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Sladkiy, Il male nero, The believers. Il mio primo approccio a It Comics

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Oggi recensione multipla (ma non Commenti un tanto al chilo, che sono un’altra cosa) perché ho finalmente avuto modo di leggere i tre titoli It Comics di cui vi avevo parlato nelle scorse classifiche delle anteprime: Sladkiy, Il male nero e The believers.

It Comics è una nuovissima realtà editoriale italiana della quale (se ho capito bene) gli autori sono anche soci fondatori. Si sono proposti negli ultimi mesi con un buon numero di serie nuove, spillate, molto varie per estetica gusto.

it-comics-logo

È ancora presto, decisamente troppo presto, per anche solo intuire (figuriamoci per valutare) la direzione che potrebbe prendere il progetto e l’impatto che potrebbe avere. Ma per ora le premesse paiono tutto considerato buone, con un parco titoli sufficientemente variegato per coinvolgere pubblici parecchio diversi e qualitativamente buono per non allontanare il lettore più schizzinoso. Quindi diamo un’occhiata a questi primi tre titoli, quelli che tra le proposte del day1 rientravano più nelle mie corde (o almeno così credevo).

IL MALE NERO

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Il male nero mi ha completamente spiazzato. Capiamoci, non spiazzato del tipo “questo libro ha irrimediabilmente cambiato la mia visione del mondo e ora la mia vita non è più la stessa”. Spiazzato del tipo “non era assolutamente quello che mi aspettavo” [e il fatto che mi sia piaciuto nonostante si sia rivelato tutta un’altra cosa è, già di per sé, sorprendente].

Dal titolo mi aspettavo una cosa molto introspettiva sulla depressione, sulla ricerca di un senso tra fede/speranza e scienza. Decisamente non avevo capito nulla.

Abbiamo infatti a che fare con due ragazzi, sorella maggiore e fratellino. Il piccolo vede i mostri e, ovviamente, nessuno gli crede. Quanti ragazzini sostengono di vedere i mostri? E quanti li vedono per davvero? Siamo onesti, non gli avremmo creduto nemmeno noi. Solo che in questo caso i mostri cattivi che strisciano nel buio esistono davvero, e cominciano a fare un sacco di brutte cose (ancora poco chiare, ma molto brutte) tra cui rapire il pischello e apparire in sogno alla sorella con messaggi super inquietanti.

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In qualche modo, nonostante (o forse proprio per) il contrasto con il disegno super cartoon di Ramie, Il male nero è riuscito a mettermi a disagio, a comunicarmi un senso di angoscia che non avevo visto arrivare. Sarà che con me le cose di mostri, paura del buio, possessioni e pupazzi malvagi colpiscono un punto morbido, sta di fatto che se lo scopo dell’autore era di fare una storia di paura… per quanto mi riguarda c’è riuscito.

Oh, nulla che tolga il sonno o che scuota le fondamenta della sanità mentale del lettore, ma la sensazione di disagio che si prova a camminare su una scalinata ripida verso una stanza buia è lì. E ti guarda.

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Vediamo come la cosa procede, perché siamo proprio all’inizio inizio. Per adesso, per esempio, l’annunciato dualismo scienza/superstizione è praticamente del tutto assente (o trascurabile) e la vicenda è soltanto all’inizio. Ma è un inizio che funziona. Se non avete paura del buio, s’intende.


THE BELIEVERS

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Su The believers, di Andrea Pau e Alberto Locatelli, invece c’avevo visto abbastanza giusto (ma questa conta metà perché era facile). Si tratta infatti di una storia dal gusto tipicamente steampunk fatta di macchinari bizzarri ante litteram. In un mondo pre prima guerra mondiale in cui c’è già una specie di internet un’organizzazione segreta diffonde false notizie in rete per scopi oscuri. I nostri eroi indagano, fanno foto, cercano di fermare i piani dei cattivi. Tutto molto classico, condito da super jet ski, carri armati a vapore e tute simil Iron Man.

Ma, c’è qualcosa che non mi ha convinto. L’intreccio (comunque ancora all’inizio) pare convincente, per quanto incasinatissimo come tutte le storie di complotto, ma è accompagnato da una caratterizzazione dei personaggi fatta un po’ con l’ascia e da dialoghi spesso un po’ meh. Anche la scelta di fare tutto senza colori mi lascia un pochetto perplesso: ok non lanciarsi in tinte sgargianti alla Bioshock Infinite (che comunque per un mondo steampunk ci stanno super bene) e invece preferire un tono più polveroso, ma così è forse un po’ troppo.

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Interessante la trasposizione dei problemi dei nostri tempi (notizie false che diventano virali, creduloni [i believers, appunto] che abboccano a qualsiasi cosa) a inizio ‘900, buona la matrice narrativa che dice abbastanza da incuriosire senza svelarsi troppo. Ma non sono convinto del tutto e, soprattutto, vorrei vedere alla fine si finirà a fare “semplicemente” una revisione della storia di inizio secolo scorso in chiave vapore e bulloni, o se ci sarà qualcosa in più.

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SLADKIY

sladkiy-coverE per ultimo Sladkiy, di Vorticerosa. Sladkiy è una piccola palla di pelo, figlio della natura. Un batuffolo pucciosissimo con gli occhi pieni di scoperta. Nei suoi primi giorni di vista gioca, impara a sognare e a soffrire dei propri limiti, impara la cattiveria (anche gratuita) degli altri in un crescendo verso il finale francamente sconcertante.

I colori tenui e il design del buffo protagonista, chiaramente pensato per diventare l’emblema della dolcezza e della bontà, accompagnano una narrazione perlopiù silenziosa. Sladkiy è muto (anche se “parla” per emoticon in una scelta quantomeno discutibile) e le uniche parole sono quelle del suo albero-madre e degli altri elementi della natura. Il volume scorre leggero, fa sorridere e sospirare fino al finale di una crudeltà che semplicemente fa male al cuore.

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Sladkiy è, dei tre titoli letti finora, quello che mi è piaciuto di più. Ha qualche sbavatura ma nel complesso l’approccio fiabesco, molto caloroso e ostinatamente direzionato sull’emotività più che sull’intreccio funzionano alla grande. Consigliato.

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Nel complesso questa prima esperienza con It Comics è stata positiva. È di certo una realtà giovane, fatta soprattutto da autori giovani, e ci sta che su alcune cose si debba ancora aggiustare il tiro. Ma, ripeto, nel complesso posso dirmi soddisfatto. Anche il formato (spillatini [un po’ esilini, a dire il vero] da 3 euro l’uno) funziona abbastanza bene per quanto, se da un lato concede una prova a cuor leggero, il singolo episodio risulti un po’ stringato. Detto questo restiamo a vedere. Per ora cauto ottimismo e una buona dose di soddisfazione. Non cieca a criticità, ma comunque soddisfazione.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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