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Millennials, il nuovo che avanza

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Edizione straordinaria. Perché oggi, prima che sia troppo tardi, tocca parlare di Millennials, lo spin off cartaceo di ToBeContinued creato e autoprodotto dal dinamico duo Lorenzo Ghetti-Claudia Nuke Razzoli.

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Sulla pagina Facebook di Dailybaloon ho già detto due paroline sullo spillato in questione, che ho aspettato con trepidazione negli ultimi mesi, ma qui vorrei proporre un commento un pelo più articolato perché 1) ne vale la pena e 2) così lo possono leggere anche tutti quelli che non seguono il blog su Facebook (male! Perché ci pubblico un sacco di cose fighe in tempo [quasi] reale).

Sono ormai passati due anni da quanto ToBeContinued è comparso in rete; un webcomic strutturalmente impressionante che parlava di supereroi svincolandosi dalla struttura classica di gran parte della narrativa supereroistica odierna con cui le major hanno anestetizzato un genere potenzialmente molto ricco di possibilità. Non sapete di cosa parliamo? Poco male, ne avevamo parlato ampiamente in questa recensione e questa succosissima intervista.

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Lorenzo Ghetti decide, all’epoca, di raccontare la vita di ragazzi dotati di superpoteri in un mondo che non ha più bisogno di eroi e, nel farlo, racconta in realtà lo scontro generazionale di giovani che cercano il loro posto in un mondo che non è più quello dei loro padri. Insomma, racconta parte del nostro mondo utilizzando la figura del super come saggio e funzionale espediente.

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Poi la prima stagione è finita ed è iniziata la seconda con una gustosissima virata verso la narrativa supereroistica più classica, fatta di supercattivi e piani malvagi (incasinatissimi), resa però intrigante dalle premesse sociali e generazionali della prima stagione e da un character design di livello sempre altissimo (ormai, alla vista di Millennials, marchio di fabbrica dell’universo di ToBeContinued).

Ma ci sono ancora tante storie di “supereroi normali” da raccontare, tante cose da dire sul mondo “vero” che possono esser dette usando gente che lancia fulmini dalle mani. E così ecco Millennials.

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Ambientato nello stesso mondo di ToBeCo (ancora da capire quanto come e se sarà in continuity) e scritto stavolta a quattro mani da Ghetti e Nuke, Millennials vi trascinerà dentro e dietro alle quinte di Born To Be Heroes, il più importante talent show per supereroi di sempre. Una specie di X-Factor (nella struttura televisiva) per tizi con i poteri e qualcosa da dimostrate.

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Autoprodotto e attualmente in prevendita qui (l’uscita ufficiale dovrebbe avvenire al Treviso Comic Book Festival), ho avuto modo di leggere il primo albo di Millennials con un po’ di anticipo e mi ha colpito così tanto che non potevo non parlarvene.

Questo primo albo, che si presenta come un meraviglioso spillato eccezionale già dalla copertina, è poco più di un capitolo introduttivo: l’espediente del talent show permette di presentare con naturalezza e senza forzature situazione e personaggi e di raccontare la creazione del “supergruppo” di protagonisti. È forse ancora presto per intuire quale direzione vorrà prendere la storia ma, così come in ToBeCo, ci possiamo aspettare una narrazione character driven vista l’attenzione posta nel character design, magistrale sia per varietà che per solidità.

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Non mancano, già dalle prime pagine, spunti narrativi e di riflessione interessanti veicolati da una scrittura attentissima. I dialoghi, mai come ora vicini alla perfezione, esprimono tutto il necessario con precisione e naturalezza, senza bisogno di didascalie; la struttura dell’episodio (la spartizione dei giovani tra i giudici del talent) è pensata per raccontare la psicologia dei protagonisti e tratteggiarne il mondo in maniera del tutto trasparente, senza bisogno di accrocchi narrativi esterni. Il risultato è eccezionale, chiarissimo in quello che vuole comunicare senza una parola di troppo o una tavola morta messa lì per esplicitare un concetto.

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Fumetto nella sua forma più alta, in altre parole, che veicola storia e sentimenti solo e soltanto attraverso disegni e parole che, assieme, scorrono fluidi senza spiegoni o forzati narratori onniscienti. È un notevole lavoro di pulizia e di trasparenza comunicativa nel quale tantissime produzioni mainstream nemmeno provano a cimentarsi.

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E se strutturalmente Millennials è un gioiellino nel quale non c’è alcunché di superfluo e tutto è esattamente al suo posto, visivamente non è certo da meno. Lo stile della Nuke è strabiliante: pulitissimo, deciso, con mille dettagli nascosti sotto ad un tratto apparentemente semplice ma straordinariamente comunicativo. La composizione delle tavole è serratissima e non spreca un millimetro ma, in qualche modo, riesce a non confondere né apparire incasinata. Mai.

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Forse per uniformità stilistica con il webcomic ammiraglio la colorazione è qui composta per la maggior parte da decise campiture piatte, a differenza di quanto visto nei precedenti lavori della disegnatrice che apparivano di certo più pastellosi/acquerellosi. Il risultato è eccezionale e, pur rimanendo nei limiti di una certa estetica da autoproduzione (che non saprei definire, ma che è quella lì), ammanta l’albo di un’aura pop che lo rende appetibile anche a un pubblico meno indie. Alla terza volta che leggo l’albo ho ancora la mascella a terra.

Non c’è che dire. Millennials è una botta incredibile. Qualitativamente ineccepibile da ogni punto di vista, il lavoro della Nuke e del Ghetti stupisce per precisione, puntualità, pulizia. Non che sia del tutto una sorpresa, in fondo il lavoro dei due autori è sempre stato incredibile, ma quando è troppo è troppo. Uno non si aspetta di vedere una cosa così; un fumettino che quanto a trasparenza formale e consapevolezza narrativa e di genere, per usare un francesismo, caga in bocca praticamente a tutti i fumettoni Marvel e DC di oggi. Correte a ordinare il primo albetto (a questo indirizzo) prima che sia troppo tardi o piangete pensando alla fatica che dovrete fare per recuperarlo poi. E in ogni caso sappiate che Icequeen vi giudica.

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(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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3 thoughts on “Millennials, il nuovo che avanza

  1. Pingback: Lo spiegone: settembre 2016 | dailybaloon

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  3. Pingback: Lo spiegone: ottobre 2016 | dailybaloon

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