per capirci) né desiderio di esagerazione e ogni tavola risulta posata, a tratti quasi pacata, meravigliosa nella sua violenta leggiadria sospesa nel tempo.

Un connubio straniante, quasi ossimorico e spesso frainteso o banalizzato, quello tra sensualità, bellezza e violenza che qui raggiunge un equilibrio dal fascino inequivocabile ed irresistibile.

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Con Toxic Psycho Killer l’universo dark/weird/fantasy di Hollow Press si impreziosisce di una gemma di rara bellezza (non che ci sia granché di cui stupirsi, a dir la verità, visto l’altrettanto stupefacente lavoro di Massagli su Hell, pubblicato a puntate all’interno dell’antologico ammiraglio dell’editore). L’immaginario della casa editrice creata da Michele Nitri, variegato per stili e contenuti ma compatto per gusto e sensibilità, si conferma ancora una volta ospite di grandi talenti capaci di affascinare (soprattutto) i palati meno tradizionalisti.

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Promosso a pienissimi voti, dunque, questo lavoro di Paolo Massagli che riesco a recensire solo ora (il volume è uscito lo scorso anno a Lucca, mea culpa). Lo trovate sul sito dell’editore, che vi consiglio di visitare, al modicissimo prezzo di dieci euro. Non ho quindi altro da aggiungere: lasciatevi affascinare.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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2 thoughts on “Toxic Psycho Killers, la morte sublime

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