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Die Wergelder: il ritorno in grande stile di Hiroaki Samura

Ragazzuoli, salve a tutti e bentornati. Lucca è ormai da un po’ di tempo dietro le nostre spalle e il mondo del fumetto sta pian piano tornando alla propria normalità (cioè film Marvel, strisce di Zerocalcare e poco altro).

Tra i numerosi annunci di novità in cui gongolanti editori si sono lanciati durante la fiera, alcuni avevano particolarmente attirato la mia attenzione. E tra questi spiccavano, oltre alla nuova serie di Inio Asano (non vedo l’ora), due titoli di Hiroaki Samura, l’autore tra le altre cose de L’immortale. Così ho pensato che fosse giunto il momento di pescare il primo albo di Die Wergelder dalla pila di cose da leggere e cominciare a entrare nell’ottica, ché di Samura da adesso in poi pare se ne vedrà un po’.

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Dunque. Da dove cominciare? Per una buona metà del volume, uscito ormai qualche mese per Star Comics, non ci si capisce un accidente. Ci sono gli yakuza, tizie combattenti con superpoteri (circa), una misteriosa isola popolata di prostitute nella quale si intrecciano traffici loschissimi, una specie di super laboratorio [collegato di certo ai suddetti traffici loschissimi]… Insomma, un casino pazzesco che, per più di una manciata di pagine, mi sono trovato a voler sbrogliare senza successo.die-wergelder-5

Poi, a un certo punto, uno smette di cercare un senso e lascia che le cose succedano e, sorpresa!, tutto va a posto. Certo, rimangono moltissimi misteri, cose da capire, flashback che (spero) troveranno posto nel puzzle finito, ma via via che si cominciano a conoscere i personaggi si riesce a tirare delle linee, a seguire la vicenda. E poi il volume si chiude con un cliffhanger che non so come farò ad aspettare il secondo volume.

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Per fare un super riassunto potremmo dire che tutto comincia con un clan mafioso in cerca di capire cosa sta succedendo in questa maledetta isola-bordello. Clan giovani vanno lì e fanno un sacco di soldi, come mai? E la risposta dev’essere qualcosa di molto strano, perché coinvolge laboratori, forse droghe o forse medicine, ma comunque qualcosa di molto fuori dall’ordinario. Questo primo volume svela ancora poco della direzione in cui andrà la trama, ma se ci si lascia trasportare si ha l’impressione che, una direzione, ci sia. Che alla fine è la cosa importante quando si parla di storie su misteri da scoprire, super complotti, e tizie che si menano di brutto.

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Insomma, se all’inizio Die Wergelder mi aveva fatto storcere un po’ il naso, e a un certo punto mi ero addirittura convinto che si sarebbe trattato di un’altra serie trascurabile “alla Samura post-L’immortale”, devo ammettere che poco alla volta mi sono convinto. La trama è intrigante, ha un ottimo ritmo, è disegnata divinamente (ma questo non è una sorpresa) e ti tiene col fiato sospeso ad ogni pagina.

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Quindi… vi consiglio questo fumetto? Eh. Boh. Nel senso, capiamoci, mi ha divertito molto, con qualche battuta davvero azzeccata e una regia al cardiopalma con un sacco di misteri da scoprire. Per tutto il volume si è spinti dalla volontà di capire e, al contempo, dal puro intrattenimento delle mazzate; le due cose sono in buon equilibrio. Ma, mi rendo conto, Die Wergelder (così come buonissima parte della produzione di Samura) non è per tutti. Anche volendo sorvolare sulla notevole violenza degli scontri, cosa alla quale siamo abbastanza abituati ma che potrebbe comunque dar fastidio, l’autore riesce a infilare tra le pagine una sessualità davvero spinta che, immagino, disturberebbe i più.

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Per carità, tutto è per lo più affrontato con leggerezza, una certa dose di ironia (anche se non sempre) e comunque il focus è puntato altrove. Ma al contempo alcune scene particolarmente esplicite risultano parecchio forti. Siamo ben lontani dallo sfacciato disgusto di Brutal Love (un artbook un po’ spinto, per usare un eufemismo [cercatelo a vostro rischio, che poi la gente per strada vi guarda male {sperimentato in prima persona}]) o dalla perversione de La carrozza dei Bloodharley, che era il centro del racconto, ma anche qui Samura non scherza.

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E anzi, il fatto che l’attenzione sia puntata altrove, in qualche senso, rende la presenza di una sessualità così estrema ancora più disturbante. Insomma, tutto ‘sto pippone di cui (ci scommetto) si è capito poco, per dire che Die Wergleder mi è piaciuto parecchio; che questo probabilmente fa di me un pervertito; che se non vi fate problemi e lo leggete dovreste potervi divertire. Ma se siete dei bacchettoni o se vi fate impressionare facilmente state alla larga. E in questo secondo caso non andate nemmeno a cercare Brutal Love, che vi bloccherà la crescita.

(tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari)

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