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Da terre lontane… Breathers

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. È il secondo venerdì del mese, quindi è giunto il momento di un nuovo appuntamento con Da terre lontane…, la rubrica che usiamo come scusa per chiacchierare di fumetti che in Italia ancora devono arrivare.

Questo mese tocca a Breathers, graphic novel di Justin Madson che ho pescato in una pila di scatoloni dimenticati. Le quattrocento e rotti pagine che compongono la storia, divisa in sei capitoli, hanno visto la luce negli states tra il 2007 e il 2011, autoprodotte prima in albetti singoli e poi in volume sotto l’etichetta Just Mad Books. Di una versione italiana, purtroppo, nemmeno l’ombra.

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Il mondo di Breathers è parecchio tipo il nostro. Un mondo fatto di poliziotti, gente normale, mamme separate con figlie piccole, drogati, neo innamorati. Un mondo normalissimo, insomma, non fosse che. Non fosse che un incidente di qualche tipo ha reso l’aria velenosa, mortale, e per uscire fuori di casa è assolutamente necessario indossare un respiratore. O forse no? L’ipotesi gombloddo è dietro l’angolo, gruppi anti-respiratori cominciano a farsi sentire, a smuovere le acque. Curioso come i complottisti suonino immancabilmente più intelligenti e credibili nelle opere di finzione di quanto invece appaiano nella realtà.

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Insomma, dicevamo, un mondo grossomodo come il nostro, con le stesse dinamiche. L’elemento “diverso” poteva essere qualunque cosa, ma il tocco estetico dei respiratori dona alla narrazione una certa personalità.

In quest’universo dall’aria irrespirabile seguiamo le vicende di vari personaggi. La storia è divisa in capitoli ed ogni capitolo è a sua volta frazionato in sotto-capitoli nei quali il focus è fissato su uno dei protagonisti (un po’ alla Game of Thrones, per capirci), quantomeno fino alla fine quando le storie si fanno troppo intrecciate per funzionare a blocchi separati (ma anche qui si può apprezzare una certa compartimentazione). E così, pagina dopo pagina, vite e vicende apparentemente scollegate si toccano, si intrecciano, vanno a dipingere un quadro più grande. Con sullo sfondo il mistero dell’aria.

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La narrazione scorre fluida, l’atmosfera da thriller cattura e spinge con il giusto ritmo il lettore avanti nella vicenda senza dimenticare di soffermarsi sull’approfondimento dei singoli personaggi. Non mancano momenti tesi e qualche scambio di battute azzeccato, la caratterizzazione psicologica dei protagonisti funziona, e c’è un drago di pezza meraviglioso. Best character ever.

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Anche visivamente il lavoro di Madson funziona, con disegni in un bianco e nero netto e un character design fatto di volti lunghi e occhi piccoli. Per qualche motivo mi ricorda un po’ alcuni lavori di Lemire. L’unica cosa che talvolta rende ostica la lettura, per assurdo, è proprio quell’elemento che caratterizza la storia: i respiratori nascono gran parte dei volti, confondendo i personaggi e costringendo a cercare altri punti di riferimento (vestiti, capelli, cappelli…). Per il resto il volume si guarda e si segue bene, le pagine non stancano ed appaiono curate e godibili, per quanto stampate non sempre benissimo.

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Se seguite questo blog da un po’ avrete ormai capito, leggendo tra le righe di qualche recensione qua e là, che le storie in cui si piglia il mondo normale, si cambia un elemento e si vede che succede mi piacciono parecchio. Certo, in questo caso non siamo in un contesto alla Black Mirror o alla I figli degli uomini (che, peraltro, è appena approdato su Netflix: recuperatelo), né dal punto di vista dell’analisi sociale né strutturalmente, con una narrazione maggiormente distesa e mirata più alla “soluzione del mistero” che al worldbuilding e alla riflessione.

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Breathers mi risulta comunque una lettura più che piacevole. Magari non cambierà la mia esistenza, ma l’ho di certo apprezzata. L’inglese non è dei più facili per via di slangs e abbreviazioni strambotte, ma se non vi lasciate spaventare potete acquistare il volume in lingua qui. In attesa che qualcuno lo traduca, dateci un occhio.

Dalle terre lontane è tutto per questo mese, non mi resta che salutarvi. So long.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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One thought on “Da terre lontane… Breathers

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